È ufficiale: l’Atalanta di Gasperini è la sorpresa più bella di questa Serie A.

Dopo la vittoria casalinga per 2 a 1 sulla Roma di Spalletti, e grazie al pareggio del Milan nel derby, l’Atalanta si ritrova incredibilmente al terzo posto in classifica. Dopo Inter e Napoli anche i giallorossi tornano a mani vuote da Bergamo. Risultato storico per la squadra nerazzurra che ridisegna le gerarchie del campionato e si accomoda in terza posizione a pari merito con la Lazio e ad un punto dal secondo posto. 25 punti conquistati sui 39 disponibili, 21 reti fatte e 14 subite: mai, nella sua storia, aveva fatto così bene dopo 13 partite.

E dire che la stagione atalantina non era iniziata sotto i migliori auspici. 4 sconfitte e una sola vittoria nelle prime 5 giornate di campionato, squadra allo sbaraglio e esonero alle porte per Gasperini. Eppure, dal 21 settembre 2016, dalla partita in casa col Palermo, la “Dea” non ha più perso. Il ruolino di marcia dell’Atalanta è impressionante: 7 vittorie e un pareggio nelle ultime 8 partite, 15 gol fatti e solo 3 subiti. Nessuno in Europa ha fatto meglio.

Ora a Bergamo si sogna in grande, e il merito non può che essere di Gasperini e dei suoi ragazzi.

I 3 PUNTI DI FORZA DELL’ATALANTA ALLA LUCE DELLE PRIME 13 GIORNATE DI SERIE A

Il “fattore casa” – Vincere a Bergamo non è facile. Quest’anno più che mai. Ne sanno qualcosa Torino, Napoli, Inter, Genoa e adesso anche la Roma. La squadra nerazzurra si esalta davanti al proprio pubblico, offrendo sempre grandi prestazioni soprattutto contro avversari più quotati. 5 vittorie su 7 partite in casa, 13 gol fatti e 8 subiti. Non male per una squadra che punta a salvarsi, almeno a detta del suo allenatore.

La bella gioventù (italiana e non) – La vittoria per 2-1 con la Roma porta la firma di due giovanissimi, Caldara e Kessié, rispettivamente secondo e primo nella classifica cannonieri dell’Atalanta. Il fatto che i due migliori marcatori della squadra siano classe ’94 e ’96 rende l’idea della bontà del lavoro svolto da Gasperini e dalla società. L’età media dell’Atalanta è di 26.7 anni, perfettamente in linea con la media del campionato (26.6 la media età della Serie A), la percentuale di stranieri in rosa è del 44%, a dispetto del 56% totale del campionato. Uno dei punti di forza dell’Atalanta è rappresentato dai suoi gioielli: Kessié, Caldara e Gagliardini. Il primo è considerato inamovibile da Gasperini che lo utilizza in quasi tutti i ruoli del centrocampo. Le sue prestazioni non sono passate inosservate, e gli sono valse l’esordio in nazionale ivoriana e l’interesse di tantissimi club, italiani e non. Gli altri due sono il fiore all’occhiello della società atalantina, il prodotto di uno dei settori giovanili più floridi d’Italia. Entrambi freschi di prima convocazione in Nazionale. Gli altri “enfants terribles” di Gasperini sono Grassi, Petagna e Andrea Conti, che insieme a Caldara, Gagliardini, Sportiello e D’Alessandro sono stati convocati da Ventura per il primo dei tre stage in programma a Coverciano.

Il tecnico – Quest’anno sembra essere l’anno della rivincita di Giampiero Gasperini. Passate le prime giornate di assestamento, l’allenatore ex Genoa ha saputo improntare la squadra sul suo gioco, unendo esperienza ad umiltà e voglia di stupire. L’Atalanta propone una fase difensiva piuttosto pragmatica, basata sulle marcature a uomo e sull’uno-contro-uno. La fase offensiva al contrario è molto dinamica, fatta di triangolazioni spettacolari e circolazione rapida di palla. A dispetto di chi lo voleva esonerato dopo la quinta giornata, a dispetto di chi sosteneva che il “Gasp” sapesse allenare “esclusivamente il Genoa” (vedi le sfortunate esperienze sulle panchine di Inter e Palermo), il tecnico di Grugliasco stupisce tutti e si trova al terzo posto in classifica a metà del girone d’andata.