Frank De Boer è atterrato a Milano. Allenerà l’Inter – che non ha perso un secondo per scegliere il successore di Roberto Mancini – solo qualche mese dopo aver sfiorato la panchina del Milan  (era la scorsa primavera). Lui, che ai rossoneri ha fatto male da giocatore (24 maggio 1995, Vienna, finale Champions League) e allenatore (all’esordio sulla panchina dell’Ajax, nel 2010 e sempre in Champions). Un bel modo di presentarsi all’altra sponda dei Navigli.

Uno che ha passato gran parte della sua vita all’Ajax (dieci anni da giocatore, sei da allenatore) e che, però, poco ha a che fare con i modelli che contraddistinguono il calcio olandese. O meglio: meno 4-3-3 offensivi rispetto ai colleghi connazionali e più 4-2-3-1 strutturati su possesso palla e particolare attenzione per la fase difensiva. È, quest’ultimo, il modulo su cui Mancini stava costruendo la nuova Inter: non assisteremo, insomma, ad una vera e propria rivoluzione tattica.

Le chiavi del centrocampo saranno affidate all’estro di Ever Banega, mentre Geoffrey Kondogbia – da cui ci si aspetta tanto arrivati alla seconda stagione in nerazzurro – condividerà la zona mediana del campo con un interprete di sicuro affidamento in fase difensiva. Oggi si può chiamare Marcelo Brozovic o Gary Medel, in un domani non molto lontano anche Luis Gustavo.

Sull’attacco, ad oggi, pochi dubbi: Icardi è pronto a ricoprire il ruolo di fulcro del gioco, con l’inedita coppia Perisic – Candreva incaricata di supportare l’argentino attraverso la creazione di superiorità numerica dalle fasce. Certo non è da escludere, a maggior ragione con De Boer, l’arrivo di Gabriel Barbosa: il lavoro con i giovani è alla base della nuova Inter e nessuno meglio dell’olandese, che tanto è riuscito a fare con la pregiata linea verde dell’Ajax, potrà attendere ottimi riscontri anche da questo punto di vista.

I presupposti per vivere un’esperienza positiva, in Corso Vittorio Emanuele, ci sono tutti: per capire se possa essere anche vincente e fin da subito, però, occorre attendere poco meno di un mese. Solo allora, la nuova Inter agli ordini di Frank De Boer avrà una sua forma ben definita.