Napoli, Sarri mugugna: se Mertens non gioca, Hamsik non ride

Il Napoli che è franato a Kharkiv è stato troppo brutto per essere vero: ma sappiamo tutti che ciò che accade è la realtà dei fatti, e la squadra di Sarri è realmente stata irriconoscibile. Panchina corta, Hamsik con il fiato mozzato, sistemi di gioco inceppati, Mertens in campo troppo tardi. Il Napoli deve ritrovarsi, ed in fretta.

NAPOLI, HAMSIK DISTRATTO E MERTENS INDISPENSABILE

Dopo Bologna, in cuor suo, Maurizio Sarri sapeva benissimo che il suo Napoli non attraversava un periodo perfetto: forse per questo, l’allenatore dei campani ha deciso di non abusare troppo della qualità della sua rosa e puntellare, ove possibile, con un pò di quantità. Ma la rosa dei partenopei è corta, ci sono undici titolari e tre o quattro ricambi buoni: ne mancano altrettanti per ambire a coprire tre obiettivi stagionali. Evidentissimo come basti un calo di Hamsik in mediana per far saltare tutti gli schemi oliati alla perfezione da Sarri, palese come Dries Mertens sposti gli equilibri quando gioca e manchi come l’ossigeno quando è in panchina. Milik ha tanta voglia, ma non regala la profondità richiesta da Sarri, Diawara è costantemente in inferiorità numerica, male Zielinski e soprattutto Reina. E poi, il caso Hamsik: come già riportato su OkCalciomercato qualche giorno fa, lo slovacco gioca da fermo, quasi avulso dai compagni di squadra e forse persino demotivato. Sei sostituzioni su altrettante partite, e tutte intorno all’ora di gioco: se non sono bocciature, poco ci manca. E quando esce “Marekiaro”, il Napoli gioca meglio, come visto a Bologna e come visto ieri a Kharkiv; probabilissima, a questo punto, una sua assenza dal campo per domenica contro il Benevento. E non dimentichiamo i problemi tra i pali: Pepe Reina non è più un portiere da top-club e si vede palesemente. Incolpevole (o quasi) sul gol dell’1-0 di Taison, lo spagnolo toppa clamorosamente nell’occasione del raddoppio ucraino con una clamorosa indecisione in uscita. Forse sarebbe stato meglio concentrare più attenzione per trovare un suo sostituto durante tutta l’estate, e cedere Pepe al PSG: è probabile che Reina non sia del tutto sereno, nonostante la permanenza dal sapore romantico, seppur con qualche frecciata con il patron De Laurentiis.
Non è stata solo una debacle mentale per il Napoli: è palese come intorno all’ora di gioco molti elementi della rosa di Sarri si pieghino sulle gambe e smettano di filare la tela di gioco che tutti ci siamo abituati a vedere in questi due anni. Per i partenopei c’è da fare una scelta: cercare sempre il bel gioco, con i rischi del caso, oppure iniziare a vincere anche le cosiddette “partite sporche”? Intanto, che Mertens la mandi buona.

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