Noi italiani siamo così. Senza ricorrere alla solita metafora di Churchill che probabilmente stuferebbe anche un anziano di 70 anni con problemi di memoria. Siamo fatti per vincere a livello di nazionale, specie quando tutti ci danno per spacciati e credono che il tempo per gli italiani sia finito. Abbiamo svariati problemi in ogni campo dove probabilmente potremmo prendere insegnamenti da altri. Ma nel calcio – amici miei – nessuno può venire a insegnarci niente.

Possono esserci periodi in cui nascono meno talenti e quindi abbiamo meno materiale umano per difenderci. Ma generalmente affrontiamo le competizioni a eliminazione diretta con una coesione e un’attenzione ai dettagli da far invidia a tutti.

andrea-pinamonti

La solita solida Nazionale

Nel Mondiale Under 20 siamo momentaneamente tra le migliori 4 pur essendoci presentati in Polonia con una squadra dove soltanto Pinamonti e Pellegrini hanno calcato con continuità i campi della Serie A. Lo abbiamo fatto a modo nostro, ritrovando quello che da sempre caratterizza l’Italia: un grande portiere e un grande centravanti, Plizzari e lo stesso Pinamonti. E soprattutto un grande gruppo. Mancherebbero il numero 10 (Zaniolo), prestato a Gigi Di Biagio per l’Europeo U21 e l’ala destra (Chiesa), prestata a Roberto Mancini e alla Nazionale A.

Siamo nel bel mezzo dell’ennesima nouvelle vague del calcio italiano. Dobbiamo soltanto limitarci a cavalcare l’onda perché – in fondo – noi italiani siamo destinati a flirtare col destino.