L’Italia sfiderà la Grecia all’Olimpico di Roma, gara valida per le qualificazioni agli Europei del 2020. Gli azzurri guidati da Mancini sono ad un passo dalla qualificazione, con 6 vittorie in altrettante partite. Tutt’altro discorso vale per la Grecia, che ha uno score per niente invidiabile, 2 pareggi 3 sconfitte ed un’unica vittoria contro il modesto Leichtenstein per 2 a 0.

La partita contro gli ellenici è un match che, sulla carta, non dovrebbe ostacolare il cammino azzurro verso Euro 2020. Le due squadre occupano rispettivamente il primo e il penultimo posto del girone J. L’Italia vanta il miglior attacco (18 reti) e la miglior difesa (3 reti) del girone, mentre i greci hanno subito 10 reti e realizzate appena 7.

La storia

La nazionale di calcio greca è controllata dalla Federazione Calcistica Ellenica. L’esordio ufficiale, in una partita internazionale, avvenne proprio contro l’Italia il 7 Aprile 1929 ad Atene, dove gli azzurri si imposero per 4 a 1. La bandiera della Grecia è composta da 9 strisce orizzontali bianche e ciano di uguali dimensioni e da una croce bianca in alto a sinistra.

Le nove strisce rappresentano le nove sillabe della frase “Libertà o Morte”. Entrambi i colori appartengono alla Casa Reale, d’origine bavarese, regnante in Grecia fino al 1862. I colori, con molta probabilità, dovevano indicare l’azzurro del mare e del cielo e il bianco della schiuma delle onde, delle nuvole e della purezza dell’anima greca.

L’impresa di Euro 2004

L’apice della storia calcistica della nazionale greca, è senza ombra di dubbio, l’incredibile impresa di Euro 2004. La nazionale allenata da Rehhagel, già data per spacciata alle qualificazioni, dopo le prime due sconfitte con Spagna e Ucraina, ingrana 6 vittorie consecutive, chiudendo il girone al primo posto. Il sorteggio dei gironi mette i greci nuovamente contro gli spagnoli, il Portogallo (paese ospitante) e la Russia.

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All’esordio, la nazionale greca sconfigge i padroni di casa per 2 a 1, mentre nella seconda partita ottiene un buon pareggio con la Spagna. Tutto il girone si decide all’ultima giornata, con la nazionale ellenica che, nonostante la sconfitta per 2 a 1 contro la Russia, riesce a qualificarsi come seconda alle spalle del Portogallo. Ancor più incredibile è il successo ottenuto ai quarti di finale contro la Francia di Zidane, Trezeguet ed Henry, campione d’Europa in carica.

I biancazzurri eliminano così in semifinale la Repubblica Ceca, grazie al colpo di testa del centrale giallorosso Dellas e volano in finale contro i favoriti del torneo, il Portogallo. Sovvertendo qualsiasi pronostico la nazionale di Rehhagel trionfa sui lusitani grazie al gol decisivo di Charisteas al 57’. La Grecia ottiene così una clamorosa vittoria, espugna Lisbona e sale, per la prima volta, sul tetto d’Europa.

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Lento declino

Da campione d’Europa in carica, la Grecia prese parte alla Confederations Cup del 2005 chiudendo all’ultimo posto del proprio girone. Successivamente, non riuscì ad ottenere la qualificazione al Mondiale del 2006. Nell’Aprile del 2008 gli ellenici vennero inseriti all’ottavo posto del Ranking Fifa (miglior risultato di sempre della Grecia). Al Mondiale giocato in Sud Africa nel 2010, i greci non riuscirono a raggiungere la qualificazione agli ottavi.

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A seguito del Campionato del Mondo del 2014, la Grecia ingaggiò come commissario tecnico Ranieri (2° italiano della storia greca). L’esperienza dell’ex allenatore di Juventus e Roma, fu tutt’altro che piacevole. L’allenatore romano non riuscì mai a dimostrare le sue capacità tecniche a livello mondiale. Una volta esonerato il tecnico italiano, i greci non preso parte all’Europeo del 2016 e furono anche eliminati ai play-off, mancando la partecipazione al mondiale del 2018.