Monchi e Di Francesco, la nuova linea della Roma

Oggi a Trigoria, la Roma ha presentato ufficialmente Eusebio Di Francesco come nuovo allenatore. 

A rispondere alle domande dei giornalisti erano presenti i volti che raffigurano il futuro più prossimo del club giallorosso. Di Francesco era infatti accompagnato dall’onnipresente ds Monchi, sorridente e pragmatico come sua consuetudine. Sta proprio nella cristallina chiarezza dello spagnolo una delle chiavi di lettura della nuova Roma.

ROMA, SI PRESENTA DI FRANCESCO. MONCHI: “NON SIAMO UN SUPERMERCATO”

Si è parlato di futuro, di calciomercato e di tattica, come era ovvio che fosse. Ad ogni questione posta dagli addetti ai lavori, sia il ds che il neotecnico si sono espressi senza mezzi termini, non lasciando spazio ad alcuna supposizione o “rumor”. Si evita così qualsiasi incomprensione mediatica o “di ambiente”, una delle cause più rilevanti dietro all’addio di Spalletti.

“La Roma non è un supermercato, ma una squadra che ha l’obiettivo di lottare per il campionato e che rappresenterà l’Italia in Europa, partendo dal secondo posto e dalla volontà di lottare per i nostri obiettivi. Dobbiamo creare la migliore squadra possibile. Non ci sono squadra che non vendono. Il problema non è vendere, ma comprare male. Se qualcuno esce, va sostituito adeguatamente. Non ci sono trattative aperte se non per Salah”.

Le parole di Monchi spiegano perfettamente quali siano le idee di gestione del mercato, ma lasciano un dubbio sostanziale. I giallorossi, come poi confermato dallo stesso Di Francesco, puntano molto in alto sin da subito ma non bisogna dimenticarsi del Fair Play finanziario. La cifra che la Roma incasserebbe dalla cessione di Salah (tra i 45 ed i 50 milioni) sarebbe importante ma non sufficiente. A questa vanno aggiunti altri introiti marginali come quelli degli sponsor “minori” Linkem e Nissan, in attesa della tanto agognata main partnership, indispensabile per un club con mire di livello internazionale. Conti alla mano, è probabile che i giallorossi necessiteranno di un’ulteriore cessione di livello entro il 30 giugno, sempre che il ds ex Siviglia non riesca a divincolarsi con affari di secondo piano.

Quello che ha colpito di più nel volto di Di Francesco è stata la sua serenità, mista a determinazione. “Sono stato scelto per il mio calcio e voglio portare un senso di appartenenza per questa maglia nello spogliatoio”. Queste parole rendono perfettamente l’idea di come il tecnico si stia approcciando alla nuova avventura. Con il ds sembra esserci una complicità che ha alla base “il bene della Roma”. Sembra scontato, ma visti gli ultimi precedenti in quel di Trigoria, un elemento del genere può essere realmente una chiave di volta.

“Allenare una squadra di provincia è diversa da una big. Anche con il Sassuolo, non ho mai avuto atteggiamento remissivo. Sicuramente il modo di fare calcio non cambierà: propositivo. Cercheremo di migliorare tutti nelle gare, partendo dal 4-3-3, adattandole a volte a un 4-2-4 o un 4-2-3-1”. Di Francesco è pronto ed ha le idee chiare, come suo solito.

La nuova Roma è questo: chiarezza e semplicità, sinergia e obiettivi comuni. In una sessione di mercato ancora vessata dal fardello UEFA, i due interpellati in conferenza hanno lasciato trasparire solo messaggi di positività e prospettiva. Nelle prossime settimane si evolverà il mercato e staremo a vedere come. Quel che è certo è che oggi a Trigoria la Roma non ha presentato solo il nuovo allenatore. Oggi a Trigoria è iniziato il futuro del club giallorosso.

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