Era noto dall’inizio del nuovo anno che Aaron Ramsey, centrocampista militante fino a maggio tra le fila dell’Arsenal, in questa stagione avrebbe indossato la maglia della Juventus. Ad oggi è però altrettanto noto che l’ex giocatore dei Gunners non ha ancora avuto modo di sfoderare le sue qualità con la squadra di Torino, che non ha potuto contare sul suo nuovo acquisto nelle prime due uscite di campionato.

I problemi fisici

Il 19 aprile, infatti, poco prima dell’arrivo alla corte di Sarri – che fino a pochi mesi fa era un suo avversario nella stessa città – Ramsey ha subito un infortunio al bicipite femorale che lo ha tenuto lontano dai campi di gioco per circa 4 mesi. Questo ha ovviamente rallentato la sua preparazione atletica e ritardato la sua partecipazione agli allenamenti, a cui è potuto aggiungersi solamente all’inizio del mese di agosto. Per questo motivo il gallese ha esordito in amichevole il 17 agosto contro la Triestina, in una partita in cui la squadra bianconera ha portato a casa la vittoria per 1-0 e in cui il numero 8 ha giocato circa una mezz’ora.

Così Maurizio Sarri ha deciso di non convocare Ramsey per la prima partita di Serie A, che ha visto la Juventus avere la meglio sul Parma grazie al gol di Chiellini. Le sfortune, però, per colui al quale è attribuita dai media una sorta di “maledizione”, non sono finite qui. Esattamente 9 giorni dopo il suo esordio in amichevole, infatti, il centrocampista ha accusato una leggera lombalgia, che lo ha fatto scivolare dritto nella lista degli indisponibili nella partita in cui il suo nuovo allenatore ha affrontato il suo passato, Juventus-Napoli.

Non solo non è dunque arrivata la convocazione con i bianconeri, ovviamente, ma anche l’impossibilità di partecipare con la sua nazionale alla partita contro l’Azerbaigian di venerdì 6 settembre, valida per la qualificazione ai prossimi Europei, competizione in cui, nel 2016, il suo Galles è arrivato in semifinale. Questo aspetto può però essere considerato non del tutto negativo, infatti la nuova mezz’ala della Juventus avrà in questo modo due settimane di riposo prima del prossimo impegno ufficiale, che vedrà i Campioni d’Italia a Firenze, il 14 settembre alle ore 15.

Concorrenza e obiettivi

Allora non solo Ramsey potrebbe essere disponibile contro la Fiorentina, ma addirittura ci sono possibilità che parta titolare. La concorrenza nella squadra di Torino è alta, date le ottime prestazioni di Khedira nelle prime due uscite di campionato e data la grande mole di mezz’ali presenti nella rosa. In quel ruolo la Juve può vantare nomi del calibro di Rabiot, Matuidi ed Emre Can, anche se dall’esclusione dell’ex Liverpool dalla lista Champions si può già ipotizzare che il gallese sia davanti almeno a quest’ultimo nelle gerarchie di Sarri.

Del resto anche i numeri di Ramsey sono del tutto a favore dell’ipotesi che il centrocampista sia arrivato a Torino con il preciso scopo di aumentare la qualità della rosa, e per raggiungere finalmente l’obiettivo che la Juventus insegue ormai da anni: la vittoria della Champions League.

I numeri

Dopo aver convinto l’Arsenal a puntare su di lui a soli 18 anni, Ramsey conta nei primi due anni ai Gunners 27 presenze e 3 reti in Premier League, muovendo anche i primi passi nel calcio internazionale, con 12 presenze nella maggiore competizione europea. Seguono poi 6 mesi di prestito, prima al Nottingham Forest, e poi al Cardiff City, squadra nella quale è cresciuto e da cui i biancorossi lo avevano acquistato. Dopo aver fatto ritorno a Londra, Ramsey comincia a diventare uno dei giocatori più importanti della squadra di Wenger, arrivando a collezionare in 8 anni 235 presenze in Premier League e 38 in Champions League. Segnare non è la sua specialità, infatti possiamo affermare che abbia vissuto con l’Arsenal una sola ottima stagione a livello realizzativo, nel 2013/14, quando è riuscito a mettere a referto ben 10 reti in Premier, unico anno in doppia cifra, e ben 16 complessive, considerando le 5 nell’ex coppa dei campioni, e quella in FA Cup.

La maledizione

Nonostante non sia un giocatore particolarmente attivo in zona gol, ciò non ha impedito ai media e ai social di montare sul gallese una sorta di leggenda riguardo ad una maledizione, che vorrebbe che ogni volta che Ramsey segna, un vip perde di conseguenza la vita. Tra i nomi più famosi che “dovrebbero essere stati colpiti” rientrano Steve Jobs, fondatore della Apple, Robin Williams, stella di Hollywood, e David Bowie, noto cantante britannico. È però anche inutile sottolineare che, più che di un vero sortilegio, si tratti semplicemente di un tentativo di andare a ricercare, in modo spesso anche forzato, la morte di un personaggio famoso subito dopo che l’ex Arsenal firma una segnatura. Noi alle maledizioni non ci crediamo, se non a quelle che colpiranno le squadre italiane ogni volta che l’attuale numero 8 della Juventus gonfierà la rete contro di loro.