Appunti sparsi in vista del turno infrasettimanale di Serie A

Nemmeno il tempo di assimilare gli highlights dell’ultima giornata che la Serie A torna in campo. La quinta griglia di incontri si aprirà alle ore 20.45 con Bologna-Inter, mettendo i nerazzurri di fronte ad un avversario che – a dispetto del risultato finale – ha dimostrato di poter tenere testa a Fiorentina e, soprattutto, Napoli. Per limitare le incursioni del talentuoso attacco rossoblu (Di Francesco e Verdi dovrebbero sostenere l’ex Palacio), la squadra di Spalletti ha bisogno di confermare quella solidità difensiva che – al momento – vale il primato di miglior difesa del campionato con un solo gol subito nelle prime quattro uscite. Ripartire da qui, dunque, per poi pungere con maggiore insistenza davanti, al fine di evitare lo sterile possesso palla che ha contraddistinto la recente trasferta di Crotone.

Chi non può sbagliare è sicuramente la Roma di Eusebio Di Francesco, chiamata ad espugnare il Vigorito di Benevento alle 18 di mercoledì: la “Strega” ha zero punti in classifica e la sestina subita nel derby campano del San Paolo potrebbe aver lasciato strascichi; tuttavia, Marco Baroni gode di buone idee e potrebbe – dopo tanta sfortuna – raccogliere i primi frutti del suo lavoro. D’altronde, al di là della prova di Verona, in casa capitolina non si spreca ottimismo e anzi aleggiano pressanti le prime polemiche sul lavoro tecnico. Dare tempo a Di Francesco è fondamentale, ma la sensazione è che questa Roma, invece di migliorare, sia addirittura inferiore rispetto a quella dello scorso anno. Sorprese all’orizzonte?

Dall’incertezza giallorossa all’estasi biancoceleste: quanto è simpatica la Lazio di Simone Inzaghi? Data sempre per indebolita e ‘sfasciata’ ad inizio stagione, la corazzata biancoceleste è riuscita nuovamente a sorprendere grazie ad un’organizzazione capillare e ad un Ciro Immobile in stato di grazia. Certo, ospitare il Napoli – a punteggio pieno – è una sventura che mina le certezze di chiunque, ma i presupposti per vedere un big match ci sono davvero tutti. Piccola nota a margine: tocca sperare in un gol di Marek Hamsik, a prescindere dal tifo e anche solo per coloro i quali hanno affidato al capitano partenopeo gran parte dei fantamilioni stanziati prima dell’asta. Si chiama solidarietà sportiva e non ha colore.

Qui Milan: fonti vicine ci rivelano che Montella abbia investito una fortuna nella costruzione di un altare dedicato a Nikola Kalinic. Scherzi a parte, la sensazione è che il croato – giocatore intelligente ma lontano dai top player a disposizione delle altre big – ricopra alla perfezione il ruolo con cui Montella intende far girare il centro dell’attacco. Dopo la buona prova offerta contro l’Udinese, il Milan ha l’obbligo di dare seguito al filotto di vittorie in un match sulla carta semplice contro la SPAL. Calhanoglu scalpita: toccherà a lui?

Chiosa su Juventus-Fiorentina, partita che ci dirà molto sulla dipendenza bianconera da Dybala e sul reale livello della squadra di Pioli, in recupero grazie ad un Federico Chiesa semplicemente strepitoso. Allegri dovrebbe puntare su Federico Bernardeschi, ex di turno tanto chiacchierato in seguito al trasferimento in bianconero, e Douglas Costa: chiamalo turnover.

Postilla finale, e poi davvero lasciamo parlare il campo: dispiace per il ds Filippo Fusco, persona preparata e cordiale, ma l’Hellas Verona è una squadra mediocre allenata da un tecnico insufficiente. Temiamo che nemmeno nell’impegno casalingo contro la Sampdoria di Giampaolo possa arrivare quel punto in grado di muovere la classifica degli scaligeri.

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