Antonio Conte: il R&B del nuovo Re d’Inghilterra

Buona la seconda per il Tottenham di Pochettino che, dopo aver perso l’andata in casa del Chelsea, tra le mura amiche fa bottino pieno. 2-0 che non ammette repliche e proietta gli “Spurs” al terzo posto in classifica, ma soprattutto ferma la striscia vincente di Antonio Conte e del suo Chelsea.

ALLI, NOTTE DA SOGNO: DOPPIETTA E 20ESIMO GOAL IN PREMIER

La notte del 4 gennaio ha visto brillare la stella di Dele Alli, talmente luminosa da offuscare da solo quella del Chelsea. Due gol che fermano la cavalcata trionfale dei Blues, ma soprattutto gli consentono di raggiungere quota 20 in Premier League. 20 reti in 52 partite. A Lampard ne servirono 140.

Tottenham-Chelsea 2-0 (45' e 54' Alli)
Tottenham-Chelsea 2-0 (45′ e 54′ Alli)

Nonostante la terza sconfitta stagionale, il Chelsea di Antonio Conte rimane indisturbato in vetta alla classifica. I 49 punti all’attivo e una distanza momentanea di 5 lunghezze della seconda permettono al tecnico leccese di stare tranquillo, e passare oltre la brutta partita di White Hart Lane.

“LA SCONFITTA MI FA MALE”

Così disse una volta lo stesso mister Conte, in un’intervista rilasciata a Paolo Condò. Mentalità vincente a parte, questa sconfitta brucerà più delle altre vissute in Blues, e per come lo conosciamo noi non mancherà di esternare la sua amarezza mista a rabbia ai giocatori.

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LA MARCIA TRIONFALE DI KING ANTONIO

Sì, perché la caduta in trasferta nel nord di Londra arriva dopo una striscia impressionante di 13 vittorie di fila: un record per il Chelsea. In questo girone d’andata, Conte ha fatto un massacro: 15 vittorie, condite da 42 reti, 11 clean sheet consecutivi, e solo 15 goal subiti (prima della partita con il Tottenham, ndr). Mai nessuno nella storia del club aveva fatto meglio. Peccato solo che il capolavoro dell’ex ct si sia fermato alla 13esima vittoria consecutiva, proprio quando ne mancava una sola al record assoluto in Premier League.

TURNING POINT: 1 OTTOBRE 2016

Hull City contro Chelsea. Hazard&Co devono riscattarsi dopo l’umiliante 3-0 subito dall’Arsenal 7 giorni prima. Conte si gioca la panchina. I bookmakers danno il suo esonero quasi per certo, e i tabloid ci vanno a nozze. La partita finisce 2-0 con goal di Willian e Diego Costa. Da qui in poi “King Antonio” l’ha fatta da padrone, vincendo 13 volte di fila e mietendo vittime illustri, Mourinho e Guardiola su tutti.

3-4-3 E CONTISMO APPLICATO

Una costante che ha caratterizzato la cavalcata del Chelsea è stato il modulo. Da quando Conte è passato alla difesa a 3 non ha più perso. La scelta di usare il 3-4-3 ha fatto la fortuna del tecnico ex Juve, che dopo qualche partita di ambientamento ha trovato la quadratura del cerchio. I “blues” ormai giocano quasi a memoria, e il campo rispecchia la bontà del lavoro svolto in allenamento.

OFF-TOPIC. N'Golo Kantè ha vinto 37 partite su 54 disputate in Premier. Nessun CLUB ha fatto meglio di lui. Vincente
OFF-TOPIC. N’Golo Kantè ha vinto 37 partite su 54 disputate in Premier. Nessun CLUB ha fatto meglio di lui. Decisivo.

La mentalità è un altro degli aspetti che caratterizzano da sempre le squadre dell’ex ct, e il Chelsea non è da meno. Questa versione della squadra londinese non è lontana dalla prima Juventus targata Conte. Come la compagine bianconera, fa dello gegenpressing (o pressing tattico), una delle sue armi principali. I reparti sono sempre cortissimi, e appena si perde il pallone l’unico obiettivo è quello di recuperarlo e trasformare l’azione in una ripartenza, o quantomeno in un’azione pericolosa.

Hazard perde il pallone e Fabregas cerca subito di recuperare la sfera. La palla torna nei piedi del 10 belga che si rende protagonista di uno degli "Almost Goal" più belli di sempre
Hazard perde il pallone e Fabregas cerca subito di recuperare la sfera. La palla torna nei piedi del 10 belga che si rende protagonista di uno degli “Almost Goal” più belli di sempre
DIEGO COSTA E GLI ALTRI

L’emblema della rinascita del Chelsea, o meglio, dell’”effetto Conte”, non può che essere Diego Costa. Il centravanti spagnolo sembra essere tornato ai livelli dell’Atletico Madrid, e con 14 reti in 21 partite è il re dell’attacco dei Blues. La cura del nuovo allenatore si sente anche su Eden Hazard, autore di una splendida prima parte di stagione e uomo chiave negli schemi di del tecnico leccese.

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Eden Hazard (9 reti in campionato) e Diego Costa (14 goal all’attivo)

Le pedine tattiche più importanti, però, sono senza dubbio Moses ed Azpilicueta. Il primo destava diversi sospetti le prime volte che si vedeva nella distinta iniziale, ma in poche partite l’esterno nigeriano ha fatto ricredere tutti. Si è rivelato fondamentale per il gioco di Conte, che lo ha quasi sempre schierato titolare venendo ripagato con 4 reti e grandi prestazioni. Un altro di cui l’ex Juve tende a non privarsi è Cesar Azpilicueta. Schierato nel ruolo atipico di terzo centrale, lo spagnolo, sta disputando un campionato ineccepibile, colmando le lacune fisiche con una notevole intelligenza tattica. Nota di merito anche per Nemanja Matic, passato in poco tempo da esubero a perno del centrocampo Blues.

METEORA O ASTRO NASCENTE?

Vincere aiuta a vincere, e nei suoi anni in bianconero Conte ha imparato che questa è l’unica cosa che conta.

Il suo Chelsea è una macchina già ben oliata che sta sorprendendo davvero tutti. Primato in classifica dopo un girone d’andata da record, vittorie strabilianti come quella sull’Everton e sullo United e lo Stamford Bridge che osanna il suo nome ad ogni partita: non male come primo anno di Premier League. Eppure, vincere e convincere non è facile in Inghilterra, soprattutto quando i tuoi avversari si chiamano Klopp, Wenger, Mourinho e Guardiola.

Stando a quanto visto fino ad ora, il Chelsea ha tutte le carte in regola per trionfare in campionato. Resta solo da vedere se la squadra reggerà i ritmi imposti dal suo allenatore, e soprattutto se la mentalità “contiana” riuscirà a prevalere anche in Inghilterra.

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