Stevan Jovetic lascia la Fiorentina il 18 luglio 2013 dopo 135 presenze e 40 marcature. Lo fa con la stigmate del predestinato e l’aria del fenomeno arrivato al culmine del proprio svezzamento. Al “Franchi”, infatti, “Jo-Jo” tocca picchi di sublime calcistico: si muove leggero, forte dell’anarchia tattica che gli permette – in un calcio come il nostro – di spezzare il ritmo dell’incontro con giocate semplicemente superiori. Che sia una finta di corpo, un filtrante o un semplice movimento ad andare incontro al pallone, il montenegrino – scuola Partizan – scambia carezze col pallone e traduce in “bello” quanto di unico riesce a partorire il proprio talento. E poco importa se, di tanto in tanto, capita di vederlo estraniato dal contesto: uno come lui sembra godere di un diritto divino, perché in fondo sai che prima o poi si sveglia e con un lampo stravolge i tatticismi del match.

A Manchester, però, qualcosa va storto. L’ipercinesia della Premier League rende estremamente più complessa la messa in pratica del suo stile, ingolfato da una concorrenza che – con la maglia del City – si fa spietata: Aguero, Dzeko, Negredo, ma anche Nasri, Silva e Navas, tutta gente che orbita dalla trequarti in su e che, sotto l’egida del cileno Manuel Pellegrini, scavalca mister 30 milioni (bonus compresi) nelle gerarchie.  Come se non bastasse, in maglia “Citizens” torna ad imporsi quella fragilità fisica che aveva condannato Jovetic all’assenza per l’intera stagione 2010/2011: continui stiramenti alla coscia lo terranno fermo per trentacinque partite in due stagioni (ventisei il primo anno, nove il secondo) ed il genio di un ormai spento Stevan si riassume in undici reti dopo due anni.

Milano non gli ha sorriso quanto dovuto: ha tenuto in piedi l’Inter durante la prima parte dello scorso campionato, certo, ma con Roberto Mancini – uno che di talento calcistico se ne intende abbastanza – ci si aspettava di più. E invece l’anarchia di cui sopra sembra trasformarsi in un disordine tattico mentre l’incostanza non lascia più spazio ai lampi. Senza nemmeno troppi clamori, Jo-Jo è pronto a fare le valigie.

Tornerà con ogni probabilità in viola, grazie ad un’operazione nata da un’intuizione di Pantaleo Corvino – artefice del primo passaggio di Jovetic in quel di Firenze – e sponsorizzata dall’agente Fali Ramadani. L’obiettivo è quello di ridare al giocatore di Podgorica fiducia e serenità, elementi essenziali per vedere totalmente espresso quel modo di interpretare il calcio che aveva fatto innamorare di Stevan Jovetic. Mancheranno i capelli alla Brian May e la spensieratezza del trasferimento avvenuto otto stagioni fa, ma siamo davvero sicuri che non ci sia più spazio per Jo-Jo nel calcio che conta? Il Figliol Prodigo è pronto a riprendersi la Fiorentina.