Serie A, il racconto della settima giornata

Settima giornata di Serie A che incorona il Napoli di Sarri: gli azzurri macinano 3-0 il Cagliari e salgono a punteggio pieno in testa solitaria nella classifica. La Juventus inciampa infatti a Bergamo contro la solita, eroica Atalanta; Inter corsara e seconda con i bianconeri per effetto della vittoria con uno smarrito Benevento, Lazio che prende a pallonate il derelitto Sassuolo di un confuso Bucchi. La Roma c’è eccome, battendo 2-0 a domicilio il Milan, che ora vede Montella in bilico. Sampdoria ripassata a dovere da un’Udinese rinata tra le mura amiche, pareggio-salvezza giusto tra SPAL e Crotone, mentre il Bologna espugna Marassi ed inguaia Ivan Juric. Pareggio al veleno a Torino tra i granata e l’Hellas Verona, crisi Fiorentina con i viola che vengono rimontati dal Chievo.

UDINESE-SAMPDORIA 4-0 (27′ rig. DE PAUL, 66′ rig, 85′ MAXI LOPEZ, 95′ rig. FOFANA)

Partita a senso unico alla Dacia Arena tra una rediviva Udinese ed una irriconoscibile Sampdoria; prima frazione di gioco che è già tutto ad appannaggio dei friulani, che mantengono perlopiù la supremazia territoriale senza grandi sforzi. Al 27′ il portiere doriano Puggioni commette una sciocchezza uscendo in maniera scriteriata su Maxi Lopez: rigore per l’Udinese realizzato con freddezza da Rodrigo De Paul. Poi ci pensa Edgar Barreto, già ammonito, a completare il sabato folle blucerchiato: scivolata senza senso a centrocampo su Lasagna e rosso ineccepibile. Nella ripresa, continua il dominio dell’Udinese, che però ha bisogno di un altro rigore per raddoppiare al 65’ Fofana, appena entrato in campo, viene steso in area da Torreira. Batte Maxi Lopez ed è 2-0: all’85’ sarà doppietta per l’argentino che batte con un leggerissimo tocco sotto il povero Puggioni su assist di un ottimo Jankto. Al 95′ arriva il terzo rigore per l’Udinese, procurato ancora da Fofana su spinta di Strinic: lo stesso francese realizza per il 4-0 che chiude l’incontro. Udinese che respira a quota sei punti, passo indietro notevole della Samp.

Maxi Lopez, Udinese-Sampdoria 2017-2018

GENOA-BOLOGNA 0-1 (73′ PALACIO)

A Marassi è gara in parità ed equilibrio per quasi tutto il match: Genoa teso, Bologna accorto. Dopo 15′ Perin salva i suoi su affondo di Petkovic imbeccato in area da Palacio; lo stesso argentino ci prova dieci minuti dopo con un tiro-cross insidiosissimo. Il Genoa è tutto in due tentativi nemmeno troppo pericolosi di Cofie e Veloso. Si va al riposo sullo 0-0 ed il pubblico genoano accenna una discreta protesta sugli spalti verso i giocatori. Juric prova a cambiare le carte in tavola togliendo Pellegri ed inserendo Galabinov, ma lo spartito non cambia: è infatti il Bologna a rendersi pericoloso con Verdi, Perin manda in angolo da campione. Poi, d’improvviso si sveglia il Genoa, prima con Ricci, poi con Palladino e Veloso. Ma sfortuna ed un ottimo Mirante bloccano ogni iniziativa dei grifoni, e così si realizza la legge crudele del calcio: al 73′ azione innescata dalla verticalizzazione di Pulgar su Destro, assist per Palacio che brucia Laxalt e Perin ed insacca a porta vuota per quello che sarà lo 0-1 definitivo. Il Trenza non esulta, ma manda il Genoa all’inferno, o perlomeno solo il discutibile Juric; Il Bologna sale a ben 11 punti.

Rodrigo palacio, Genoa-Bologna 2017-2018

NAPOLI-CAGLIARI 3-0 (4′ HAMSIK, 40′ rig. MERTENS, 47′ KOULIBALY)

Settima vittoria su sette per il Napoli, passo indietro del Cagliari al San Paolo. Subito in discesa la partita per gli azzurri: al 4′ Hamsik conclude perfettamente l’uno-due con Mertens ed è 1-0. Cagliari bloccato e timoroso, con il solo Pavoletti che ci prova ma senza troppa convinzione. Alla mezz’ora fuori Sau per infortunio, ed i sardi arretrano ulteriormente: ne approfitta il Napoli che al 40′ si procura rigore per fallo di Romagna su inserimento di Mertens. Lo stesso belga trasforma il penalty e si va a riposo sul 2-0 per la squadra di Sarri. Nella ripresa, dopo solo due minuti, ci pensa Koulibaly a mettere tutto definitivamente in ghiaccio sfruttando un calcio di punizione ben battuto da Jorginho. La giostra Napoli continua con i soliti Calléjon, Mertens ed Insigne, ma senza segnare altri gol: finisce comunque 3-0 con i sardi completamente annichiliti, mentre la banda di Sarri sale a 21 punti in condizioni a dir poco scintillanti.

Mertens e Hamsik, Napoli-Cagliari 2017-2018

SPAL-CROTONE 1-1 (39′ PALOSCHI, 59′ SIMY)

A Ferrara meriterebbe di più un Crotone coraggioso, che tuttavia colleziona un punto che non è da buttare per una trasferta contro una diretta avversaria per non retrocedere. Subito calabresi pericolosi con Mandragora, Gomis manda in angolo; Borriello esce dopo pochi minuti per un problema muscolare, Paloschi lo sostituisce e segna anche l’1-0 al 39′ dopo più di un anno di astinenza dal gol in Serie A. Mora serve Antenucci, tiro-cross rasoterra che il bomber ferrarese mette in rete con la consueta rabbia e fiuto del gol. Nella ripresa, è assalto crotonese alla porta della SPAL: i padroni di casa sono con le spalle al muro. Prima Stoian prova il cucchiaio su Gomis che rimane concentrato e blocca, poi Simy cerca la conclusione della domenica ma la manda in curva. Al 59′ però, la giusta ricompensa al forcing rossoblù: lo stesso Simy trova l’angolino basso aprendo il piatto destro e beffando Gomis. Nel finale Cordaz salva tutto su Paloschi a pochi centimetri dalla linea di porta. Finisce 1-1, con qualche rammarico per il Crotone che poteva far suo un match comunque equilibrato.

Simy Nkwankwo, SPAL-Crotone 2017-2018

TORINO-UDINESE 2-2 (31′ IAGO FALQUE, 44′ NIANG, 88′ KEAN, 92′ rig PAZZINI)

Partita pazza all’Olimpico di Torino tra i granata e l’Hellas: tra gol, VAR e recupero infinito, ad uscirne peggio è comunque il Toro. Verona pericoloso con Caceres al 18′, il suo sinistro va fuori di poco. Al 31′ il Torino realizza al primo tiro in porta con Iago Falque che sfrutta l’assist da destra di Ansaldi e trafigge Nicolas. Raddoppio al 44′ con il primo gol granata di Niang, bravo a dribblare due difensori e a piazzare il destro all’angolino basso. Nel secondo tempo l’Hellas scende in campo con la voglia di rientrare nel match, ma è il Toro a creare il primo pericolo con Ljajc: il serbo liscia il pallone in maniera clamorosa dopo lo splendido assist di Belotti; lo stesso attaccante del Toro fallisce un’altra occasione al 60′ e poi si infortuna dopo l’80’. Il Torino resta in dieci avendo esaurito i cambi, e la partita diventa un girone dantesco: all’88’ Gavillucci annulla per fuorigioco il gol su deviazione di Kean, ma il VAR convalida, pur con molti dubbi, il gol del 1-2 Hellas. Al 92′, ancora interruzione per rivedere un fallo di mano di Molinaro in area su cross di Cerci: il VAR sentenzia il Torino con il rigore, Pazzini condanna segnando il pareggio tra mille polemiche. Non bastano però 9 minuti di recupero a smuovere ulteriormente il match: finisce 2-2.

Giampaolo Pazzini, Torino-Hellas Verona 2017-2018

CHIEVO-FIORENTINA 2-1 (6′ SIMEONE, 25′, 46′ CASTRO)

Ribaltone Chievo dopo lo svantaggio, Fiorentina che scivola ancora: Pioli è in discussione insieme a tutta la squadra. Viola che vanno sopra già al 6′: Théréau crossa al bacio con il sinistro, Simeone la gira alla grande di testa e Sorrentino è battuto. I padroni di casa però non mollano, ed anzi, rimettono a posto le cose dopo venti minuti; Birsa scorre sulla sinistra, crossa in area e Biraghi sbaglia il tempo sul pallone, lasciandolo all’accorrente Castro che lo appoggia con precisione in porta per l’1-1. Nel finale di tempo bravo Sorrentino su colpo di testa del solito Simeone. Nella ripresa subito il vantaggio del Chievo: Hetemaj se ne va sulla fascia sinistra, mette dentro un cross sul secondo palo dove sbuca ancora l’onnipresente Castro che beffa Sportiello con un beffardo e bellissimo pallonetto di testa. Fiorentina sulle gambe, nessun giocatore viola riesce a rendersi pericoloso ed il Chievo amministra fino alla fine: veronesi che salgono addirittura a quota 11 in classifica, Fiorentina in crisi e ferma a 7 punti.

Lucas Castro, Chievo-Fiorentina 2017-2018

BENEVENTO-INTER 1-2 (19′, 22′ BROZOVIC, 42′ D’ALESSANDRO)

Al Vigorito, padroni di casa coraggiosi ed Inter come sempre un po’ contratta; prima occasione per i nerazzurri con Skriniar, che però scivola al momento della conclusione. Al 19′ passano gli ospiti: Candreva semina il panico sulla sinistra, cross per Brozovic che di testa segna il vantaggio interista. Dopo soli 3 minuti è ancora EpicBrozo a far gioire Spalletti: grandissima conclusione su punizione dal limite ed è 2-0. Poi, si sveglia il Benevento, prima con una traversa clamorosa colpita da Memushaj, poi con un gol segnato comunque a gioco fermo da Iemmello. Al 42′ i giallorossi accorciano le distanze con D’Alessandro su assist dello stesso Iemmello: si va al riposo sull’1-2. Secondo tempo molto bloccato, con un Inter che subisce una netta involuzione: ci prova il Benevento con Lombardi e D’Alessandro: cross del primo, incornata del secondo e palo clamoroso. Poi, alla distanza, l’Inter mette in ghiaccio con un po’ di possesso e qualche occasione per Perisic e Icardi che non sono però precisi. Finirà 1-2, per la gioia di Spalletti che dice di aspettare il gioco ma di prendersi più che volentieri così tanti punti “sporchi”. Benevento nel baratro ed ancora a zero punti: urge una scossa.

Mario Brozovic, Benevento-Inter 2017-2018

LAZIO-SASSUOLO 6-1 (27′ rig BERARDI, 46′, 57′ LUIS ALBERTO, 56′ DE VRIJ, 64′, 69′ PAROLO, 81′ IMMOBILE)

Partita dai due volti all’Olimpico tra una straripante Lazio ed un traballante Sassuolo. Dominio territoriale laziale ma senza pericolose occasioni: il Sassuolo controlla ed al 27′ si procura rigore su ingenuità di De Vrij che stende Matri. Berardi realizza per il vantaggio emiliano. Strakosha salva tutto su Berardi e Duncan, poi la Lazio pareggia allo scadere di tempo con una meravigliosa punizione battuta da Luis Alberto. Nel secondo tempo la Lazio strangola il Sassuolo con cinque reti in mezz’ora: prima un micidiale uno-due con il colpo di testa di De Vrij su corner e poi la percussione di Luis Alberto (prima doppietta in Serie A per lo spagnolo). Poi, sul 3-1, è Marco Parolo a concedersi il bis in soli cinque minuti con due grandi inserimenti da dietro, suo marchio di fabbrica. Manca soltanto Ciro Immobile nel tabellino, ma non c’è problema: il campano si procura rigore per fallo di Mazzitelli e realizza poi dal dischetto il nono gol in Serie A, tredicesimo stagionale con la Lazio. Il finale è un tripudio biancoceleste, con il grande tributo a mister Inzaghi, che si gode una squadra stratosferica. Sassuolo che esce con le ossa rotte dall’Olimpico e qualche perplessità in più su Bucchi.

Luis Alberto, Lazio-Sassuolo 2017-2018

MILAN-ROMA 0-2 (72′ DZEKO, 77′ FLORENZI)

Partita bloccata per più di un’ora a San Siro: nel primo tempo pochissime le occasioni da gol da entrambe le parti. Strootman pericoloso da centrocampo sul goffo rinvio di Donnarumma, poi Kessie e Calhanoglu non trovano la porta da buona posizione. Alla mezz’ora Pellegrini, entrato al posto di Strootman infortunato, dribbla mezza difesa del Milan ma da dentro l’area strozza con il mancino e Donnarumma blocca facilmente. Ad inizio ripresa grande cross di Rodriguez, ma André Silva non inquadra lo specchio della porta. Sul rovesciamento di fronte Pellegrini imbecca alla grande Florenzi con palla verticale, Donnarumma in uscita spericolata sventa il tiro del romanista. Poi, sugli sviluppi di un corner, Bonucci si ritrova la palla sul destro in area, esplode il tiro ma Alisson è bravissimo e sventa tutto. Ancora Milan pericoloso con girata di sinistro in area di Kalinic, il portiere brasiliano della Roma è sempre attento. Poi, la partita va d’improvviso nelle mani della Roma: al 72′ Dzeko difende l’assist di Pellegrini e conclude da fuori, deviato da Romagnoli, e segna il vantaggio beffando Donnarumma. Dopo soli cinque minuti, splendida combinazione Nainggolan-Dzeko, il belga conclude con il sinistro e Donnarumma devia corto al centro dell’area, sul pallone irrompe Florenzi che segna il definitivo 0-2 dopo più di 500 giorni di astinenza in Serie A. Nel finale espulso Calhanoglu per doppia ammonizione. Finisce così, con una Roma in orbita ed un Milan non troppo ridimensionato, ma che sicuramente dovrà trovare un’identità di squadra: ora Montella rischia seriamente.

Alessandro Florenzi abbracciato dai compagni, Milan-Roma 2017-2018

ATALANTA-JUVENTUS 2-2 (21′ BERNARDESCHI, 24′ HIGUAIN, 31′ CALDARA, 67′ CRISTANTE)

Pareggio giusto a Bergamo tra una scintillante Atalanta ed una comunque ottima Juventus. Higuain sciupa subito due occasioni, stoppato da Berisha, poi al 21′ passano i bianconeri con Bernardeschi, bravo a sfruttare l’indecisione del portiere albanese sulla conclusione da fuori di Matuidi. Passano solo tre minuti e la Juventus raddoppia: sempre Bernardeschi, molto ispirato, serve in area Higuain, che stavolta non perdona e sentenzia la Dea con la rete dello 0-2. Ma l’Atalanta non molla mai di un centimetro, ed al 31′ dimezza lo svantaggio con il solito Caldara: il centrale nerazzurro sfrutta la clamorosa papera di Buffon su punizione insidiosa del Papu Gomez. Nel finale, Kurtic si mangia con un goffo colpo di testa il gol del 2-2. Secondo tempo che inizia, si dipana e finisce a ritmi folli: Higuain ci prova di testa, poi il VAR annulla giustamente il 3-1 bianconero di Mandzukic per precedente fallo di Lichtsteiner su Gomez. Poi, al 67′ la Dea pareggia con merito: Gomez crossa come meglio non si potrebbe e Cristante incorna alla perfezione battendo Buffon. Nel finale l’Atalanta prima rischia anche di vincerla, poi per un minuto va sull’orlo del baratro: Damato assegna rigore per tocco di mano (che non c’è) di Petagna che salta in barriera su punizione di Dybala. Dopo la verifica con il VAR, l’arbitro assegna comunque il rigore, ma dopo un’infinità di tempo: Dybala si è forse distratto e calcia malissimo alla sinistra di Berisha, che para agevolmente con la mano aperta. Sei minuti di recupero, ma non succede più nulla: Gasperini, squadra e Bergamo in festa per il miracolo nerazzurro, Allegri esce dal campo a dir poco infuriato per la rimonta subita, ed il primo posto lasciato al Napoli.

Brayan Cristante, Atalanta-Juventus 2017-2018

LA CLASSIFICA DOPO SETTE GIORNATE:

Classifica della Serie A 2017-2018 dopo sette giornate

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