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Higuain alla Juventus, ci siamo. È di questa mattina l’indiscrezione che l’attaccante argentino avrebbe svolto le visite mediche a Madrid in vista del suo trasferimento dal Napoli ai bianconeri.

Per un approfondimento su quello che molti definiscono “l’affare del secolo” abbiamo contattato in esclusiva il giornalista di Rai Sport Marco Lollobrigida, che si è espresso anche sul probabile approdo di Pogba al Manchester United.

Higuain alla Juventus è la conferma che oramai la volontà dei giocatori conta più di tutto il resto e che, al di là delle parole che può dire un presidente come De Laurentiis, una società con grande disponibilità economica riesce a centrare i suoi obiettivi. Il calcio è scivolato in un post-romanticismo che ha annullato il romanticismo stesso: non ci sono più bandiere, non c’è più nessuno che possa essere definito ‘simbolo’. Tutto ha un prezzo, tutto ha un mercato”.

Con Higuain” – prosegue Lollobrigida – “la Juve è al livello di Barcellona, Real Madrid e Bayern Monaco. Avendo comprato anche Dani Alves, Benatia, Pjanic e Pjaca, che dopo aver commentato agli Europei considero uno dei più forti ’95 del mondo, i bianconeri sono fortissimi. E ti dirò di più: Higuain è insostituibile, Pogba no. Il francese è un signor giocatore, ma secondo me è sopravvalutato e non è il più grande centrocampista al mondo. Al contrario, il ‘Pipita’ è il più grande centravanti al mondo”.

Ancora a proposito della cessione di Pogba: “Acquistando un paio di centrocampisti forti, la Juve lo potrà rimpiazzare, mentre il Napoli chi prende al posto di Higuain? Milik? Cavani? L’uruguaiano ha un ingaggio superiore al doppio di quello dell’argentino, e poi non credo nei grandi ritorni. Non c’è un centravanti puro forte quanto Higuain”.

“Rimangono” – conclude – “le parole toccanti di De Laurentiis quando dice ‘Traditore, Napoli ti ama’, e per i tifosi sarà uno shock, anche perché un giocatore del genere non si regala a nessuno, tantomeno alla diretta concorrente. Eppure qui non si parla di regali, ma di una clausola che la Juve può pagare. 94,7 milioni e arrivederci. Chiediamoci quanto sia giusto un calcio di questo tipo, in cui l’unica bandiera rimasta è Francesco Totti: al di là di idee e tifo, dobbiamo essere fieri del capitano della Roma. E pensare che c’è anche chi ha avuto il coraggio di criticarlo definendo un limite la sua scelta di donare tutta la propria carriera ad un’unica maglia. Mi viene in mente solo Messi, altro grande numero 10, che dopo la trafila nella cantera continua a giocare per il Barcellona. Ultimi segmenti di un calcio in cui tutto ha mercato”.