La Serie A ad un passo: la Spal attende di scrivere la storia

Quale sogno? Ma quale favola? No, non chiamatela più così. Non adesso, non in futuro. A Ferrara è tutto vero, tangibile e meravigliosamente perfetto.

STATISTICHE INCREDIBILI

Trentotto partite condite da ventuno vittorie (nessuno ha fatto meglio in Serie B), dieci pareggi e sette misere sconfitte, la squadra meno battuta del campionato in coabitazione con il Perugia. Non solo: miglior attacco del campionato in virtù di sessantatré reti segnate (di cui trentotto siglate fra le mura amiche del ‘Mazza‘, la compagine che in casa realizza di più) e terza miglior difesa (dietro al Pisa primatista) con trentasei gol incassati. La Società Polisportiva Ars et Labor detiene, inoltre, ulteriori record stagionali: oltre ad aver vinto più di tutti, infatti, gli estensi guidano la classifica delle vittorie raccolte in casa (tredici) ed in trasferta (otto). I ferraresi, tanto per non farsi mancare nulla, dividono il trono con Benevento e Verona per il minor numero di sconfitte casalinghe (due) e risultano primatisti insieme al Perugia di Bucchi per quanto riguarda le sconfitte in trasferta (cinque in stagione). Mirko Antenucci, sbarcato in Emilia-Romagna quest’estate, guida l’attacco spallino con diciassette reti risultando il secondo miglior capocannoniere della Serie B dietro all’alieno Pazzini.

Numeri pazzeschi di una stagione straordinaria, forse irripetibile. Grazie all’affermazione casalinga ai danni del Cittadella di Venturato (2-1 il finale in virtù delle reti di Giani, Zigoni e Litteri), la Spal si è portata a +7 sul Verona (fermato 1-1 al ‘Curi‘ di Perugia) mantenendo invariato il +8 sulla terza piazza occupata dal Frosinone di Marino. Amici ferraresi, è giunto il momento di rispolverare le calcolatrici: il conto alla rovescia che potrebbe spedire il razzo biancazzurro in orbita Serie A, ormai è prossimo! Quarantanove anni d’attesa sintetizzati in pochi giorni: la matematica promozione nella massima serie, infatti, potrebbe essere ufficializzata con la vittoria estense di La Spezia e le concomitanti sconfitte del Verona (in casa contro il Vicenza) o del Frosinone, di scena a Salerno contro la banda Bollini.

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I NUOVI PATRON

Ma chi sono gli artefici di questo miracolo sportivo? La prima menzione di merito va sicuramente elargita alla nuova proprietà spallina guidata dalla famiglia Colombarini: in sella dal 2013 e proprietari dell’azienda ‘Vetroresina’, i nuovi patron del calcio ferrarese hanno traghettato la società (insieme al presidente Mattioli) dal limbo, ormai eterno, della Lega Pro alla prima posizione, saldamente occupata, in Serie B grazie ad un progetto serio, ambizioso ed in continua espansione. L’allargamento della capienza (12.000 posti entro questa estate) dell’impianto sportivo ‘Paolo Mazza’ e la successiva espansione a 16.000 posti (necessari per la Serie A) entro la stagione 2018/19, è la prova inconfutabile che i Colombarini non scherzino. Costo dell’operazione? 3 milioni e 300 mila euro, 1 milione e 400 a carico degli attuali patron estensi.

IL DIRETTORE SPORTIVO

Altra menzione di merito per Davide Vagnati, direttore sportivo della Spal: l’ex calciatore, nato a Genova nel 1978, ha costruito in pochissimo tempo un organico ottimale bilanciando esperienze ed esuberanze giovanili. L’acquisto a titolo temporaneo della promessa Meret (arrivato in prestito dall’Udinese fino a fine anno), dell’esperta punta Antenucci (ex Leeds), del centrocampista Schiattarella e dell’ariete Floccari, hanno sensibilmente migliorato una rosa capace di stravincere a mani basse il girone dello scorso anno di Lega Pro. L’ingaggio più lungimirante di Vagnati, però, è certamente quello che riguarda la guida tecnica della squadra, l’allenatore che in pochi anni rischia di realizzare un doppio salto carpiato con atterraggio nella massima serie: Leonardo Semplici.

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IL CONDOTTIERO LEONARDO SEMPLICI

L’ex mister di Arezzo, Pisa e della Primavera della Fiorentina, è diventato il Re Mida di Ferrara grazie al suo 3-5-2 spumeggiante. Semplici, pacato in panchina e mai sopra le righe nelle dichiarazioni, sta gradualmente riportando la Spal sul palcoscenico più importante del calcio italiano, quello che compete per diritto storico alla società estense. Genuino abitante della panchina, il mister fiorentino ultimamente si emoziona ad ogni vittoria della sua squadra. Un sogno che si sta avverando dopo le numerose promozioni in Eccellenza e dopo la bellissima cavalcata con il club estense in Lega Pro. Manca soltanto la ciliegina (dalla circonferenza di una palla da bowling) della possibile promozione in Serie A per erigere ad eroe spallino il mister cinquantenne: “Ora come ora, ci servirebbe una vacanza alle Maldive di almeno venti giorni – ride – ma non possiamo averla quindi dovremmo fare diversamente. Domenica servirà un’altra impresa per mettere un altro mattoncino per questo obiettivo; non voglio essere scaramantico ma dobbiamo rimanere concentrati. Ho terminato gli aggettivi per questo gruppo, quello che stiamo facendo è incredibile!“.

Dichiarazioni cariche d’orgoglio di chi, con il duro lavoro quotidiano, si è costruito le credenziali per competere ai massimi livelli. Al cospetto delle strafavorite Verona, Frosinone e Carpi, il club estense non ha vacillato presentandosi carico e compatto ai nastri di partenza di un campionato che lo vedeva recitare il ruolo della candidata ad una mesta, ingloriosa retrocessione. Una neopromossa che sovverte il pronostico, capace di fare impazzire una città intera, non può e non deve passare sottovoce. Questa, probabilmente, è la vittoria più fulgida di Semplici: aver fatto riscoprire la Spal all’Italia.

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IL RUGGITO DELLA CURVA OVEST

Veniamo, infine, al lato colorato ed appassionato di questa meravigliosa cavalcata che sta esaltando tutti gli amanti del calcio: i tifosi spallini. La Spal ha potuto contare sull’appoggio incondizionato di un’intera città in tutte le fasi, spesso dolorose, della sua travagliata storia: dalle retrocessioni alle promozioni e dai fallimenti alla possibilità di rinascere a nuova vita, il tifoso estense ha sempre protetto, salvaguardato ed incitato tutto l’universo che gravitava attorno alla propria fede. Non importa la categoria, gli obiettivi oppure la rosa messa a disposizione dal mister di turno: i supporter biancazzurri non hanno mai abbandonato la società riempiendo con il loro amore incondizionato tutti gli stadi che ospitavano l’undici spallino. Casa o trasferta, non ha mai fatto differenza. La Curva Ovest del ‘Paolo Mazza’, centro del tifo più caldo del club di Ferrara, è riuscita a sintetizzare con un meraviglioso striscione tutta la passione verso i colori spallini: “Non camminerai mai sola”.

Il messaggio, preso in prestito dalla Kop di Liverpool, descrive perfettamente l’attaccamento di Ferrara ai colori spallini; ogni tifoso idealmente recita il ruolo del maestoso Castello Estense, ultimo baluardo antico e moderno della città.

Tutti i tasselli del mosaico sembrano combaciare, ogni attore (protagonista e non) è pronto a recitare la sua parte nel colossal chiamato “Promozione”, la città non riesce a trattenere l’attesa, il fermento si cela nel sottobosco di scaramanzia e superstizione. Sono passati, d’altronde, troppi anni dall’ultima volta. Una generazione intera di tifosi non ha mai vissuto momenti del genere, sono consci del grande passato della Spal grazie ai racconti dei supporters più adulti che narrano, come la più dolce favola della buonanotte, l’antica e gloriosa epopea della Società Polisportiva Ars et Labor. Ferrara è pronta ad esplodere, l’Emilia-Romagna potrebbe regalarsi un’altra società nella massima serie in un misto di nostalgia, ricordi e ritrovata speranza. Manca davvero poco alla realizzazione del sogno, siamo prossimi ad assistere ad un nuovo miracolo sportivo. Una pagina storica sta per essere scritta, in futuro potremo sentir parlare del ritorno di una nobile decaduta, uscita fuori dai radar del calcio che conta per troppo tempo. L’Italia potrebbe riabbracciare la Spal in Serie A: il giusto premio per chi c’era, c’è stato e ci sarà sempre.

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