Italia, serve una svolta. Ventura, passa al tridente!

Al fischio finale di AlbaniaItalia, ieri, non ho esultato minimamente. Se la vogliamo chiamare vittoria, accomodiamoci pure signori miei; per quanto mi riguarda, l’Italia vista ieri è stata la fotocopia di quella vista contro la Macedonia, con la differenza di non aver subito un gol grazie ad un’Albania fin troppo rispettosa della derelitta Italia. Ventura cambia ancora modulo, passando al 4-2-4, ma non ha ancora capito di dover provare necessariamente il 4-3-3. Al gol di Candreva poi, non ha nemmeno esultato: secondo alcuni, segno di tensione eccessiva. Secondo me, è stato scaricato dallo spogliatoio.

ITALIA, NON C’È DA FESTEGGIARE. SERVE IL GIOCO

VENTURA COLPEVOLE? – Diciamolo con chiarezza: Gian Piero Ventura non ha a disposizione il materiale che ebbero ad esempio Marcello Lippi, Azeglio Vicini, Arrigo Sacchi, Enzo Bearzot. I vari Insigne, Immobile, Belotti, Bonucci e Chiellini sono grandi giocatori, ma non campioni assoluti; le ultime gloriose cariatidi del Mondiale 2006 sono Buffon e De Rossi, dopodiché abbiamo una generazione orfana di vittorie e con tante brutte sconfitte nel groppone. Ma la colpa dei giocatori non può essere quella di non essere dei fenomeni: o ci nasci, o non lo diventi. Piuttosto, senza paura di passare per il solito italiano che pensa di essere allenatore, accollo tante colpe al ct. Una federazione che si rispetti e che da anni dice di voler far crescere il movimento azzurro, non sceglie Gian Piero Ventura come commissario tecnico, con tutto il rispetto per mister Libidine. La storia della Nazionale Italiana ci ha insegnato che i ct vincenti sono stat prima allenatori vincenti: Conte e Lippi docet. Ventura, suo malgrado, non ha vinto nulla: il Torino non gli poteva consentire di alzare chissà quale trofeo, sebbene la qualificazione in Europa League sia stata effettivamente come una vittoria. E poi, caro Ventura, la questione modulo: ne hai cambiati tanti, troppi. Dal 4-4-2 al 3-5-2 fino al 3-4-3 ed al tuo solito 4-2-4. I giocatori sono confusi, spaesati, ed è normale che sia così: la riunione “tecnica” prima della partita contro l’Albania, senza Ventura, è segno che la squadra ha scaricato l’allenatore. In campo tutto ciò si è visto, con i senatori a dare istruzioni e Ventura fermo come una statua di sale in panchina. Cambiare guida? si, ma solo dopo i playoff, sempre che si passino.

I GIOCATORI – Tra i convocati di Ventura, al netto delle assenze, non manca nessuno degno di nota. O forse si: Jorginho. Ma il ct azzurro non vuole proprio nemeno nominarlo, l’italo-brasiliano del Napoli. Eppure, viste le assenze di De Rossi e di Verratti, servirebbe come il pane, in un 4-3-3 che sarebbe molto più equilibrato del 4-2-4 di ieri sera ad esempio. Bonucci ieri è parso più concentrato del solito, anche se ultimamente Leonardo è stato il peggior difensore nelle ultime tre uscite della Nazionale. Chiellini ha retto l’intera baracca nel reparto arretrato, con Spinazzola e Darmian poco equilibrati tra fase offensiva e difensiva. In mezzo, nulla di più avrei preteso da Gagliardini e Parolo: di certo non sono come Verratti, e De Rossi. Dicevamo di Jorginho? È una bestemmia calcistica non convocarlo, e per due motivi: primo, sa palleggiare e dare i tempi alla squadra. Secondo, se dovesse scendere in campo con il Brasile per una partita ufficiale, lo perderemo. E siamo proprio sicuri di potercelo permettere? Ai posteri l’ardua sentenza, ma io dico di no. Capitolo attaccanti: Immobile ed Eder ci hanno messo tanta voglia, ma sono stati molto imprecisi. Insigne in Nazionale sembra quasi sparire, diventare un giocatore normale. Candreva sbaglia così tanti cross che verrebbe voglia di metterlo a fare il trequartista, o direttamente in panchina.

I PLAYOFF – Ci siamo arrivati solo grazie al Belgio che ha vinto in trasferta contro la Bosnia: se i diavoli rossi non avessero fatto risultato, ieri avremmo giocato ancora peggio, ne sono convinto. Come quando giocammo il dentro-fuori con la Slovacchia a Sud Africa 2010, o come con l’Uruguay ai mondiali successivi in Brasile. Per ora ai playoff potremmo incrociare una tra Irlanda, Svezia, Grecia ed Irlanda del Nord: mancano ancora le migliori seconde di altri tre gironi. E per fortuna che risultiamo, senza meritarlo, tra le teste di serie, altrimenti avremmo potuto incrociare squadre come Croazia, Portogallo e Danimarca. Quando il sorteggio ci mise insieme alla Spagna, nel gruppo G di qualificazione, pensai che con Antonio Conte saremmo passati come primi: il mister del Chelsea ci aveva conferito una forza interiore ed un rispetto trasmesso agli avversari che ora manca del tutto. La Nazionale di Ventura è sempre impaurita, ed ovviamente non spaventa mai nessun avversario. Ricordate Euro 2016? Persino la Germania ci rispettò, a tal punto che in una crisi di nervi ben tre tedeschi sbagliarono il loro tiro alla lotteria dei rigori. La mia soluzione? sperare nel passaggio dei playoff, e cambiare guida. I nomi del possibile sostituto? Pare essere tornato in voga proprio l’ex-ct Conte, anche se sarebbe libero un certo Carlo Ancelotti.

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