È iniziata la seconda giornata di Champions League e, se due settimane fa l’uomo copertina era stato Erling Haland con la tripletta all’esordio nella competizione a soli 19 anni, stavolta i giornali non potranno non parlare del protagonista assoluto dello scacco in casa Spurs, Serge Gnabry.

Una notte indimenticabile

Nell’infausta serata del Tottenham di Pochettino, il tedesco è stato autore di ben quattro delle sette reti segnate dal Bayern a Londra, sfornando una prestazione sublime un po’ come tutti i suoi compagni di squadra. Le sue giocate non devono essere di certo sfuggite ai tifosi dell’Arsenal, i quali, pur godendo della sconfitta dei rivali cittadini, provano più di qualche rimpianto per il match disputato dal loro ex giocatore, lasciato partire da Wenger per soli 5 milioni di euro.

Il 24enne di origini ivoriane ora vale almeno 10 volte di più grazie alla maturazione avuta negli anni successivi all’esperienza inglese, divenendo di fatto un calciatore completo e molto duttile. Gnabry è in grado di giocare come esterno di centrocampo, ala sinistra e seconda punta eccellendo in dribbling e velocità che gli garantiscono una certa facilità di inserirsi nell’aria avversaria, con o senza palla.

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La carriera di Gnabry

Calcisticamente Serge cresce nella squadra della sua città, lo Stoccarda, prima di trasferirsi  nel 2010 alle giovanili dei Gunners, con le quali esordisce nella stagione 2011-12. Debutta con la squadra maggiore il 26 settembre 2012 nel match contro il Coventry City in Coppa di Lega ma dovrà aspettare l’anno successivo per esordire con lo Stoke City in Premier, a seguito di ottime prestazioni durante le Next Generation Series.

Il primo gol arriva con lo Swansea alla sesta giornata di campionato, esordendo poco dopo in Champions League contro il Borussia Dortmund. Nonostante le buone prestazioni, l’Arsenal decide di prestarlo al West Bromwich sperando potesse trovare maggior spazio in una squadra minore ed esplodere definitamente. Causa lo scarso impiego nelle West Midlands, i Gunners lo vendono al Werder Brema nel giugno del 2016: l’anno successivo il Bayern Monaco paga la clausola, oggi irrisoria, di 8 milioni di euro, per poi girarlo in prestito all’Hoffenheim dove segna ben 10 reti che convincono la società di Rummenigge ad integrarlo in rosa la stagione dopo.

Si tratta di una scelta azzeccata visto che andrà in doppia cifra per il secondo anno consecutivo, divenendo uno dei protagonisti della Bundesliga vinta lo scorso anno da Lewandowski e compagni. Entrato nel giro della nazionale maggiore tedesca nel 2016, esordisce contro San Marino l’11 novembre di quell’anno siglando una tripletta. Prima di diventare uno degli elementi più importanti della Germania, nonostante l’ottimo esordio, deve affrontare la delusione di non essere convocato ai Mondiali in Russia. Per quanto non più giovanissimo, Gnabry a 25 anni rappresenta uno dei calciatori più interessanti del panorama calcistico europeo, già da prima del poker siglato contro il Tottenham.

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Dolorosi rimpianti

Non potrà, come detto, essersi dimenticato di lui Wenger, che lo ha reso uno dei maggiori rimpianti dei tifosi dell’Arsenal. Ma il tedesco non è di certo l’unico calciatore a causare nostalgia ai supporters delle proprie vecchie squadre. Esempi recenti sono Zaniolo, probabilmente perfetto anche per integrarsi nel blocco italiano dei centrocampisti di Conte, e Romagnoli, che con un po’ di pazienza avrebbe permesso alla Roma di godersi una coppia difensiva mostruosa insieme a Manolas.

I casi sono comunque tanti: da Eto’o, venduto dal Real Madrid al Maiorca per 4.5 milioni di euro, a Roberto Carlos, ceduto dall’Inter perché considerato indisciplinato da Hodgson che gli preferì Pistone. Non si può non citare anche Vieira, ceduto dal Milan proprio all’Arsenal poco tempo dopo il suo acquisto, divenendo uno dei simboli della squadra inglese con la quale conquistò 3 Premier League, 4 Coppe d’Inghilterra e altrettante Community Shield prima di arrivare nel nostro campionato e alzare altri trofei con Inter e Juventus.

Fiducia nei giovani

Chissà se la storia del centrocampista francese servirà ad attutire i rimpianti in casa Arsenal dopo la prestazione di Gnabry, certo è che il giocatore del Bayern resta l’emblema di come nel calcio tante cose possano cambiare in poco tempo. La sua storia non può che invitarci a riflettere: soprattutto con i giovani bisogna avere pazienza, aspettarli, proteggerli e, a volte, anche coccolarli.

Troppo spesso anche Italia si è avuta poca fiducia nei calciatori di giovane età,  si è preferito mandarli altrove per puntare su coetanei prelevati da squadre del Sud America. Sembra che dopo il disastro di Ventura le cose stiano cambiando, come testimonia la grande presenza di giovani italiani anche nelle squadre maggiori: è la strada giusta per far crescere loro ma anche il livello del calcio nazionale. Forse si sta definitivamente capendo che, e questo non deve restare circoscritto all’ambito calcistico, i giovani rappresentano il futuro. L’attenzione, la cura e la pazienza nei loro confronti saranno un giorno ricambiati, magari proprio con un poker, magari in palcoscenici ancora più importanti.