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L’Inter ‘presta’ Mancuso a Spalletti: chi è il classe 2007 aggregato alla partitella della Nazionale

La sosta per le nazionali è ufficialmente iniziata e l’Italia è attesa da uno spettacolare doppio confronto con la Germania nei quarti di finale di Nations League. L’andata si giocherà il 20 marzo a San Siro, mentre il match di ritorno andrà in scena tre giorni dopo al Signal Iduna Park di Dortmund. Gli Azzurri sono al lavoro al ‘BPER Training Centre in memory of Angelo Moratti’ (il centro sportivo dell’Inter) e lunedì è iniziata la preparazione in vista della sfida contro la selezione tedesca. Per completare il gruppo il commissario tecnico Luciano Spalletti ha deciso di aggregare alla consueta partitella anche un giovane calciatore dell’Inter e si tratta del classe 2007 Matias Mancuso, regalandogli quindi un’esperienza davvero indimenticabile. L’ex allenatore del Napoli ha preferito risparmiare i giocatori scesi in campo nel weekend con i rispettivi club e ha puntato sul ragazzo nerazzurro.

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La carriera di Matias Mancuso

Nato il 15 marzo 2007 a Milano da genitori uruguaiani, Matias Mancuso inizia la sua carriera nel Rozzano Calcio e successivamente si trasferisce all’Inter dopo aver stupito gli osservatori durante un provino. Considerato uno dei talenti più cristallini delle giovanili della Beneamata, al compimento dei 16 anni firma il primo contratto da professionista legandosi al club fino al 30 giugno 2025. Le qualità del centrocampista sono indiscutibili e se ne accorge anche Simone Inzaghi, che lo aggrega in più di un’occasione agli allenamenti della prima squadra. Attualmente fa la spola tra Under 17 (8 gol e 5 assist in 36 partite totali) e U18 e intanto la dirigenza punta a blindarlo ulteriormente tramite il rinnovo. Per quanto riguarda la nazionale, Mancuso veste la maglia dell’Italia e vanta 10 presenze tra Under 16 e U17 ma non ha mai nascosto il suo amore per l’Uruguay, motivo per cui non ha ancora preso una decisione definitiva.

Le caratteristiche tecnico-tattiche

Matias Mancuso è un centrocampista con spiccata propensione offensiva e si tratta di un calciatore completo e particolarmente versatile: in carriera ha infatti giocato da mezzala, trequartista (la sua posizione preferita) e ala sinistra, ma ama essere il più vicino possibile alla porta avversaria per rendersi particolarmente pericoloso con conclusioni e assist. Nella partitella Spalletti lo ha schierato nell’insolito ruolo di esterno destro, ma ha fornito comunque una prova positiva. Il classe 2007 è abilissimo nella gestione del pallone con entrambi i piedi e l’Inter sta lavorando su di lui per trasformarlo in un interno di centrocampo. Il progetto dei nerazzurri è avere il sostituto di Henrikh Mkhitaryan (36 anni e con il contratto in scadenza il 30 giugno 2026) in casa e Inzaghi sta osservando attentamente la crescita del diciottenne. Ora anche il ct dell’Italia ha avuto l’opportunità di valutarlo da vicino e chissà se la chiamata nell’allenamento della selezione maggiore non sia una carta in più per convincere Matias a scegliere di rappresentare definitivamente gli Azzurri.

Le big si muovono sul mercato: tutte le principali trattative

Il calciomercato di Serie A è già entrato nel vivo. Le prime della classe hanno iniziato a puntellare gli organici in base ai rispettivi obiettivi di stagione. Occhi puntati su Inter, Milan, Napoli, Roma e Juventus che con i nuovi innesti potranno stravolgere le attuali posizioni di classifica. 

Il calciomercato invernale, dunque, può mescolare le carte e ribaltare gli equilibri del campionato da qui a fine stagione. Ad esempio, se si dà uno sguardo ai pronostici sul calcio odierni di superscommesse.it, squadre come Napoli, Inter e Milan sembrano avere più chance di tutte le altre per lottare fino alla fine per il tricolore. Ma se la Roma o la Juventus dovessero azzeccare davvero i colpi giusti sul mercato, tutto cambierebbe in un istante.

Inter: focus sulla corsia

L’infortunio di Dumfries, out più o meno fino a marzo, mette i nerazzurri davanti a una scelta difficile per rinforzare la corsia destra: intervenire sul mercato o lanciare un giovane. Il preferito in prospettiva resta Marco Palestra, in prestito al Cagliari, valutato 35/40 milioni dall’Atalanta. Nell’immediato, sfumato il ritorno di Joao Cancelo, le alternative sono Nahuel Molina dell’Atletico Madrid, Moris Valincic della Dinamo Zagabria, Rafik Belghali del Verona e Brooke Norton-Cuffy del Genoa. Soluzione interna il giovane Matteo Cocchi, classe 2007 gioiellino dell’Under 23; si valuta altrimenti il ritorno di Mattia Zanotti dal Lugano. Possibile, inoltre, l’arrivo di Tarik Muharemovic dal Sassuolo per aggiungere una pedina al cuore del reparto arretrato.

Milan: nuovo ariete per Allegri

Niclas Füllkrug è il primo colpo del mercato di riparazione rossonero: Allegri ha finalmente un centravanti “vero”. Il tedesco, classe 1993 prelevato dal West Ham, non è un asso dal punto di vista della tecnica individuale ed è reduce da una stagione poco entusiasmante, tuttavia potrà essere utile come appoggio al limite o per sfruttare i centimetri anche in un’area di rigore particolarmente affollata. Il club meneghino nel frattempo porta avanti la trattativa per il rinnovo di Mike Maignan e punta Diego Coppola, ex difensore centrale del Verona che fatica a trovare spazio nel Brighton in Premier League.

Napoli: un colpo a centrocampo e la partenza di Lucca

Il club di De Laurentiis lavora sia in uscita sia in entrata. Tra gli elementi che potrebbero lasciare momentaneamente la rosa dei partenopei per trovare più spazio ci sono Ambrosino, Marianucci, Vergara e Lucca, che potrebbe essere coinvolto in uno scambio. A tal proposito sono vivi i contatti con la Roma che propone Dovbyk. Sul fronte arrivi l’unica vera necessità è a centrocampo: il sogno è Goretzka del Bayern Monaco, piace Timber del Feyenoord. Sullo sfondo la suggestione Götze, in scadenza con l’Eintracht di Francoforte. E poi nel mirino c’è un attaccante argentino delle giovanili del Boca Juniors: si tratta del classe 2008 Milton Pereya.

Roma: serve una punta

Il nome in cima alla lista del ds Ricky Massara è Joshua Zirkzee, impiegato con il contagocce al Manchester United. Sarebbe il grande ritorno in Italia di un attaccante che ha incantato con la maglia del Bologna sino a condurre i rossoblu in Champions League, ma in Inghilterra le cose non sono andate così bene per l’olandsese. Detto dell’ipotesi scambio tra Dovbyk e Lucca con il Napoli, la reale alternativa è Giacomo Raspadori, per il quale è già stato trovato l’accordo con l’Atletico Madrid. In più sono stati avviati i contatti con il Fenerbahce per il difensore mancino Jayden Oosterwolde. Radu Dragusin (difesa), Remo Freuler (centrocampo) e Robinio Vaz (attacco) gli altri giocatori monitorati dal club, pronto a cedere Tommaso Baldanzi.

Juventus: il sogno è Tonali

Il salto di qualità per il 2026 ha un nome e un cognome precisi nella mente di Luciano Spalletti: Sandro Tonali del Newcastle, valutato 80/85 milioni. Comolli sta provando a sbloccare tutto con una mossa: l’inserimento di Jonathan David come pedina di scambio. Intanto non tramonta l’ipotesi del ritorno da Liverpool di Federico Chiesa e piace sempre Davide Frattesi, che l’Inter è disposta a cedere per una cifra non inferiore ai 30 milioni.

Molto attivi anche altri club. La Lazio, salutati Castellanos e Guendouzi, ha chiuso per Ratkov (Salisburgo) in attacco e Taylor (Ajax) a centrocampo ed è sempre vigile su Maldini, Fabbian, Ngonge, Toth e lo svincolato Insigne. La corsa alla salvezza della Fiorentina, che ha già stabilmente inserito il neoarrivato Solomon, passerà anche per i piedi di Brescianini, pronto a lasciare l’Atalanta. Il Torino spinge per Obrador, esterno mancino del Benfica, il Genoa per Bento, portiere dell’Al-Nassr. Dialoghi aperti tra Atalanta e Verona per il trasferimento a Bergamo di una delle rivelazioni del girone di andata di Serie A, Giovane.

Calciomercato Napoli, i tre centrocampisti seguiti per gennaio: c’è una sorpresa

Prima l’infortunio di De Bruyne di ottobre dopo il rigore calciato e realizzato contro l’Inter, poi quello di Anguissa che comunque sarebbe partito per diverse settimane tra dicembre e gennaio per la Coppa d’Africa: emergenza a centrocampo per il Napoli di Conte, che aspetta gennaio consapevole dell’importanza della finestra invernale dei trasferimenti. Il mercato è alle porte e la società di De Laurentiis è pronta all’investimento, l’ennesimo dell’ultimo periodo. In estate sono arrivati nove giocatori nuovi e ora potrebbe arrivare un decimo. Un centrocampista. Lo sanno bene i tifosi e i curiosi, gli appassionati di calcio che attraverso varie piattaforme dedicate, come ad esempio NetBet.it, cominciano a riflettere sul nome che potrebbe sbarcare in azzurro provando ad anticipare l’operazione del club di De Laurentiis. Sui giornali si leggono già diversi profili validi, tutti diversi tra loro. Tre, su tutti, sembrano adatti al Napoli e davvero nel mirino del ds Manna. Il primo arriva come sempre dalla Premier League.

Arriva l’ennesimo talento dalla Premier League?

Dopo McTominay e Hojlund, non c’è due senza tre? Dal Manchester United, ecco spuntare fuori un altro nome, un profilo che in realtà ritorna: è quello di Kobbie Mainoo, 20 anni, centrocampista inglese già accostato al Napoli in estate. Un giocatore molto promettente, classe 2005, che dunque come under non occuperebbe neppure posto nella lista di Serie A. Mainoo è una mezzala fisica e tecnica, dalle leve lunghe, di personalità e talento. Un giovanissimo che però ha già discreta esperienza. Il Napoli ci aveva provato invano già in estate ma lo United non lo aveva fatto partire. Ora il club azzurro potrebbe tornare alla carica dato che, intanto, il giocatore anche in questi primi mesi della nuova stagione non ha ottenuto lo spazio che avrebbe sperato di ricevere. Ci sono però alcune incognite: la prima è economica. Mainoo, dato il talento e la giovane età, costa tanto, forse troppo. Si parla di una valutazione intorno ai 50 milioni. Il Napoli lavora a un prestito? Possibile, probabile. Ma lo United accetterà? C’è poi da considerare l’aspetto legato all’età. Conte ha sempre grande prudenza nel gestire i nuovi. Mainoo, anni 20, riuscirà nel caso a inserirsi subito nei nuovi meccanismi? Si vedrà.

La novità che arriva dalla Serie A

Un altro profilo, una novità assoluta, la sorpresa delle ultime settimane, arriva dalla Serie A e si chiama Arthur Atta, francese, centrocampista dell’Udinese di 22 anni, classe 2003 e dunque anche lui under. Un fattore, questo, da non sottovalutare. Ma Atta è un giocatore totalmente diverso da Mainoo. Anche lui è una mezzala ma ha altre qualità, è un giocatore elegante, molto tecnico, dalle leve lunghe, amante dei dribbling, del possesso palla. Tocca la sfera di suola, è elegante a vedersi, è un giocatore di grande impatto visivo ma anche fisico potendo contare sulla sua altezza. Il Napoli ci pensa ma anche in questo caso le incognite sono tante a partire dal prezzo. L’Udinese, infatti, lo valuta già oltre 30 milioni e a gennaio difficilmente se ne priverà, salvo super offerte. Il Napoli sarà disposto a procedere? Poi il rebus tattico: nel suo ruolo c’è già McTominay, lui gioca prevalentemente a sinistra ma potrebbe anche essere utilizzato a destra dove c’era Anguissa. Tuttavia Atta ha caratteristiche diverse da Zambo. Insomma, un profilo che piace ma su cui resistono dubbi.

La certezza gioca a Milano e costa tanto, troppo

Un altro profilo sondato, valutato, un altro nome che ritorna è quello di Davide Frattesi dell’Inter. Tra i tre, il giocatore certamente più pronto. Un giocatore fatto e finito che ha esperienza internazionale, gioca all’Inter da tre anni ed è un nazionale italiano. Anni 26, Frattesi con Chivu è scivolato nelle gerarchie del centrocampo e ora gioca ancor meno di quando c’era Inzaghi dato che, dietro i titolari, prima di lui arrivano Sucic e Zielinski. Il Napoli conosce bene Frattesi, a lui aveva pensato già l’estate scorsa, ma i costi sono elevati e soprattutto l’Inter difficilmente rinforzerà una diretta concorrente a metà stagione. Però Frattesi, giocatore con gol nei piedi e tempi d’inserimento da mezzala alla Conte, è un profilo gradito e soprattutto è un giocatore che cerca spazio e che quindi a gennaio potrebbe anche spingere per la cessione. Nel caso, il Napoli sarà in prima fila.

Esclusiva OkC, Sabbatini: “Talenti italiani frenati da esterofilia e regole. Modric? Sopra le righe”

La Serie A è pronta a fermarsi nuovamente e al termine di questo weekend il campionato lascerà spazio alla sosta per le nazionali, permettendo quindi di fare un bilancio sul lavoro dei club in campo e in sede di calciomercato. In esclusiva a Ok Calciomercato abbiamo intervistato Vittorio Sabbatini, noto procuratore e fondatore dell’agenzia Omnia Football Players. Nel corso della conversazione sono state toccate diverse tematiche: dal rendimento delle squadre alla campagna trasferimenti, passando per le difficoltà dei giovani talenti italiani e arrivando fino ai retroscena legati alla figura dell’agente sportivo.

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L’intervista a Vittorio Sabbatini

Un commento su queste prime giornate di Serie A: top e flop?
“Il Napoli si è confermato in testa, ora c’è anche il Milan. La Fiorentina sta avendo qualche difficoltà, ma ha cambiato allenatore e dovrà trovare una sua identità. Ci vuole tempo, ma i valori verranno fuori alla lunga”.

Quale squadra può essere la sorpresa del campionato?
“La Cremonese è una bella sorpresa, non me l’aspettavo così in alto in classifica. Ho seguito molto il calciomercato del club, è stato fatto un ottimo lavoro e c’è un allenatore molto bravo ed esperto in salvezze. Il campionato è lungo e l’obiettivo resta la permanenza in Serie A, ma finora è la sorpresa della stagione”.

Parlando di mercato: chi si è mosso meglio in estate?
“Sono un grande estimatore di Modric, per me è lo stereotipo del campione. Mi è piaciuta tantissimo questa operazione del Milan, anche perché ha portato grande qualità e spettacolo, che mancava da un po’. Si tratta di un giocatore sopra le righe, fa delle cose che catalizzano l’attenzione dei tifosi del Milan e non solo. La Juventus ha preso Zhegrova, è un esterno offensivo molto interessante e mi auguro che possa dare tanto alla squadra. Il Napoli ha recuperato alla grande dopo la cessione di Raspadori con gli acquisti di De Bruyne e Hojlund, i loro arrivi hanno colmato le partenze di giocatori importanti. La Cremonese resta la sorpresa, ma i club che ho appena citato hanno fatto un mercato molto interessante”.

Quanto è complicato fare mercato per i club italiani? Come si può colmare il gap con la Premier League?
“La Premier League ha disponibilità finanziarie notevolmente superiori alla Serie A. Noi, come gli inglesi, dovremmo avere conoscenza e padronanza del settore. Per colmare questo gap dobbiamo essere altamente qualificati nello scegliere in anticipo dei giocatori bravi che possono sfuggire ad altri. Inoltre non dobbiamo abbandonare la filosofia del calcio italiano, che è quella che ci ha sempre premiato. Abbiamo vinto quattro Mondiali e abbiamo avuto grandi campioni. Senza dover scimmiottare politiche o progetti di altre nazioni, dobbiamo rielaborare le nostre senza discostarci dalla filosofia che ci appartiene. Basta guardare all’interno della nostra bella Italia, ma forse ci si è discostati un po’ troppo per cercare di andare a replicare altre nazioni che non c’entrano niente con noi”.

Spesso si sottovaluta il potenziale dell’Italia…
“C’è questa esterofilia nel modus operandi della costruzione della squadra e dello sviluppo del giocatore, ma per me non è sempre valida. Oggi il calciatore è più atleta ed è anche più completo rispetto al passato, ma non bisogna discostarsi dalla qualità e dalla tecnica. Guardiamo la Spagna, i giocatori sono molto tecnici e portano a casa grandi risultati. La tecnica dovrà essere abbinata a un livello atletico importante, ma tale aspetto non deve mai prevalere sul primo. Queste due caratteristiche devono viaggiare parallelamente e l’una non può prescindere dall’altra. A mio parere l’aspetto tecnico deve essere prioritario”.

Perché le società di Serie A comprano poco dalla B e preferiscono acquistare all’estero?
“Un po’ dipende dall’esterofilia. Si sogna di scoprire il talento estero come nel film ‘Un allenatore nel pallone’, quando la Longobarda prese Artistoteles. Non è sempre così, i giocatori italiani meriterebbero maggiore attenzione e fiducia. Tanti di loro sono bravi e hanno solo bisogno di giocare per acquisire più consapevolezza nei propri mezzi. Inoltre devono trovare un ambiente maggiormente favorevole quando approdano in un club. È fondamentale affidarsi a una società che crede nelle loro qualità e che li aiuta a crescere sotto il punto di vista tecnico e mentale”.

Fabregas ha spesso sottolineato le difficoltà nel trovare giovani talenti italiani adatti al suo Como: cosa ne pensa?
“In effetti è difficile reperire giovani talenti italiani già pronti per il livello del Como. C’è difficoltà a far scalare i giocatori italiani da una categoria all’altra. Per me dipende un po’ da un senso generico di esterofilia diffusa ma non è solo questo. Il problema è che la regola dei giovani, che da un certo punto di vista consente di utilizzarne molti, non fornisce una vera e propria prospettiva futura perché questi calciatori vengono usati soltanto fino a quando rientrano nella categoria under in Serie C e B. Questo rende più difficile la loro carriera. Sarebbe opportuno elevare il livello generale delle varie squadre utilizzando i giovani per la qualità che effettivamente hanno e non solo per un fattore anagrafico. Tornando al Como, per arrivare lì un giocatore deve aver già scalato determinati step. Di solito la regola dei giovani è legata alla sostenibilità, ma con l’aumento dello spettacolo sportivo crescono anche il livello qualitativo, l’affluenza del pubblico, il merchandising, i diritti tv e così via. Inoltre se ci sono giocatori bravi e formati è anche più facile venderli e così si riattiverebbe il mercato interno. È vero che a volte le società italiane hanno difficoltà a reperire dei giovani bravi e capaci di figurare in un campionato superiore”.

Da cosa nasce questa ‘crisi’ dei talenti italiani e come si può risolvere?
“I settori giovanili devono puntare su istruttori bravi a prescindere dai titoli acquisiti, che sono comunque necessari per esercitare. Inoltre c’è bisogno di maggiore attenzione e sensibilità da parte dei club nel reclutare staff tecnici capaci e che hanno voglia di insegnare questo bellissimo gioco per dare qualcosa ai giovani. Per me il calcio è un’arte e i campioni di questo sport sono degli artisti.

Quanto è importante la figura dell’agente per un calciatore? La presenza del procuratore non si limita soltanto al mercato, bensì rappresenta una vera e propria spalla per il giocatore…
“Dipende da come uno vuole svolgere questa professione. Sono d’accordo con lei, per me deve essere un vero e proprio consulente. Un giocatore è un uomo e ha tante sfaccettature, non esiste soltanto il lato commerciale. La prestazione in campo è il risultato di una serie di aspetti: emotivo, mentale, fisico… Il procuratore deve essere un consulente e un supporto. L’aspetto commerciale è fondamentale, dato che i calciatori vivono di contratti, ma per svolgere questo lavoro al meglio c’è bisogno dell’unione di tante cose. L’agente deve avere un’attività poliedrica di consulenza al fianco del calciatore”.

Un’agenzia sportiva deve essere come una famiglia per un calciatore?
“Così dovrebbe essere, il calciatore deve sentirsi nella sua comfort zone senza considerare l’agenzia come un consulente commerciale. Il procuratore dovrebbe aiutare il giocatore a massimizzare le proprie potenzialità cercando di tracciare la strategia migliore al fine di raggiungere l’apice delle qualità”.

Esclusiva OkC, ag. Dossena: “È vicino al ritorno in campo con il Como. Fabregas? Fa un calcio piacevole”

Michele Bianchini Mortani, agente del difensore del Como Alberto Dossena, è intervenuto ai microfoni di Ok Calciomercato facendo il punto sul mercato delle big di Serie A e sul classe 1998, che si è rotto il crociato nella partita contro il Milan a marzo 2025.

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L’intervista a Bianchini Mortani

Secondo lei chi si è rafforzato di più in questa sessione di mercato?
Il Como per me si è rinforzato molto, la Lazio non ha potuto fare mercato, la Roma ha preso giocatori su indicazioni di Gasperini, il Milan ha preso giocatori che gli servivano. Tra tutte direi il Como”.

Sul Napoli…
Il Napoli si è completato, è una squadra forte e l’ha dimostrato anche sabato contro la Fiorentina”.

Sull’Inter di Chivu…
Dopo tre anni di Inzaghi e due finali di Champions non è facile. Hanno puntato su Chivu, profilo che Marotta conosce, e gli hanno dato fiducia. Sono sicuro che faranno bene, la squadra è forte nonostante non abbiano fatto grandi operazioni”.

Come sta Dossena?
Sta recuperando, la riabilitazione sta andando bene. A breve tornerà a Como (ora è a Bologna, ndr) per allenarsi con il gruppo per poi piano piano tornare in campo. Penso che a Ottobre tornerà tra i convocati”.

Quanto è cresciuto Fabregas come allenatore?
L’anno scorso ha dimostrato di fare un calcio bello, piacevole. In questi anni è cresciuto molto perché dietro c’è un progetto interessante e con poche pressioni. Quest’anno il Como potrebbe puntare anche all’Europa, è una squadra forte”.

Esclusiva OkC, ag. Bianco: “Contento che sia andato al Paok. Gli italiani devono capire che devono guardare all’estero”

In esclusiva ai microfoni di Ok Calciomercato è intervenuto Giuseppe Galli, agente tra gli altri del centrocampista Alessandro Bianco. Tra i temi affrontati il mercato delle big di Serie A e la trattativa che ha portato il classe 2002 dal Monza al Paok.

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Parola a Galli

Il mercato ora è chiuso: secondo lei qual è la squadra che si è rafforzata di più?
Il Napoli sicuramente ma per me si sono rinforzate tutte, anche il Como stesso che non è una big ha preso giovani molto interessanti”.

Gli ultimi colpi del Milan, Rabiot e Nkunku, possono aiutare la squadra?
Rabiot lo ha voluto fortemente il mister, non credo lo abbiano preso per lasciarlo in panchina ma perché è un valore aggiunto”.

Sulla trattativa Bianco-Paok…
Il Paok lo ha voluto fortemente. Sono contento perché è una big del calcio greco che gioca anche l’Europa League, serve per immagazzinare esperienza. Sono sicuro che farà bene”.

In Italia non aveva mercato?
Lo deve chiedere agli addetti ai lavori (ride, ndr).Se va a leggere un articolo prima di Monza-Como, vedrà cosa ha detto Fabregas su Alessandro. Ma siamo contenti della scelta di andare al Paok. Nel calcio di oggi, l’italiano deve capire che deve guardare anche all’estero perché le liste sono sempre ristrette“.

Sulla Fiorentina…
Hanno fatto un grande mercato, poi hanno un ottimo allenatore (Pioli, ndr) e darà filo da torcere alle big“.

Esclusiva OkC, Sabbatini: “Condizioni rinnovo Gondo con la Reggiana non semplici. Djuric? Il Parma vuole tenerlo”

La Serie B 2025/26 si è fermata dopo due giornate a causa della sosta per le nazionali e uno dei protagonisti assoluti dell’ultimo turno è senza alcun dubbio Cedric Gondo. L’attaccante della Reggiana è stato straripante nella vittoria per 3-1 contro l’Empoli: un rigore conquistato (poi trasformato per la rete del momentaneo pareggio) e ben due espulsioni provocate in appena quattro minuti. L’attaccante classe ’96 ha iniziato la stagione nel migliore dei modi con due gol in tre partite tra Coppa Italia (ancora a segno contro l’Empoli) e Serie B e anche nel precampionato si era messo in mostra timbrando il cartellino nel 2-2 in amichevole contro la Juventus.

In esclusiva a Ok Calciomercato abbiamo intervistato Vittorio Sabbatini, agente di Cedric Gondo. Nel corso della conversazione il procuratore ha toccato diverse tematiche: la super prestazione contro la formazione toscana, le voci di mercato, la situazione contrattuale e gli obiettivi futuri. Inoltre Sabbatini si è soffermato anche sul centravanti del Parma Milan Djuric (uno dei suoi assistiti), analizzando il rapporto con l’allenatore Carlos Cuesta e la società.

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L’intervista a Vittorio Sabbatini

Partiamo dall’incredibile prestazione di Cedric Gondo contro l’Empoli: un rigore conquistato, un gol e due espulsioni provocate…
“E anche un assist, dato che quel velo sul gol del 3-1 possiamo definirlo come tale! Si tratta di un giocatore che sta acquisendo sempre più maturità e consapevolezza dei suoi mezzi, che sono veramente importanti. Sta raggiungendo una serenità mentale che in passato gli era mancata. La voglia di arrivare e di ottenere risultati e obiettivi prestigiosi non gli consentiva di avere la tranquillità e la giusta consapevolezza. In questa fase sta raggiungendo un punto che gli permette di fare il salto di categoria. Voglio anche dire che c’è stata una grossa mano della Reggiana e dell’allenatore Dionigi: sono stati dei fattori scatenanti in questo senso, gli hanno consentito di raggiungere tale livello”.

Ha iniziato la stagione nel migliore dei modi segnando in amichevole contro la Juventus e realizzando due reti in tre partite tra Coppa Italia e Serie B: cosa si aspetta da questa annata e quali sono gli obiettivi?
“Spero che sia determinante nel raggiungimento dell’obiettivo programmato dal club, ovvero una salvezza molto più tranquilla rispetto alla passata stagione. Mi auguro che questo traguardo possa essere ottenuto anche grazie alle qualità di Gondo. Dal punto di vista personale l’ambizione c’è, così come la volontà di testarsi in una categoria superiore. Questo è giusto ed è normale che ci sia, dato che senza essa non si va da nessuna parte e si lavora sempre per migliorare e raggiungere traguardi più importanti”.

Che rapporto ha con l’allenatore Davide Dionigi?
“Ottimo. Il fatto che il mister sia stato un ex centravanti importante dà a Gondo la possibilità di imparare e apprendere. Questo gli consente di avere un rapporto ottimo, quasi da discepolo e maestro, ed è fondamentale nel percorso di un giocatore. Incontrare un allenatore del genere, che oltre a essere un tattico è anche capace di comunicare e di insegnare i trucchi del ruolo, è fondamentale”.

Il 1° settembre alle ore 20 si è ufficialmente chiusa la finestra estiva di calciomercato: c’è stato interesse nei confronti di Gondo? La sua volontà è sempre stata rimanere alla Reggiana?
“Qualche timido interesse c’è stato, ma abbiamo fatto un patto con la società per la permanenza alla Reggiana. Inoltre è stata allestita una buona squadra e il giocatore si trova molto bene qui, motivo per cui non c’è stata neanche la volontà di proseguire altri discorsi. Allo stesso tempo c’è stato qualche interesse”.

Il contratto dell’attaccante scade il 30 giugno 2026, ma nell’accordo c’è un’opzione di prolungamento per un ulteriore anno: con la società avete già iniziato a parlare di rinnovo?
“Ci sarebbe questa opzione di rinnovo ma bisogna vedere. Le condizioni non sono così semplici e non è così agevole che questa possibilità venga sfruttata. Con la società non abbiamo ancora parlato del prolungamento del contratto, anche perché il club era molto impegnato nella costruzione della nuova squadra e nell’alleggerimento di qualche pezzo dell’organico dello scorso anno. Non c’è stato modo di parlarci”.

Gondo è già pronto per la Serie A?
“Credo che sia un giocatore che possa giocare in Serie A. Ha raggiunto una capacità di interpretare il ruolo in maniera molto moderna, sa fare la prima e la seconda punta ed è molto dinamico nonostante sia alto 192 centimetri. Il fatto di avere il baricentro basso gli consente di essere molto rapido nello stretto nonostante la struttura fisica imponente. Io credo che stia maturando questa possibilità e ci si augura di raggiungerla al più presto”.

Milan Djuric, invece, ha trovato poco spazio in questo inizio di stagione con il Parma: come si trova con il nuovo tecnico Carlos Cuesta?
“Molto bene. Cuesta è un allenatore che parla tantissimo con i giocatori e cerca di spiegare a tutti le sue scelte, è molto intelligente nonostante sia un tecnico giovane. C’è una grandissima armonia all’interno dello spogliatoio e anche Djuric si trova benissimo. Sta mettendo a disposizione di tutti, soprattutto dei più giovani, la sua esperienza. È pronto per essere utilizzato e non vede l’ora di dare il suo apporto alla squadra”.

Che ruolo può avere all’interno del gruppo?
“È un giocatore che ha ancora tanto da dare al calcio giocato. Sicuramente metterà al servizio della squadra la sua esperienza e la capacità di interagire con lo spogliatoio per far crescere i giovani presenti in rosa. Sarà a disposizione nel momento in cui l’allenatore deciderà di giocare utilizzando quel tipo di profilo di giocatore. Bisogna attendere, allenarsi bene, lavorare e farsi trovare pronto nel momento del bisogno”.

Il futuro di Djuric?
“Non ne abbiamo ancora parlato con la società. Il club è contento di Milan e dell’acquisto fatto a gennaio, quindi vuole tenerlo. Vedremo, ad oggi è ancora prematuro parlarne. Lui si trova benissimo e la società è davvero soddisfatta“.

Inter, bravo Chivu: ora Marotta lo aiuti

Da un 5-0 all’altro è ripartita la stagione dell’Inter. Dopo il rovinoso finale di stagione, culminato con la sconfitta pesantissima in finale di Champions League, l’addio conseguente di Simone Inzaghi ed un Mondiale per club in chiaroscuro, era partita l’era Chivu. Le cinque reti realizzate ai danni del Torino alla prima di campionato, nel segno della sempre prolifica “ThuLa“, hanno accantonato o comunque nascosto alcuni dubbi che aleggiavano su Appiano Gentile. Tuttavia, alcuni enigmi permangono, ma al momento Lautaro e compagni hanno dato cinque calcioni allo scetticismo che ruotava nella sponda nerazzurra di Milano.

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L’Inter ed il calciomercato: un’estate “non marottiana”

Dal calciomercato estivo dell’Inter ci si aspettava almeno un botto. Una volta terminata l’era Inzaghi, si pensava che sarebbe arrivato all’Inter un allenatore pronto e di caratura internazionale. D’altronde stiamo parlando della finalista di Champions League e comunque di una delle squadre più forti, campo alla mano, al mondo. Il primo atto dell’insolita e sorprendere confusione “marottiana” è sopraggiunto proprio sulla scelta del tecnico. Farsi scappare Allegri, allenatore per antonomasia utilissimo per una squadra pronto, già era stato un campanello d’allarme. Esporsi così apertamente per Fabregas per poi ricevere picche un errore non da Marotta. Alla fine virare su Chivu, terza scelta dopo il no di Viera, erano e sono stati segnali di allarmismo in casa Inter.

A ciò si aggiunga il mercato. Finalmente, dopo tanti anni di parametri zero, gli introiti unici della scorsa stagione ed ormai una stabilità economica raggiunta avevano fatto credere al popolo nerazzurro un’estate di colpi. Le premesse erano solide e i tentativi, comunque, non sono mancati. E’ mancato il resto. Il desiderio era quello di cambiare spartito dopo anni di 352 e di trovare dunque una seconda punta che potesse collimare con Thuram e Lautaro. E allora dritti su Lookman. Le resistenze dell’Atalanta hanno avuto la meglio su un lupo di mercato come Marotta che ha dovuto chiudere la porta ed abbandonarsi ad altri pensieri. Molti addetti credevano che a quel punto si sarebbe o trovata una quadra: o uno sforzo con i Percassi od un’alternativa come Nkunku magari. Ed invece no. Cambio di strategia: si va forti su Konè, credendo che una super offerta di una quarantina di milioni potesse far crollare il muro dei Friedkin. Picche, anche qui.

Nel frattempo arrivava il campo con la squadra e Chivu che dovevano dimostrare sul campo che la retta via, nonostante la confusione, non si fosse perduta. Non era semplice e scontato. Il successo convincente ed il merito per una volta in casa nerazzurra, forse, va dato esclusivamente al tecnico e non alla società e quindi: Bravo Chivu!

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Il limite del 352 e la forza di Chivu: coraggio ed idee per cambiare l’Inter

La conferenza stampa pre Torino aveva già mostrato un Chivu sicuro e coraggioso. Spigliato, l’ex allenatore del Parma ha controbattuto ad Oriali sul ruolo della favorita per lo scudetto per poi fare chiarezza, che ci si aspettava dalla società, sul caso Lookman. Una versione unica di Chivu che ha dato forza a giocatori ed ambiente. Non un segreto, dal punto di vista tattico l’inter va cambiata: il 352 “inzaghiano” tutto palleggio e tecnica incontrava un limite nel momento in cui polmoni e gambe non giravano al massimo. Finale della scorsa stagione vedasi. Chivu, in sede di conferenza stampa della sua di presentazione, lo aveva anche ampiamente sottolineato come la necessità fosse quella di cambiare assetto. Per ogni principio nuovo da apportare, servono però gli uomini. E di uomini Chivu ha sempre e quasi, Susic a parte, i soliti.

La vittoria della prima giornata darà sicuramente forza ulteriore ed anche un ritorno alle certezze dimenticate dopo la notte thriller di Monaco. Lautaro e compagni sono stati bravi a far passare il Torino come il più semplice degli esami di riparazione di fine estate, ma i problemi e i dubbi dello stesso nuovo allenatore rimangono. Chivu vorrebbe superare quest’idea ormai passata in rassegna del 352 senza nessun uomo che salti l’uomo nel breve e senza grandissime alternative in difesa, ma invoca una mano dal mercato. Marotta, in questi ultimi giorni, deve battere un colpo: lo merita l’Inter, lo meritano i propri tifosi e lo merita soprattuto Christian Chivu che, coraggiosamente si è assunto questa sfida a giugno, e che per ora ha bisogno di un aiuto sostanziale.

Esclusiva OkC: Mulattieri dal Sassuolo al Deportivo in prestito con obbligo di riscatto in caso di promozione

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Samuele Mulattieri è pronto a lasciare il Sassuolo e la Serie A. L’attaccante classe 2000, infatti, si trasferirà presto in Spagna, più precisamente al Deportivo La Coruna, club che milita nella seconda serie del calcio iberico.

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Mulattieri al Deportivo: i dettagli

Il centravanti ex Frosinone, secondo quanto appreso in esclusiva dalla nostra redazione, passerà al Deportivo in prestito con obbligo di riscatto in caso di promozione in Liga. Il ventiquattrenne ligure è dunque pronto per questa sua seconda esperienza lontano dall’Italia, dopo l’avventura al Volendam (2020/21), la più prolifica della sua giovane carriera. In Olanda, infatti, Mulattieri realizzò 18 gol in 30 partite di campionato ed uno ai play-off.

Esclusiva OkC: secche smentite su Okoli al Milan. Tanti club di Serie A interessati, ma il Leicester fa muro

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L’inizio della Serie A 2025/26 si avvicina e i club sono al lavoro per completare le ultime operazioni in entrata e in uscita in vista della chiusura della finestra estiva di calciomercato, fissata alle ore 20 del 1° settembre. Tra le società più attive c’è sicuramente il Milan, che è alla ricerca di un nuovo difensore centrale per rinforzare il pacchetto arretrato. I rossoneri stanno sondando diverse possibilità e negli ultimi giorni si è parlato di un interesse nei confronti di Caleb Okoli, classe 2001 in forza al Leicester.

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Le novità sul futuro di Okoli tra Serie A e permanenza in Inghilterra

Secondo quanto appreso in esclusiva dalla redazione di Ok Calciomercato, arrivano secche smentite sulle voci riguardanti la richiesta di informazioni da parte del Milan per Okoli e ad oggi non c’è alcuna trattativa, dato che gli ultimi contatti con il Diavolo risalgono addirittura a gennaio. Il giocatore interessa comunque a tanti club di Serie A, ma le Foxes non sono intenzionate a privarsi del difensore e anche l’allenatore Martí Cifuentes punta su di lui: il centrale è infatti partito titolare nelle prime due giornate di Championship contro Sheffield Wednesday (vittoria per 2-1 e 70 minuti disputati) e Preston North End (ieri sconfitta per 2-1 e in campo per tutta la gara). L’eventuale ritorno di Okoli in Italia (soluzione gradita al calciatore) è particolarmente complicato a causa della posizione del Leicester, che lo ha acquistato dall’Atalanta a titolo definitivo soltanto un anno fa per 14 milioni di euro più 2.5 di bonus, e dell’elevato ingaggio percepito dal ventiquattrenne.

Esclusiva OkC, fatta per Calabria al Panathinaikos: firmerà un triennale

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Davide Calabria è pronto a tornare in campo, ma non in Italia. Dopo aver chiuso la sua esperienza al Bologna, infatti, il terzino destro ripartirà dalla Grecia. Secondo quanto appreso in esclusiva dalla nostra redazione, l’ex capitano del Milan sarà un nuovo giocatore del Panathinaikos e firmerà un contratto triennale. Trattativa ormai chiusa.

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I numeri di Calabria al Milan

Arrivato sotto l’ombra del Duomo quando era un bambino, Calabria ha praticamente trascorso fin qui tutta la sua carriera in rossonero, tranne gli ultimi sei mesi in cui ha giocato al Bologna. Con il Diavolo, il classe 1996 ha collezionato 272 presenze impreziosite da 10 gol. Ora è pronto per questa sua prima esperienza lontano da Bel Paese.