PSG, Buffon: “Non torno in Nazionale. Juventus? Addio programmato”

Alla soglia dei 41 anni Gigi Buffon si è rimesso completamente in gioco, approdando al Paris Saint-Germain. Qui si sta ritagliando uno spazio importante, mostrando di avere ancora tanto da dare al calcio. Di questo e non solo, l’ex numero uno ha parlato in un’intervista a La Gazzetta dello Sport. Di seguito riportiamo i tratti salienti

PSG, BUFFON: “NAZIONALE? DETTE COSE VERGOGNOSE SU DI ME”

Buffon ha parlato ovviamente della fine della sua lunga avventura in Nazionale. Al portiere non sono piaciute alcune critiche e commenti che gli sono stati rivolti, specialmente dopo quel disastroso Italia-Svezia. Ecco le sue parole:

Dopo la Svezia mi aveva chiamato Di Biagio dicendo che aveva bisogno di me per le due amichevoli e, nonostante il momento, gli avevo detto sì per amicizia e senso di responsabilità. A quel punto su di me sono state dette cose vergognose: che ero un imbucato, un vecchio che si aggrappava alla poltrona. E allora, per orgoglio e dignità, mi sono fatto da parte”. E se arrivasse una telefonata da Mancini? “Lo ha già fatto, chiedendomi disponibilità in caso di emergenza. Ma ci sono Donnarumma, Perin, Sirigu, Cragno, Meret… quindi possibilità nulle per rivedermi in azzurro“.

“CON LA JUVE ADDIO PROGRAMMATO”

Non poteva mancare una domanda sul suo addio alla Juventus, che Gigi non vede con rancore né con rimpianto. C’è ancora un legame forte con l’ambiente bianconero:

Nessun rimpianto né delusione, un addio programmato da molto lontano. Questa settimana ero in Italia, ho telefonato ad Andrea e mi ha dato il permesso di allenarmi tre giorni alla Continassa”. Un sentimento ancora forte: “Se proprio dovrò affrontarla in Champions, meglio prima della finale perché, dovessi vincerla, non vorrei vedere le lacrime dei miei ex compagni”.

E SULLA SUA NUOVA AVVENTURA…

Infine un commento sull’inizio della sua nuova avventura al PSG:

Dopo una settimana hanno capito che non era arrivato uno che stava invecchiando ma che voleva ritagliarsi uno spazio importante e far crescere la squadra. Ho conquistato il ruolo che volevo: mettermi a disposizione per far crescere l’ambiente e dimostrare che sono ancora pronto“.

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