Nazionale, bomber cercasi. Ma con un Verratti così…

La Nazionale di Roberto Mancini inizia a prendere forma. E conta poco o nulla la rete, certo ben accolta, del neo entrato Politano all’ultimo respiro. L’Italia ha dominato gli Stati Uniti con un gioco corale che, alla selezione azzurra, mancava da anni: merito del tecnico ma soprattutto di alcuni singoli. Uno, in particolare, e cioè Marco Verratti. Il regista del Paris Saint-Germain sta finalmente mostrando le sue doti migliori anche lontano dalla maglia del proprio club e questo, unitamente alla certezza Jorginho ed un Barella sempre più leader, fa ben sperare per il futuro. Sono indicazioni “amichevoli” e in quanto tali vanno prese con le pinze, ma tant’è.

Il match di Genk contro i modesti statunitensi ha poi permesso al commissario tecnico jesino di regalare l’emozione del debutto a diversi giocatori: da Stefano Sensi, uno dei migliori questa sera, a Vincenzo Grifo e Moise Kean, subentrati per l’assalto finale nel secondo tempo. Forze fresche che, al termine di quello che è stato l’ultimo incontro disputato dalla nostra selezione nel 2018, permettono a Mancini di raccogliere nuovi feedback in vista dell’anno che verrà.

Tutto bene quel che finisce bene? Quasi. Perché se è vero che l’Italia ha mostrato segnali confortanti sul piano del gioco, è altrettanto evidente una carenza che preoccupa non poco nel pacchetto offensivo: anche Kevin Lasagna, l’ennesimo esperimento offensivo degli ultimi mesi, ha decisamente deluso le attese, sciupando almeno un paio di occasioni nitide (una, nella ripresa, su uno splendido filtrante di Bonucci). E allora, al netto di giocatori oggettivamente al di sotto degli standard che può ammettere la nostra nazionale, è da qui che riparte il lavoro di Mancini: a parità di “insufficienze”, occorre puntare su Ciro Immobile e Andrea Belotti, ovvero i centravanti che negli ultimi anni hanno dimostrato (anche se a corrente alternata) di poter stare al passo dei grandi bomber europei. Una volta “recuperato”, in chiave Nazionale, anche solo uno dei due suddetti, si potrà davvero guardare al futuro con ottimismo.

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