“Lo racconterò con un sospiro

da qualche parte tra molti anni:

due strade divergevano in un bosco ed io –

io presi la meno battuta,

e questo ha fatto tutta la differenza.”

Così si conclude una tra le più celebri poesie di Robert Frost, “La strada non presa“. In essa si celebra l’importanza di scegliere secondo il proprio “io”, senza seguire la massa di chi opta per la strada più facile, quella più comoda.

Percorrere la strada più comoda poche volte si rivela essere la scelta giusta: si arriva senz’altro alla meta senza particolari preoccupazioni ma si rimane uno tra i tanti viandanti.

Daniele De Rossi ha deciso di fare la differenza

Daniele De Rossi però non è mai voluto essere uno tra i tanti viandanti. Durante tutto l’arco della sua carriera molte volte egli si è trovato al bivio tra due strade, quella facile che lo avrebbe portato lontano dalla sua città a vincere trofei in qualche big europea, e quella meno battuta, restare a Roma e provare a vincere qualcosa nella sua città. Per De Rossi non c’è mai stata esitazione alcuna, tutte le strade hanno sempre portato a Roma.

Una carriera in giallorosso iniziata ben 18 anni or sono e giunta ormai al capolinea, tra alti e bassi e non senza contraddizioni, come nelle più belle storie d’amore. Sì, perché l’ultima di campionato della Roma, quella che vedrà la squadra di Ranieri in campo contro il Parma, sarà anche l’ultima partita in giallorosso del capitano Daniele De Rossi.

daniele-de-rossi

Una lunghissima storia d’amore giunta al termine. Sicuramente d’amore si è sempre trattato, un amore viscerale ed incondizionato che ha sempre unito Daniele De Rossi e la sua città al di là di tutto.

Roma ha sempre voluto bene e sempre vorrà bene a quel capitan futuro che timido cresceva al fianco di Totti e prorompente, a poco a poco, si prendeva la squadra sulle spalle, così come la fascia da capitano.

“Magari nei prossimi anni mi vedranno col panino e la birra nel settore ospiti a tifare i miei amici”

La strada meno battuta ha fatto la differenza, una strada fatta di periodi alterni e probabilmente di non molte vittorie, ma quale vittoria vale di più dell’amore reciproco dei tifosi? Divenire bandiera è da considerare come una vittoria? Sarebbe stato meglio cambiare aria e provare a vincere qualcosa di più che le due Coppe Italia e della Supercoppa Italiana conquistata con i giallorossi?

Di certo De Rossi non ha rimpianti. Anzi, a dire il vero, uno ne ha: “L’unico mio rimpianto è quello di poter dedicare una sola carriera alla Roma”. Perché il capitano della Roma di questo è certo, nonostante sia appena stato scaricato dalla società, continua imperterrito ad affermare: “Magari nei prossimi anni mi vedranno col panino e la birra nel settore ospiti a tifare i miei amici”.

daniele-de-rossi

In questi casi ci si può allontanare calcisticamente, ma di certo al cuore non si comanda. Daniele De Rossi lo sa bene e continuerà a seguire la sua strada calcistica, anche se, per la prima volta nella sua carriera, quella strada che diverge nel bosco lo porterà, a malincuore, fisicamente lontano dalla sua amatissima Roma.

Ed alla luce di questo epilogo, interrogato sulla sua scelta di aver sempre voluto intraprendere questa strada, lui risponde così: Non cambierei di una virgola la scelta di rimanere fedele a questa squadra.

Un finale che non poteva essere banale

E come potrebbe essere altrimenti? Tutto ciò forse è la giusta conclusione alla vicenda, un finale perfetto sarebbe stato troppo banale per un calciatore che ha preferito fare la differenza divenendo una bandiera di Roma.

A chi volesse vivere un finale perfetto converrebbe prendere la strada più battuta, quella semplice. Chi sceglie di prendere la strada meno percorsa sa già che la sua storia, così come il finale di essa, non potrà mai essere come tutte le altre.

E la storia di Daniele De Rossi e la Roma di certo non è come tutte le altre, è una storia differente. Una storia di un ragazzo che ha giurato eterno amore alla Roma e che ha combattuto per lei senza risparmiarsi mai, sudando la maglia giallorossa e difendendo la propria città.

Un ragazzo che fatto uomo ha sempre deciso di prendere la strada meno battuta pur di rimanere a lottare per i suoi colori. Un uomo che nonostante l’addio della società, potendo tornare indietro al bivio nel bosco, rifarebbe le stesse identiche scelte.

È così che si fa la differenza.