Inter, Icardi non ha dubbi: “Obiettivo Champions”. Sulle visite con il Real…

Nelle ultime settimane sul futuro di Mauro Icardi è stato detto di tutto e di più. Dall’estero non si affievoliscono le voci che lo accostano al Chelsea e soprattutto al Real Madrid, intenzionato a puntare sul capitano dell’Inter per sostituire, magari già in estate, il veterano Karim Benzema nel ruolo di centravanti. Su questo e tanto altro interviene proprio Maurito, intervistato dalla Gazzetta dello Sport.

“IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE”

“Un giorno, quando vivevo alle Canarie, alcuni amici di famiglia andarono a Milano in vacanza e fecero pure il tour di San Siro. Tornarono con due berretti, uno dell’Inter e uno del Milan. Erano per me e un mio amico: scelsi io per primo e presi quello dell’Inter, senza il minimo dubbio. Ecco, forse proprio in quel momento diventai tifoso. Fu decisamente emozionante quando Moratti in persona mi volle a tutti i costi, ingaggiandomi dalla Samp”.

Tema mercato: “Le visite mediche con il Real? Sciocchezze. Non è il momento di fare certi discorsi e poi non sono io a gestire queste cose. Sia chiaro, io sto bene a Milano, lo sanno tutti. Amo la città, gioco, faccio tanti gol e sono il capitano di un grandissimo club: sono cose importanti per me. C’è Wanda che parla con la società. La clausola l’ha messa l’Inter, non so se è bassa o alta. E le mie intenzioni, ripeto, sono chiare: voglio vincere qualcosa con questa maglia. In futuro, quando arriverà eventualmente il momento di offerte o altro, dovranno tutti andare a parlare con l’Inter, con Ausilio e col presidente, e lì si vedrà. Ausilio dice che faremo tanti rinnovi? Ne abbiamo già fatti tanti in effetti. Ne arriveranno altri allora (ride, ndr). A Piero piace trattare con Wanda, è un amore-odio fra di loro”.

Su Spalletti: “Rispetto all’anno scorso è cambiato l’ambiente attorno alla squadra, in tutti i sensi, e gran parte del merito va a mister Spalletti e al suo feeling con i dirigenti. Ha una personalità molto forte, sa trasmetterti subito ciò che lui vuole e ritiene giusto. Ha aiutato moltissimo lo spogliatoio, è entrato nelle nostre teste, ha cambiato già parecchie cose in questo breve periodo. Sul campo quasi tutti gli allenatori lavorano bene. Spalletti è sicuramente un grande in questo senso, ma la differenza è soprattutto fuori dal campo, per questo parlavo di ambiente diverso, di clima migliore”.

A proposito della corsa scudetto: “Il nostro scudetto è entrare in Champions, questo ci ha chiesto la società e questo è l’obiettivo da non fallire. I tifosi sognano? Giusto che loro vivano un simile sogno, noi però abbiamo il dovere di essere concreti e di tenere i piedi per terra. Portiamo a casa il traguardo Champions, poi se a tre-quattro giornate dalla fine saremo ancora là davanti, allora inizieremo a pensare a cose ancora più grandi”.

E infine: “Il migliore Icardi di sempre? No, il meglio deve ancora venire. Spalletti è un martello su certi concetti, e non è casuale che dalla panchina escano sempre giocatori motivatissimi, coinvolti. L’anno scorso ho fatto 24 gol e non abbiamo raccolto niente. Certo, voglio fare tantissime reti, ma solo se utili a riportare l’Inter dove deve stare, in Champions per intenderci. Mi manca l’Europa. Per essere al top devo giocare a certi livelli. La Serie A è un grande campionato, però giocare la Champions è un ulteriore step fondamentale, necessario. Se il Mondiale mi aiuterà? Sicuro, lì ci sono tutti i più grandi del pianeta. Se verrò convocato, avrò un’opportunità unica”.

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