Nazionale, che la storia si ripeta

Carattere, intensità, determinazione e grinta. Sono queste le parole chiave della sfortunata Nazionale Italiana vista agli Europei di Francia.

Sono passati non molti giorni dal tragicomico ‘scavetto’ di Graziano Pellè e dall’infausta rincorsa di Simone Zaza in quel di Bordeaux, riconosciuti da tutti come principali colpevoli della disfatta ai danni degli odiati tedeschi. I due italiani portati al patibolo nelle ore successive la sconfitta non sono altro che la conferma dell’importanza finale di un organico con cifra tecnica calcistica veramente troppo bassa. Ma non si tratta soltanto di sorte avversa quando dall’altra parte, dagli undici metri, sistema il pallone gente come Toni Kroos o Julian Draxler con un Mesut Özil qualunque che si concede anche il lusso di cogliere il palo.

In un Europeo nel quale l’organizzazione di squadre come il Galles di Bale o l’Islanda del capitano Gunnarsson ha fatto la differenza, non si possono tuttavia escludere dagli applausi i 23 azzurri di mister Antonio Conte.

Quello che il neo-tecnico del Chelsea lascia al suo successore e nuovo commissario tecnico dal 7 giugno, Giampiero Ventura, è una convinzione semplice ma quanto mai veritiera: se non ti rende vincitore, il lavoro e l’impegno può comunque sopperire al talento e farti guadagnare l’affetto della gente.  Eredità, dunque, sicuramente più tattica che tecnica per l’oramai ex allenatore del Torino.

Del 3-5-2 tanto amato da entrambi i tecnici, il blocco juventino in difesa vedrà forse salutare Andrea Barzagli per dei più probabili giovanissimi innesti come Rugani, sostituto naturale nella Juventus di  Allegri, o Romagnoli quanto mai leader difensivo del nuovo Milan di Montella. Un punto interrogativo aleggia sulla figura di Andrea Ranocchia che, scanso clamorosi ripensamenti, lascerà Milano per andare a giocare da titolare in qualche squadra che gli dia fiducia. Oltre a lui, allenato da Ventura ai tempi di Bari, dovrebbe trovare più spazio anche Angelo Ogbonna, capitano del Torino prima del passaggio ai cugini bianconeri; infine, da seguire con attenzione le prossime prestazioni di Lorenzo Tonelli, nuovo rinforzo del Napoli di Sarri.

La mediana è il reparto dove c’è meno apprensione. Probabilmente abdicheranno De Rossi, Thiago Motta e Montolivo, già in primis fuori dai piani di Conte, per il rientro dei super-assenti Marchisio e Verratti. Aspettiamoci di vedere promosse ‘creature’ del suo Torino come Darmian e Zappacosta sugli esterni  ma anche l’inserimento in pianta stabile di Benassi e Baselli per il centrocampo. Da monitorare, inoltre, le stagioni di Soriano, Bonaventura e Jorginho.

Lì davanti ci si affiderà con più continuità alla fantasia di Insigne, troppo poco sfruttato per le sue qualità nell’ultima competizione; al fianco del piccolo trequartista, uno solo tra Zaza, Immobile e, suo pallino, il ‘Gallo’ Belotti. Saranno da valutare, invece, le condizioni fisiche di un talento puro come Giuseppe Rossi, la tenuta mentale e comportamentale dell’eterno incompiuto Balotelli e di un’ottima promessa quale Gianluca Lapadula.

No, non ci siamo dimenticati del nostro Capitano. Gigi Buffon difenderà quei pali anche a Russia 2018 battendo un altro record storico come unico partecipatore a ben sei edizioni del campionato mondale di calcio.

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