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All’età di 40 anni, Sergio Pellissier ha deciso di lasciare il calcio giocato. Il giocatore classe ’79 lo ha annunciato stamani in conferenza stampa, a cui ha partecipato anche il presidente del Chievo Verona Campedelli, ufficializzando il suo ritiro a fine stagione.

L’atleta valdostano fu acquistato dai Clivensi nel 2000 dove è rimasto fino ad oggi, diventando una vera e propria bandiera del club. La punta gialloblù infatti, in 19 anni veronesi, ha collezionato ben 493 presenze mettendo a segno 134 gol.

Pellissier si ritira: le dichiarazioni

“Non ho preso la decisione di ritirarmi in un giorno, ci ho pensato tutto l’anno – ha detto l’attaccante in conferenza stampa – E’ il momento di lasciare spazio agli altri. Spero che Di Carlo mi faccia giocare le prossime tre partite. Voglio che questa società torni subito a essere quella che è stata negli ultimi anni. 

Già lo scorso anno volevo lasciare, ma al presidente non interessava del contratto e mi ha convinto a rimanere, abbiamo tamponato una voglia di smettere che c’era. Poi sono rimasto ho iniziato bene quest’anno, ma per colpa di qualche infortunio e di recuperi molto più lenti mi sono accorto che non riesco a reggere l’urto di 38 partite. E non è detto che in Serie B riesca a fare tante gare e per la cattiveria agonistica che ho dentro non riuscirei mai ad accettarlo anche se è giusto e inevitabile. Ho preferito lasciare così adesso che sono in Serie A. 

Cosa mi mancherà? Scendere in campo e dare il mio contributo, fare il meglio per raggiungere gli obiettivi della società. Quando non giochi non puoi dare il tuo contributo ed è diverso. Il mio contributo l’ho dato anche fuori dal campo, in allenamento ma farlo sul rettangolo verde è un’altra cosa, è inevitabile”.

Su un eventuale ruolo in società

“Il mio desiderio era quello di finire la mia carriera quando e come volevo io. Avrei continuato ancora ma questa era la fine di un ciclo e l’ho portato a termine. Avrei potuto ricominciare in Serie B ma non avrei potuto giocare fino a 100 anni: il problema era iniziare qualcosa e non portarlo a termine, volevo finire il mio ciclo, con il Chievo. Peccato per la retrocessione. Ho chiesto al presidente di non fare l’uomo simbolo. Voglio responsabilità perché sono fatto così e non voglio rubare soldi, li ho già rubati giocando. Adesso devo lavorare seriamente, anche se non ci sarà spazio in società rimarremo sempre amici”. 

Sui momenti più significativi

“Sicuramente il primo gol in Serie A. Qui ho passato momenti belli e momenti brutti, dopo la prima retrocessione sono diventato capitano e sono stato responsabilizzato. Al Chievo abbiamo sempre lottato e sono cresciuto di più nei momenti negativi. Se fossi andato via non so come sarebbe stata la mia carriera. Ho raggiunto traguardi incredibili, come esordire e segnare in Nazionale”. 

Campedelli: “Ritireremo la sua maglia, è storica”

“Pellissier incarna quello che è il Chievo. È stato con noi nel bene e nel male, ha sempre dato tutti se stesso, dando più di quello che avrebbe potuto. È sempre stato l’anima e lo spirito di questo Chievo. La società non può prescindere da lui e ci tengo a dirlo anche se è un po’ prematuro. Lo ringrazio dal profondo del cuore per la persona che è per il giocatore che è. Grazie davvero a Sergio da parte della società e dei tifoso, visto che sono il primo tifoso”.

Infine, il presidente del Chievo, ha deciso di ritirare anche la sua maglia: “Ritireremo la sua maglia. E’ una maglia talmente storica e pesante che non penso possa indossare qualcuno. E’ una maglia storica per questa società come può esserlo quella di Del Piero per la Juve o quella del Napoli per Maradona”.