Liverpool, sognando la Champions sulle ali di Salah e del Professore Klopp

Ricordate quando a scuola vi chiedevano di unire i punti per la vostra tesina, costringendovi ad pensiero unico, anche se quella tesina evidentemente un senso non ce l’aveva? Ecco, accettando sapientemente voli pindarici, quello che emerge dai primi 4 mesi di questo 2018, rimanda ad un episodio di “1992”. In quella serie c’è un episodio in cui il pubblicitario Leonardo Notte – interpretato magistralmente da Stefano Accorsi –  sottopone un test agli alunni della scuola della figlia, chiedendo agli intervistati quale fosse il personaggio più popolare del momento. La risposta dei bambini fu Silvio Berlusconi. Si narra che con quella risposta al questionario sia nata la carriera del Caimano. Se questo test venisse somministrato adesso, state certi che le risposte degli intervistati risponderebbero al Professore de “La Casa di Papel”. Il protagonista della serie è un autentico genio che nella vita ha affrontato mille difficoltà, il suo vissuto in ospedale lo ha  forgiato psicologicamente consentendogli la risposta a qualsiasi interrogativo, prospettandogli un colpo visionario al quale non credeva nessuno. Lo esegue assoldando un gruppo di  loser raschiando l’orgoglio dal fondo del barile dei suoi banditi.

Con lo streaming che imperversa in ogni abitazione, con Netflix che ha prontamente sostituito la tv generalista nelle abitudini dei quarantenni,  quale  pubblicità migliore per influenzare la risposta degli intervistati. E poi si sa, i bambini amano da sempre giocare a guardia e ladri.

Nel mondo dello sport il personaggio più vicino al Professore si chiama Jurgen Klopp, se non altro perché la sua squadra è un manifesto rivoluzionario, perché indossano la maglia rossa e perché sono totalmente accecati dal culto della personalità. Vedono nel loro maestro la guida per uscire dai tunnel più bui. E poi anche la colonna sonora, quel You’ll Never Walk Alone che non fa rimpiangere la storica “Bella ciao”. Vero non ci sono partigiani da salvare, ma c’è l’opportunità di rompere l’ordine precostituito. Dimostrare che c’è un futuro oltre le banche e i petroldollari. Il Liverpool è una band che dà il meglio di sé sotto le luci dei riflettori, ci sono gruppi che fanno fortuna suonando nelle feste private ed altri che hanno bisogno di un pubblico che esalti il loro hype. Et voilà, ai Reds nelle notti europee è bastato ascoltare la musichetta della Champions League per cavalcare un sogno al quale a Settembre forse credeva solo il loro condottiero.  La scintilla in particolare sembra essere scoppiata a gennaio: la partenza di Coutinho ha responsabilizzato un collettivo che comunque già disponeva di una qualità assoluta di talento. Il giocatore più rappresentativo che ha scelto Barcellona come porto più sicuro per vincere trofei, ha stretto i Manè, i Firmino ed i Chamberlain sotto la stella di Mohamed Salah. Sì, perchè per arrivare tra le prime quattro della massima competizione europea c’è voluto un egiziano col numero 11 sulla schiena, coi capelli ricci e con una velocità disarmante. C’è voluto un arabo elettrico impossibile da tenere negli spazi e con una sicurezza sotto porta mai riscontrata prima d’ora in carriera. Se il Liverpool, a primavera inoltrata, matura ancora legittime ambizioni di vincere la Coppa dei Campioni un motivo va ricercato sicuramente nelle qualità di Momo. Quello visto a Roma era certamente un calciatore fantastico, ma quello ammirato dalle parti di Anfield è un’altra cosa. Siamo sul pianeta di Messi e Ronaldo. E adesso la domanda sorge spontanea: vedessi mai che a rompere il duopolio di coloro che hanno conquistato gli ultimi 10 palloni d’oro fosse proprio Momo?

2 COMMENTI

  1. Hola, me interesa utilizar este artículo como referencia en una tesina que estoy elaborando. Cual de los colaboradores de la página es el responsable de este articulo? Esto para tener la referencia “bibliografica completa. Gracias de antemano. Quedo a sus ordenes para cualquier comentario al respecto Nora C Estrada C (Guadalajara, Jal. México)

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