Benatia si presenta: “Scelgo la 4 per Montero, voglio vincere. Champions? Si può”

Ecco le prime parole di Mehdi Benatia da nuovo giocatore della Juventus:

“Sono stato accolto molto bene da tutti. Mi hanno detto tutto che il progetto è importante di vincere anche in Europa. Sono anni che fa fatica la Juve a vincerla. Ora devo lavorare e aiutarli”.

Cosa manca a questa squadra per vincere la Champions?
“È stato un peccato la partita dell’anno scorso. Il calcio è così c’è uno che deve vincere. Ci hanno messo in difficoltà, non meritavamo di vincere. L’anno prima sono arrivati in finale e l’obiettivo è quello. Possiamo farcela”.

Cosa ti ha spinto qui?
“Ho avuto due anni un po’ infelici per degli infortuni. Mi sento più vicino alla mentalità italiana che tedesca, la mia famiglia e la mia vita sono qui, quando c’è stata ma richiesta della Juve non ho potuto dire di no”.

Reparto difensivo molto forte, grande concorrenza.
“Ci sta, tutti i grandi club hanno grandi difensori. Potevo tornare a Udine allora dove sono stato molto bene. Sono 3 mostri i miei futuri compagni, anche Rugani è il futuro. Ci sarà spazio per giocare, quando mi chiamerà il mister farò del mio meglio. Massimo rispetto per le scelte, mai avuto problemi”.

Dove preferisci giocare?
“Per me è naturale giocare a 4, a Udine ho giocato a 3. Sono a disposizione penso a lavorare d a farmi trovare pronto. Massimo rispetto per chi è qui da tanti anni, anche io potrò da è qualcosa”.

Maglia?
“Numero 4, il principino Pjanic ha preso la 5. È stata la maglia di Montero e di Caceres”.

Quando c’è stata la scintilla con la Juve?
“Avevo già chiesto a gennaio di essere ceduto ma Rummenigge non aveva voluto. Avevo delle opportunità ma il Bayern non voleva vendermi. Avevo anche altre possibilità ma ho fatto questa scelta”.

Prime parole con Pjanic.
“Mi ha detto che finalmente sono arrivato. A Roma eravamo sempre insieme e ritrovarlo qui è una fortuna. Mi darà una grande mano e anche lui sarà importante per questa squadra”.

Un pensiero ai fatti di Nizza.
“Stiamo attraversando un periodo molto triste, non solo in Francia. Dobbiamo continuare a vivere, stare attenti ma non avere paura. Lottare contro il terrorismo è difficile, non lo vedi scritto sulle teste che sono terroristi”.

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Laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione all'Università Statale di Milano, nutre una passione per il calcio in tutte le sue sfaccettature. Malato di Federer e Milan, ex malato di Kobe Bryant. Alla ricerca di altre 'malattie' nei prossimi anni. Facebook: Matteo Flovent Pifferi Twitter: Pifferito Mail: matteo.pifferi.kwdf@alice.it

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