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L’attesissima conferenza stampa odierna di Luciano Spalletti ha finalmente sciolto i dubbi in merito alle questione: Icardi risulta tra i convocati per la sfida di domani a Marassi.

Che sia il definitivo lieto fine non ci è dato saperlo, fatto sta che però siamo dinanzi ad una svolta: dopo un periodo alquanto caotico, il capitano dell’Inter tornerà a giocare con la propria squadra.

La conferenza del tecnico nerazzurro è stata corposa ed incentrata soprattutto su questo che era il tema del mese: Icardi ci sarà, ecco un estratto delle parole del tecnico circa la vicenda.

Per un riepilogo della vicenda Icardi, leggi anche:

  1. Spalletti: “Icardi ha rifiutato la convocazione”
  2. Incontro per trovare una soluzione
  3. Icardi torna in gruppo
  4. Spalletti: “Icardi fuori? Conta la disciplina”

 

Icardi convocato, le parole di Spalletti

Mauro è convocato. Quello di Marotta è stato un lavoro determinante, ha fatto in modo che le parti in causa arrivasse a un confronto reale e non virtuale. Questo confronto mette nelle condizioni Icardi di poter aiutare la squadra. Poi se la mediazione è stata chiusta per dettare delle condizioni allora diventa tutto più complicato.

Dietro c’è la squadra, la tifoseria e l’allenatore: tutte queste componenti hanno cuore, occhi e orecchie. Secondo me c’è bisogno del sudore, di essere dentro la squadra. Per noi Icardi vale moltissimo, pure più di Messi e Ronaldo messi insieme. A patto che però sia dentro la squadra, che sudi”.

Un lieto fine?

“Questa di Mauro è una storia da cui tutti usciamo sconfitti, nessuno è vincitore. Ma questo è un punto fermo da cui ripartire. Il punto da cui ripartiamo è la classifica. La squadra è sostenuta dai nostri incredibili tifosi per raggiungere l’obiettivo.

Ripartiamo da terzi con tutto il potenziale a disposizione, che ci permetterà di lottare per la qualificazione in Champions. Poi ci saranno delle difficoltà, ma tutti uniti diventa possibile ogni cosa. E Icardi non è in grado di aiutare la squadra, ma di trascinarla da dentro. Da fuori non è in grado di aiutarla”.

Un rapporto da risanare con la Curva?

“Negli ultimi allenamenti si è impegnato e quindi ha già riconquistato la tifoseria. Icardi si è allenato domenica mentre la squadra era in ritiro, lunedì ha combattuto in allenamento insieme ai compagni. Ha sudato, i tifosi sanno capire i segnali corretti. Poi naturalmente bisogna credere nelle cose giuste, e Mauro lo sta facendo.

Bisogna tutti lavorare in funzione del bene dell’Inter. Noi professionisti che siamo stipendiati dall’Inter dobbiamo stare dalla sua parte, al fianco della società, della squadra e dei tifosi, non di un calciatore solo”.

Come ripartire da una tale vicenda?

“Siamo già ripartiti. Abbiamo messo un punto domenica, ora siamo ripartiti perché lui si è allenato bene e ci ha mandato messaggi corretti. Con Icardi siamo molto più forti, ma sempre dentro un contesto di squadra.

Mauro per noi è un giocatore da seguire, a patto che non stia a 10km di distanza. Se sta un metro davanti lo seguiamo e diventa per noi fondamentale. Oggi stiamo meglio di due domeniche fa“.

La reazione della squadra?

Domenica abbiamo fatto vedere platealmente che abbiamo messo il punto. Ora c’è da allenarsi e da sudare, non di parlare. Dopo l’episodio, Icardi è in gruppo e a disposizione della squadra e volenteroso per dare una mano. I tifosi sanno dare una lettura a questo tipo di messaggio”.
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Come reintegrare Icardi?

Domani Icardi sarà titolare. Conta poco il muscolo, conta la testa: ha avuto la reazione giusta. Ci serve un attaccante: giocherà poi vedremo quando toglierlo, se sarà tolto”.

Insegnamenti di questa vicenda?

“Sono convinto di dover imparare da tutti e tutto. Ogni cosa che affronto mi insegnano molto. Vado avanti tranquillamente così. I discorsi si fanno quando succedono le cose, una volta che ti sei espresso non puoi tornare indietro. La squadra ora è tutta compatta e unita, ed è forte”.