La Roma si sta rimettendo in carreggiata grazie alla cura Ranieri. Nelle due vittorie consecutive tra campionato ed Europa League della squadra giallorossa, un elemento in particolare si è preso la scena, in maniera persino del tutto inaspettata. Saud Abdulhamid, con un assist al Lecce e un gol al Braga, è divenuto l’idolo del tifo in un amen. Come di consueto, all’ombra romanista del Colosseo, basta poco per entrare nel cuore del pubblico e il terzino saudita ci è già riuscito, nonostante debba dimostrare ancora molto. Il duro lavoro negli allenamenti dell’ultimo mese e il suo costante sorriso stampato sulle labbra hanno contribuito in maniera decisiva alla sua trasformazione da oggetto misterioso del discusso mercato estivo del duo Friedkin-Ghisolfi a sorpresa del nuovo ciclo dei capitolini. Qual è, però, la storia del terzino arabo prima del suo approdo in Italia?

Gli inizi in patria
Saud Abdullah Abdulhamid è un talento emergente del calcio saudita che ha mosso i primi passi nel calcio professionistico con l’Al-Ittihad, uno dei club storici della Saudi Pro League. Dopo aver collezionato diverse stagioni di esperienza nella prima divisione saudita – ben sei consecutive – il terzino ha proseguito la sua carriera con l’Al-Hilal, dove ha vinto tutti i trofei del suo personale palmares, tra cui il campionato, la Coppa del Re dei Campioni e la Supercoppa, per un totale di 6 coppe alzate al cielo. La sua abilità nel proporsi in fase offensiva, combinata con la velocità, lo hanno reso uno dei migliori terzini del campionato, attirando l’attenzione di club internazionali come il Clermont in Francia e, addirittura, l’Aston Villa. Nella scorsa estate, il suo trasferimento alla Roma ha segnato un nuovo capitolo della sua carriera, un vero e proprio upgrade che nemmeno lontanamente pronosticava.
L’arrivo alla Roma: da oggetto misterioso a sorpresa
Il passaggio di Saud alla Roma è stato un vero e proprio salto di qualità non solo per lui, ma anche per la storia della Serie A, essendo il primo calciatore saudita della storia a giocare nel campionato italiano. Nonostante un inizio timido, con pochi minuti in campo e, soprattutto, due allenatori cambiati, la spinta decisiva alla sua carriera in giallorosso gliel’ha data Claudio Ranieri. Difatti, sotto la gestione del tecnico testaccino, Abdulhamid ha saputo adattarsi rapidamente ai nuovi principi di gioco, mettendo in mostra le sue qualità principalmente in fase offensiva. Il suo primo gol con la maglia della Roma, segnato in Europa League contro il Braga, ne è stato la testimonianza. Dopo mesi di prese in giro da parte dei suoi stessi tifosi e tanto scetticismo collettivo, l’ex Al-Hilal si sta prendendo una meravigliosa rivincita soltanto attraverso il lavoro e il suo sorriso stampato sulle labbra. Un oggetto misterioso che si sta trasformando, piano piano, in un valido elemento per lo scacchiere romanista: grandi capacità di inserimento e tanta cattiveria agonistica. Come sostiene il suo mister, in fase difensiva va ancora educato, ma la strada intrapresa è quella giusta.

