Roma, puoi davvero lasciarti scappare Spalletti?

Da diverso tempo ormai, a Roma, sponda giallorossa, si respira un senso di disorientamento, insicurezza. Insicurezza che riguarda soprattutto il futuro: giocatori da cedere per la necessità di fare cassa, attesa per l’operato del nuovo ds e incertezza sulla posizione di Spalletti. Le eliminazioni dalla Coppa Italia e dall’Europa League non hanno fatto che alimentare tali sensazioni. Proprio in un clima del genere, è possibile che mister Spalletti possa non essere un, se non il punto di riferimento?

SPALLETTI: I NUMERI SONO DALLA TUA (NONOSTANTE TUTTO)

Spalletti è tornato alla Roma il 14 gennaio 2016, quando ha trovato una squadra stanca, senza idee e senza gioco e con il serio pericolo di rimanere fuori dal podio. Dall’arrivo dell’allenatore toscano invece, i numeri sono assolutamente invidiabili: 118 punti in 51 partite, con una media punti di 2.31 a partita. Non c’è dubbio che per media punti sia il migliore nella storia della Roma, superando anche quella del primo anno di Garcia, in cui i giallorossi totalizzarono il record storico di punti in una stagione (85).

NUMERI E NON SOLO…

Ma al di là dei numeri, quello che ha davvero dato quel qualcosa in più alla Roma è stata l’abilità del mister nel trovare le soluzioni adatte, almeno nel lungo periodo. Dapprima Dzeko non rendeva. Fuori dunque, per far spazio a Perotti falso nove, con cui la Roma ha regalato ai propri tifosi vittorie e spettacolo nella passata stagione. Nel mentre però non ha mai fatto mancare la fiducia al bosniaco, contribuendo fortemente al suo recupero. Ecco che nella stagione in corso il titolare torna lui. Neanche a dirlo, Dzeko segna fino a marzo 34 reti in tutte le competizioni. Discordo quasi analogo per Emerson Palmieri: da ogetto misterioso a titolare sulla fascia sinistra, con il mister che ha puntato fortemente su di lui. A chi gli faceva notare i numerosi errori del brasiliano in partita, ha risposto: “in allenamento lo vedo io, non voi”. Merita un approfondimento anche l’organizzazione difensiva. La stagione è iniziata con una difesa colabrodo che ha causato l’uscita prematura dalla Champions League e la perdita di punti preziosi in Serie A (vedi Cagliari e Torino). Il tecnico giallorosso allora ha messo a punto una difesa a tre che risalta le qualità fisiche di Fazio, la velocità di Manolas e l’esplosività di Rudiger. Il risultato è un muro a tratti impenetrabile. Muro che per buona parte del campionato consente alla Roma di restare a ridosso della Juventus.

FLOP NELLE COPPE COME PUNTO DI PARTENZA PER IL FUTURO

Veniamo ora alle dolenti note. Chi vorrebbe Spalletti via da Roma potrà controbattere che i giallorossi hanno steccato due partite fondamentali dell’anno: Lione e Lazio. Questo parzialmente è vero. Ma siamo sicuri che sia esclusivamente un discorso tattico? La Roma è calata vertiginosamente dal punto di vista fisico negli ultimi venti minuti di Lione. Non possiamo non pensare ad una rosa corta. Le alternative di fatto sono poche. In difesa Jesus non convince; Vermaelen meno che mai; Peres non ha nessuno con cui alternarsi. Lo stesso Dzeko non può essere sostituito da una prima punta. Certo il motivo non può essere solo questo. Alla Roma è mancata anche quella scaltrezza, quella furbizia di chi partite del genere è abituato a giocarle. Il quarto gol dei francesi è una pura ingenuità difensiva. Per non parlare del gol concesso al primo tiro nella gara di ritorno. Discorso applicabile anche alla Coppa Italia: la Roma viene bloccata all’andata da un’ottima Lazio e perde 2-0. Al ritorno però domina per praticamente due tempi, subendo gol alla prima occasione dei biancocelesti. Dunque due obiettivi stagionali sono sfumati e siamo d’accordo. Ma nel complesso la sensazione è che la Roma possa far meglio dal punto di vista mentale. Dal punto di vista del gioco non ha avuto particolari demeriti.

“SE NON VINCO ME NE VADO”

Quindi quel “se non vinco vado via” detto e ridetto da Spalletti? Il mister probabilmente ha voluto responsabilizzare la squadra, facendole capire di poter fare qualcosa di grande. Qualcosa che però non è arrivato e che ha messo nell’occhio del ciclone l’allenatore. Da salvatore, dunque, Spalletti è passato quasi come un folle, autore di dichiarazioni “strane”, criptiche e sempre più polemiche.

CARA ROMA, SICURA DI POTER PERDERE SPALLETTI?

Siamo sicuri che la Roma possa trovare di meglio in caso di addio del tecnico di Certaldo? Il mercato ad ora non offre molto, specialmente per quanto riguarda i tecnici italiani. Inoltre una figura come Spalletti a Roma mancava da tempo. Abbiamo visto le “sviolinate” di Garcia, la gestione ferrea e quasi ottusa del gruppo da parte di Zeman, le idee quasi inapplicabili di Luis Enrique… Il tecnico toscano invece ha mostrato di tenere molto bene il gruppo, di avere le spalle tanto larghe da far rientrare un allarme grande come quello del rinnovo di Totti e di analizzare sempre lucidamente cosa accade alla squadra. Mai un alibi, che sia il calendario, la stanchezza o l’errore arbitrale. Insomma, un allenatore con una certa mentalità e professionalità, degne di un vincente. Ora, lasciamo un attimo da parte il caso in cui il mister abbia deciso di non rinnovare per motivi personali. Se così non fosse, possibile che il presidente Pallotta non possa dargli quelle garanzie sul futuro che ha dimostrato di meritare?

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