La Champions League non è di certo avara quando si tratta di regalare emozioni e la partita tra Liverpool e Salisburgo ne è stata la prova.

I protagonisti assoluti, però, non sono stati i campioni d’Europa in carica come ci si aspettava, nonostante il loro successo finale per 4-3. A dare spettacolo e palpitazioni, infatti, è stata la clamorosa rimonta degli austriaci da 0-3 a 3-3.

La partita

Sicuramente la maggior parte degli appassionati di calcio avrà scommesso per il successo dei “Reds” nel fortino di Anfield. Ebbene, hanno indovinato, ma nel mentre hanno potuto godersi un match al cardiopalma. Sblocca tutto un destro chirurgico da posizione defilata di Sadio Mané che, dopo 9 minuti di gioco, indirizza la partita verso il binario rosso. La squadra del Merseyside non intende fermarsi qui, tant’è che riesce a trovare altri due centri in 36 minuti. Sembra finita, ma il calcio ci insegna che prima del triplice fischio dell’arbitro tutto è ancora in gioco. Al trentanovesimo lo stadio rimbomba ancora, stavolta però il rumore non proviene dalla Kop, ma dal settore ospiti. Hwang Hee-Chan riapre la partita, i leoni biancorossi tornano a ruggire. Il secondo tempo parte sulle stesse orme della fine del primo, ovvero con il Salisburgo all’attacco. Al cinquantaseiesimo giro di orologio, Minamino batte a rete con una volée di destro all’altezza del dischetto del rigore, è 3-2. Le emozioni non si placano: al cinquantasette fa il suo ingresso in campo il talentuoso norvegese Haland, il quale impiega solamente due minuti per spingere in porta il goal del 3-3; il Liverpool è alle corde, ma non si abbatte. Mohamed Salah, infatti, richiude il match trovando il punto del definitivo 4-3, un risultato ingiusto che permette comunque al team della Red Bull di uscire tra gli applausi di tutto il pubblico presente.

Cuore, grinta e talento

Ogni partita ha una sua storia e, ciascuna ha i suoi personaggi spinti dal destino verso un finale. Eppure questa volta, oltre al destino, ci sono stati altri tre fattori a determinare l’andamento di questo match: cuore, grinta e talento. Il cuore di una squadra che ci ha creduto sin dal primo minuto, creando tante occasioni da goal nonostante ne avesse subite altrettante. La grinta di un allenatore che ha trascinato i suoi prodi in un secondo tempo da annali della Champions League. Infine il talento dei singoli, come la velocità di Minamino, la precisione di Hwang e la fame di Haland, che il primo pallone che ha toccato lo ha trasformato in oro. Purtroppo, però, il destino mette sempre il suo zampino e, se è vero che la fortuna aiuta gli audaci, questa volta ha sbagliato mira.