Dal Napoli alla Nazionale, passando per Mourinho: Quagliarella si racconta

Fabio Quagliarella sta vivendo una seconda giovinezza. Le sue prestazioni e i suoi gol stanno trascinando la Sampdoria. L’attaccante napoletano ha parlato di questo e tanto altro in una bella intervista a La Gazzetta dello Sport. Gli argomenti toccati sono stati tanti, dalla sua esperienza a Napoli, all’inferno dello stalking, passando per la il Mondiale in Sudafrica. Riportiamo i passi salienti di questa intervista.

QUAGLIARELLA: “DOMENICA RINGRAZIO BUFFON”

Arrivano anche dal suo ex compagno elogi per Gigi Buffon:

Lo abbraccerò e cercherò di trasmettergli quello che ho provato lunedì quando dopo la Svezia ha fatto quell’intervista in lacrime. E gli dirò grazie per quanto ha fatto per il calcio italiano

SULLA SUA PARENTESI ALLA JUVENTUS

Non scanso l’abbraccio dei miei compagni, saluto i miei tifosi, ma è come se dicessi agli altri: “Con voi sono stato bene, e non dimentico tutti abbiamo un lato romantico, ma non dirò mai che chi esulta manca di rispetto. Ancora non dimentico l’applauso dello Stadium quando giocai lì il derby con la maglia granata“. Fabio però non dimentica neanche la dolorosa esclusione dalla lista Europa League: “A gennaio, a due giorni dalla fine del mercato, dissi ‘Io non mi muovo’. E Conte: ‘Allora sei l’ultimo degli attaccanti’. Non lo meritavo“.

GIAMPAOLO E MOURINHO: DUE GRANDI ALLENATORI

Quagliarella ci tiene ad elogiare il suo mister, Marco Giampaolo:

Dodici anni fa ad Ascoli ci faceva giocare con un 4-4-2 classico così le punte erano massacrate di lavoro per far entrare gli esterni, rigorosamente a piedi invertiti. Ora ho capito che è meno integralista, bravo a capire i movimenti, a togliere la pressione. E punta più sulla qualità“.

Poi su Mourinho, che lo ha sempre apprezzato:

La cosa che mi fa impazzire di lui – dice Quagliarella – è che ti chiama per nome, quasi un suo amico. La prima volta fu a Udine, ero fuori dallo spogliatoio dell’Inter per scambiare una maglia e mi disse: ‘Vieni dentro Fabio. Anzi, sali sul pullman con noi che ti porto a Milano’. Poi questa estate in Samp-United a Dublino, mi stava aspettando nel tunnel: ‘Dov’è Fabio Quagliarella?’, poi mi ha abbracciato e fatto un sacco di feste. Lui a me: ‘Fa ridere, no?“.

IL PARADISO DI NAPOLI ROVINATO DA UNO STALKER

L’ex Torino non può non tornare sulla orribile vicenda che lo ha costretto ad abbandonare la sua amata Napoli. Ecco il pensiero riguardo lo stalker:

I danni che ci ha fatto non li cancella nessuno. Se domani dovesse venire da me e chiedermi scusa, non me ne potrebbe fregare di meno. Se l’è cercata e voluta, è giusto che paghi. Neanche un giorno né in carcere né ai domiciliari: un’infamata. Per questo non si pentirà mai davvero: lui continua a passeggiare per strada come se nulla avesse fatto, è stato trasferito ma continua a lavorare. Una presa in giro

SULL’EMOZIONE DELLA NAZIONALE AZZURRA…

Fabio torna anche sul suo esordio amaro con la Nazionale, nella disastrosa spedizione in Sudafrica nel 2010. Fallimento che non può rovinare il sogno di Quagliarella, che giocò solo l’ultima partita contro la Slovacchia, segnando il gol del 2-3. Ecco le sue parole:

Lippi venne messo al patibolo e da quel giorno ci fu il tormentone ‘Quagliarella doveva giocare di più’. Marcello fece capire di essere pentito ma io per lui provo solo gratitudine: mi ha fatto vivere un Mondiale e quello resta. Ancora ricordo la mia prima volta: io di solito non sono mai timido, ma a stare vicino a tutti quei campioni del mondo ero imbarazzato e facevo fatica a parlare. Oggi ci ho messo una pietra sopra? Non io, e non sta a me toglierla“.

 

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