Marotta racconta la Juventus: “Vogliamo la Champions. Rinforzeremo la difesa”

Giuseppe Marotta è senza dubbio uno degli ad più vincenti del nostro calcio.

La Juventus che conosciamo oggi sta dominando la Serie A in gran parte grazie al suo lavoro. Dopo lo scandalo di Calciopoli, Marotta ha saputo rimettere in piedi un gigante assoluto come è la Vecchia Signora. Con costanza e risultati, ora i colori bianconeri hanno di nuovo ambizioni a livello europeo.

MAROTTA A TUTTO TONDO: “MAI IN UN ALTRO CLUB. AGNELLI VALORE AGGIUNTO”

Intervistato da Il Giornale, l’ad ha toccato diversi argomenti, dai successi personali ai prossimi obiettivi di calciomercato. Dopo tanti trionfi però, Marotta non è ancora soddisfatto ed ha le idee chiarissime per il prossimo futuro. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni, partendo dalle basi del club, la forza di avere una famiglia a capo della società da più di 90 anni.

“Avere una famiglia così longeva alla guida del club significa senso di appartenenza. Un Agnelli alla presidenza è un valore aggiunto”.

Un bilancio da record: ricavi a 562,7 milioni di euro e utile di 42,6

“Andrea Agnelli ha creato un modello vincente. Il core business è fare calcio. Ma devi avere alle spalle una squadra invisibile che ti supporti in tutto. Lui è stato lungimirante, con due principi: la competenza e la delega. E tutto alla Juve è volto alla vittoria”.

Sul caso Dani Alves ?

“Quello del brasiliano è stato un fulmine a ciel sereno. Lui ha fatto una scelta che sembrava essere il City, poi è arrivato il PSG. C’è stato un momento di contrasto, perché ho fatto valere il rispetto del professionista nei confronti della Juventus”.

Bonucci? Rinnovando Allegri sapevate che avrebbe potuto chiedere la cessione?

“Premetto che l’allenatore non è la causa. Eravamo preparati perché nelle discussioni che normalmente si fanno erano emerse delle insoddisfazioni del giocatore”.

Perché la Juve ogni anno si ritrova a costruire e smontare l’organico?

“È una sfida. Ovviamente da una parte c’è sempre attenzione alle esigenze finanziarie, ma dall’altra si vuole ottenere il massimo dei risultati sportivi. È mancata solo la ciliegina, ma gli scudetti e due finali Champions in tre anni promuovono i mercati fatti”.

La prossima estate priorità alla difesa?

“C’è Caldara, ma la carta d’identità dice che qualcosa va fatto. E lo faremo”.

C’è una base da ricostruire. Sarà sempre made in Italy?

Sono convinto che se vuoi vincere in Italia lo zoccolo duro deve essere sempre costituito da italiani. Quando vanno sui campi di provincia, gli stranieri fanno fatica a capire che contro la Juventus ogni squadra esprime sempre il massimo”.

È la sua Juve più forte?

“Si dice sempre che l’ultima è la più forte. Io dico che questa è la squadra più equilibrata e fin’ora siamo al 70%”.

Qual’è il futuro di Marotta?

“Il mio percorso non è finito. C’è questa sfida di volere a tutti i costi arrivare alla Champions League. Poi non mi vedrei in un’altra società; quando Agnelli lo vorrà, mi vedo in ambito federale”.

 

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