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Il campionato corrente può essere considerato il meno avvincente degli ultimi anni, per via del dominio Juventus, ma se la vediamo con gli occhi di Fabio Quagliarella la situazione cambia.

Numeri alla mano, per l’attaccante della Sampdoria è la stagione più prolifica in carriera: 22 goal (7 su calcio di rigore) in 31 presenze in Serie A e 2 centri in Nazionale, entrambi dal dischetto, un’impresa considerando i suoi 36 anni.

Il centravanti di Castellammare di Stabia ha parlato di sé e della sua stagione in un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport. Gli argomenti trattati sono stati i seguenti: il confronto tra Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, il suo ex allenatore Antonio Conte, il suo ritorno in Nazionale e il rapporto con il ct Roberto Mancini, il suo difficile passato come vittima di stalking e il suo futuro.

Leo Messi e Cristiano Ronaldo

“Se scrivono che in Europa a incidere di più sono Messi, Mbappé e Quagliarella, qualche domanda me la dovrei pure porre. Ma Ronaldo e Messi fanno un altro sport: l’ultima generazione ha prodotto un solo fenomeno in grado di raggiungerli: Mbappé”.

Il rapporto con Conte

“Quando hai appetito con Conte diventa fame vera, sbraneresti il mondo. Alla Juve sapevo di non poter giocare 60 partite su 60, ma se hai un martello come Conte capisci certe cose. Un trapano. vi racconto questa, una storia di mercato e di sicuro vi piacerà. Estate 2013. Apparecchiano un giro di attaccanti: io alla Roma, Gilardino alla Juve e Borriello al Genoa. Solo che c’è un piccolo particolare. All’ultimo si inserisce la Lazio e diventa un derby. Tare mi tempesta ogni dieci minuti, cedo o non cedo? Stanno parlando, barcollo un po’. Poi squilla il cellulare. Conte, un treno: ‘Fabio, ma mi dicono che vuoi andar via, farò casino, smettila. Non darò mai il placet, ricordatelo’. Il famoso trapano. ‘Mister, se non lo dà io resto alla Juve’. Conte ti aggredisce nel senso buono, ti convince”.

Il ritorno in Nazionale

“Chi è Mancini per me? Un’overdose di serenità. Quando ho letto ‘la convocazione di Fabio non è un premio alla carriera’, ho constatato la profondità di un progetto anche se non ho più l’età. Sono cresciuto all’ombra di Totti, Del Piero, Gilardino, Di Natale e Toni. Ombra nel senso che erano davanti a me, inseguivo. Se vuoi fare il medico e ce ne sono dieci più bravi di te, ti metti in fila. Oggi il calcio è cambiato, se non c’è l’assortimento di attaccanti di dieci anni fa può dipendere da tante cose, scuole calcio comprese”.

Roberto Mancini Zenit

L’incubo stalking

“Una bastonata. Viene fuori la storia dello stalker che millanta, proprio a casa mia e mentre sto indossando la maglia dei sogni realizzati. Quindi, riepilogando, Fabio Quagliarella decide di tradire il Napoli per andare alla Juve, come se volesse calpestare un amore e barattarlo con i soldi. La verità è stata ristabilita, ma soltanto io ho conosciuto la sofferenza atroce, allargata a chi mi vuole davvero bene. Mi è rimasta una cicatrice, ogni tanto idealmente la guardo. È un taglio, lo vedo anche se non si vede, resta e soltanto chi vive certe cose può immaginare. Ho imparato a proteggermi di più, chiuso in un fortino perché quella cicatrice è un tormento. Se prima non mi fidavo, adesso di meno. Una cosa mi dà sollievo anche se non mi risarcisce. La cicatrice la porterò con me. Per fortuna la mia gente ha capito che non volevo lucrare sulla pelle del club che amo di più. Me lo faccio bastare. Avevo deciso di parlare soltanto alle Iene, ci sono tornato ora con voi. Ma non voglio più riaprire quel libro in pubblico. Gestirò nel mio intimo”.

Il futuro tra Samp ed MLS

“Qui sto da dio. Mi piacerebbe un’esperienza in MLS, ho sfiorato l’estero soltanto una volta, trattativa con il West Ham sfumata”.