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Quando si parla di calcio, soprattutto in Campania, la parola “Avellino” non passa di certo inosservata. Della compagine biancoverde ricordiamo le gloriose 10 stagioni nella massima serie italiana, dall’annata 1978/79 fino alla 1987/88.

Un traguardo storico per la società irpina soprattutto grazie alle prestazioni di uomini come il portiere Stefano Tacconi, il quale approderà alla Juventus nell’estate ’83, lo storico capitano Adriano Lombardi, Juary, Ramon Diaz e molti altri.

Successivamente a quelle stagioni, però, all’Avellino toccheranno, oltre a svariate promozioni e retrocessioni tra Serie B e Serie C, ben due fallimenti.

Uno al termine della stagione 2008/09, in seguito al quale la squadra si è resa protagonista di una scalata storica fino alla Serie B e di una mancata promozione in Serie A per “colpa” del Bologna ai playoff nel 2015, e uno molto più recente, quello conseguito al termine della passata stagione.

Ora i biancoverdi militano nel girone G del campionato di Serie D e sono in piena lotta per la promozione diretta in Serie C. Questa stagione però, per gli irpini, è stata tutt’altro che semplice. Ecco spiegato il perché.

Il fallimento

L’Avellino, al termine della stagione 2017/18, era stato protagonista di una salvezza al cardiopalma. Quest’ultima infatti arrivò soltanto all’ultima giornata con la vittoria per 1-2 sul campo di una Ternana retrocessa da tempo.

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A inizio estate la società allora guidata dal presidente Walter Taccone ingaggia il nuovo allenatore Michele Marcolini e qualche nuovo rinforzo in vista della stagione in arrivo. Il 20 luglio 2018, in seguito al parere negativo della Covisoc (commissione interna alla FIGC preposta al monitoraggio della situazione economico-finanziaria delle società calcistiche), il Consiglio Federale esclude gli irpini dal campionato di Serie B a causa del mancato rispetto dei termini di consegna della fideiussione.

Il 30 luglio successivo, il Collegio di Garanzia dello Sport respinge anche il ricorso presentato dalla società, e il 7 agosto il Tar del Lazio respinge l’istanza di sospensione cautelare del provvedimento con cui si era decisa l’esclusione dal campionato, confermandola. L’Avellino dunque riparte da Gianandrea De Cesare e la squadra viene ammessa in Serie D.

La stagione

La stagione inizia dal ritiro di Sturno con in panchina Archimede Graziani e Santiago Morero come capitano. Nonostante la rosa competitiva formata principalmente da un’alternanza di giovani e “veterani”, i biancoverdi vengono eliminati al turno preliminare di Coppa Italia Serie D per mano del Nola.

In campionato l’Avellino non parte forte come ci si aspettava, collezionando 5 vittorie, tra cui una di “prestigio” al Partenio-Lombardi contro il Lanusei che più avanti passerà in vetta alla classifica, 3 pareggi e 2 sconfitte pesanti (a Fregene contro l’Atletico per 4-1, e a Civita Castellana contro il Flaminia per 3-0). 2 debacles che hanno messo alla luce i tanti punti deboli della compagine di Graziani.

La situazione, però, non sembra migliorare. Gli irpini continuano a perdere punti e la vetta della classifica si allontana. Il 4 dicembre 2018, in seguito al pesante 1-4 casalingo rifilato dal Trastevere, mister Graziani viene esonerato e sostituito dall’ex calciatore biancoverde Giovanni Bucaro.

Al termine del girone d’andata, l’Avellino si trova al quinto posto in classifica (che significa playoff) a quota 34 punti, a -7 dal Trastevere primo (promozione diretta). Una scalata che sembrava essere quasi impossibile.

I lupi non mollano mai

Ma i “lupi” non demordono e iniziano il girone di ritorno con la “bava alla bocca”. Ben 3 vittorie consecutive nelle prime 3 giornate e vetta distante solo 5 lunghezze. Vetta questa volta occupata dai sardi del Lanusei.

 

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I biancoverdi si muovono anche nel mercato di riparazione assicurandosi le prestazioni dell’attaccante ex Casertana Luis Alfageme e del mediano Kelvin Matute.

Nelle due giornate successive gli irpini tornano a perdere punti pareggiando ad Anagni per 1-1 e perdendo a Cassino per 2-1, rimettendo in discussione i loro sogni di gloria. Le seguenti tre giornate, grazie ai successi contro Atletico e Flaminia in casa, e al sorprendente 0-2 in trasferta ai danni del quasi invincibile Lanusei, rivitalizzano poi i sogni dell’Avellino.

La speranza

Il campionato ora è giunto alla 33esima giornata e l’Avellino grazie a ben 5 vittorie consecutive è tornato in corsa per la lotta al primo posto. Il secondo piazzamento a quota 68 punti a pari merito con i romani del Trastevere rappresenta un ottimo bottino.

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La vetta non è troppo lontana, dista soltanto 7 punti con 5 gare ancora da giocare. Inutile dire che il match di domenica del Trastevere Stadium sarà più che decisivo per i “lupi”. Questo infatti potrebbe portare avanti una rimonta che sembrava insperata solo fino a qualche mese fa.

Oppure essa potrebbe sancire la fine del sogno promozione diretta. Ciò significherebbe giocare la serie di playoff composta da semifinale a gara unica e finale anch’essa a gara unica. Ci sarà quindi la promozione di una sola squadra tra le 4 del girone arrivate tra la seconda e la quinta posizione.