Alvaro Morata, attaccante della Spagna e dell’Atletico Madrid, ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport. L’ex Juventus ha parlato delle offerte di società italiane, del suo rapporto con Diego Pablo Simeone e dell’Europeo di questa estate, in cui la Spagna affronterà proprio l’Italia nella fase a gironi.

Le parole di Morata
Le trattative dell’estate scorsa?
“Ero in una situazione particolare, col contratto con l’Atletico Madrid in scadenza. L’ho rinnovato variando di parecchio le mie condizioni economiche per questioni di fairplay finanziario e massa salariale del club, e cambiando anche le condizioni per un’eventuale vendita. Si sono fatti vivi dal Milan, poi mi hanno chiamato gli allenatori, perché ho buoni rapporti con tutti. Allegri mi ha allenato. Lo stesso vale per Mourinho, che in più mi ha fatto debuttare nel Madrid. Mi piaceva l’idea di andare a Roma e alla Roma, per giocare con Paulo (Dybala, ndr) e in un club e in una città piene di passione dove si vive il calcio come in Sudamerica. Con Inzaghi ci conosciamo da anni, ci siamo trovati in vacanza: è un allenatore incredibile e una persona spettacolare con la quale fa piacere passare del tempo, stare insieme, parlare. È uno che trasmette tanta energia positiva“.
Però sei rimasto all’Atletico…
“Sì. Con i club italiani c’erano difficoltà contrattuali, ma a cambiare tutto è stata una chiacchierata con Simeone. E qui ci tengo a dire una cosa: in tanti pensano e dicono che noi due non andavamo d’accordo. Non è vero, avevamo un’ottima relazione. Che la scorsa estate è migliorata, perché ci siamo conosciuti meglio a livello personale. Sul piano calcistico era già tutto chiaro, abbiamo fatto un passo avanti a livello di conoscenza reciproca, e la cosa ha aiutato entrambi: io non ho mai giocato tante partite da titolare con l’Atletico come quest’anno, e sono arrivati anche tanti gol”.
Quindi è lecito attendersi un’estate tranquilla per te?
“Beh, con me non si sa mai, non c’è mai un’estate tranquilla! Io all’Atletico sto benissimo e lo stesso vale per la mia famiglia a Madrid. Però non ho più 23-24 anni e bisognerà vedere che idee ha il club sul sottoscritto. Diciamo che al momento non so nulla“.
Beh, abbiamo una certezza, e un’incognita, l’Olimpiade.
“Sì. Parto dalla seconda: per me è l’ultima opportunità di partecipare ai Giochi, e la cosa ovviamente mi farebbe grande piacere ma intanto va detto che la decisione finale spetta al club. E poi dipende da come va la stagione: se arriviamo alla finale di Champions, magari, poi c’è l’Europeo, e se ci mettiamo anche i Giochi si va molto lunghi e si rischia di pagarlo il prossimo anno”.
Hai citato la finale di Champions. Con l’Inter avete giocato la partita perfetta…
“Erano settimane che la preparavamo. Simeone ci ha fatto vedere molti video con le tante cose buone che sa fare l’Inter, uno squadrone. Tutti la davano come candidata alla finale, e noi pure. L’anno scorso poteva vincere la Champions, quest’anno a meno che non succedano catastrofi vincerà la Serie A. All’andata ci hanno lasciati vivi, e al ritorno abbiamo fatto una grande partita. E anche così siamo passati ai rigori, che restano una lotteria. Potevano chiuderla loro, potevamo chiuderla noi…”.
E ora?
“Uno scontro difficilissimo con il Borussia Dortmund. Con il ritorno in Germania, e fuori casa dobbiamo migliorare. Abbiamo perso a Cadice e a Siviglia che non vincevano da settembre… È difficile da spiegare, perché non è certo un problema di attitudine, noi diamo tutto. È un’annata strana, e a volte nelle stagioni anomale succedono cose meravigliose. Aver superato l’Inter è stata un’iniezione di adrenalina, se passiamo i quarti poi ce la possiamo giocare con chiunque”.
E l’Europeo?
“Io firmo perché Spagna e Italia vadano avanti, e aggiungo una cosa: chi si qualifica dal nostro girone poi andrà lontano. Ma sarà durissima. La Croazia ha un gene competitivo immenso, secondo e terzo posto ai Mondiali, fuori con noi all’Europeo ma potevano passare, e l’anno scorso in Nations League li abbiamo battuti ai rigori. E l’Albania ha fatto un girone spettacolare. Il problema è che non si può sbagliare: se perdi un colpo sei subito sotto pressione. Ma io da capitano dico che questa Spagna ha un grande gruppo, e penso all’Italia: voi l’Europeo del 2021 l’avete vinto grazie alla forza del gruppo, quello è l’esempio da seguire”.

