Neymar, Coutinho e Willian. Ma anche Lamela, Ben Yedder e soprattutto Iniesta. Cos’hanno in comune tutte queste stelle del calcio? I loro inizi. Un campetto in parquet, un pallone che non rimbalza e il futsal nel sangue.

A questa piccola lista di ex calcettisti e ormai grandi calciatori, possiamo anche aggiungere il nuovo Golden Boy del panorama internazionale.

Gabriel Teodoro Martinelli Silva, è il nuovo prodigio di casa Arsenal che con le sue giocate sta portando luce nelle grigie giornate londinesi.

Chi è Martinelli?

Nato a Guarulhos poco più di 18 anni fa, già da piccolo fa mostra tutta la sua classe nei campetti della periferia brasiliana. Di fatto, all’età di soli 9 anni, è il Corinthians che lo fa entrare nella sua accademia di calcettisti.

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Dopo 5 anni di futsal con la compagine Paulista però, il richiamo del calcio a 11 diventa fortissimo, e ad accaparrarsi i suoi servigi è il Ituano. Rimarrà nel settore giovanile fino al marzo dello scorso anno, quando esordisce nei professionisti disputando l’incontro del Campionato Paulista vinto 2-1 contro il São Bento.

Colleziona in totale 34 presenze, mettendo a segno 10 reti nella sua esperienza brasiliana.

La grande occasione

7 milioni di sterline e il ragazzo approda alla corte dei Gunners, con cui esordisce ufficialmente alla prima giornata di Premier League, andando a sostituire il neo romanista Mkhitaryan, negli ultimi minuti della sfida vinta contro il Newcastle.

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Con attaccanti del calibro di Lacazette e Aubameyang è difficile ritagliarsi uno spazio in squadra. Il ragazzo quindi viene schierato da Unai Emery solo nelle gare di coppa, ma ciò basta per mostrare a tutti di cosa è capace. Esordio in Carabao Cup e subito doppietta contro il Nottingham Forest. Passano 9 giorni, esordio in Europa League e anche qui due gol segnati allo Standard Liege, a cui si aggiunge un assist.

Poco “joga bonito” ma tanta concretezza

180 cm per 75 kg, attaccante moderno, molto versatile e dinamico, può giocare sia come centravanti sia come ala data la rapidità e la bravura con entrambi i piedi, anche se predilige quello destro. Bravo ugualmente di testa, preferisce la concretezza alla spettacolarità.

Ripiegamenti difensivi e tanta generosità nei confronti dei compagni, completano il profilo di questo giovane talento. Per certi versi a vederlo giocare ricorda un po’ Lautaro Martinez ma in salsa verdeoro.

Un brasiliano alla corte di Mancini

Come detto, il ragazzo nasce in Brasile ma, come facilmente intuibile dal cognome, ha anche origini italiane. Doppio passaporto quindi e la possibilità di giocare con la Nazionale azzurra. La FIGC si è già mossa in questo senso, così come lo stesso CT Roberto Mancini ha riferito nella conferenza stampa pre Italia – Grecia, mettendo in chiaro la situazione. Ad oggi però è ancora abbastanza complicata: “Non è così facile, lì serve una richiesta, serve aspettare. Sono giocatori col doppio passaporto”.

Ciò che viene da chiedersi è se un calciatore con queste qualità, e così giovane, possa davvero essere utile alla squadra azzurra.

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Nell’ultimo match contro la Grecia la nostra Nazionale ha vinto, ma non convinto, aggiudicandosi il pass per il primo Europeo itinerante che prenderà il via da Roma il prossimo 12 giugno. Una partita controllata per tutti i novanta minuti, ma con un gioco abbastanza sterile. Sbloccata solo da un rigore trasformato da Jorginho e da un tiro non troppo irresistibile di Bernardeschi, su cui il portiere ellenico avrebbe potuto fare decisamente meglio.

Un possesso palla superiore al 70% ma molto lento e prevedibile. Alla selezione azzurra è mancata un po’ quella imprevedibilità che è stata il punto debole negli ultimi anni, soprattutto in attacco. Con un Immobile che si esalta solo con la Lazio e un Belotti che negli ultimi anni non sta confermando le sue potenzialità, il nostro CT sembra essere un po’ in difficoltà. Sperando in una rinascita di Super Mario Balotelli, forse all’ultima spiaggia, e facendo i conti con l’assoluta acerbità di Moise Kean (vedasi l’espulsione con l’Under 21 di qualche giorno fa), Roberto Mancini potrebbe voler provare nuove soluzioni in vista della prossima competizione europea.

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E magari proprio il giovane Martinelli potrebbe essere adatto a sposare la causa azzurra. Un calciatore veloce ed intelligente, che possa togliere punti di riferimento agli avversari, aprendo spazi nelle maglie difensive e che gli esterni (magari Chiesa, Bernardeschi o Insigne) possano sfruttare. Esattamente ciò che è mancato nella gara di ieri dell’Olimpico.

Martinelli: un futuro tutto da scrivere

Un calciatore con queste caratteristiche potrebbe davvero risultare utile a molti, ma c’è da ricordare la sua giovane età (18 anni compiuti a giugno) e soprattutto c’è da chiedersi se in questa prima stagione europea riuscirà a ritagliarsi il suo spazio con l’agguerrita concorrenza che c’è dalle parti dell’Emirates.

Ma il tempo è tutto dalla sua parte. Il futuro (forse azzurro) tutto da scrivere per questo giovane ragazzo, cresciuto su un campetto in parquet, calciando un pallone che non rimbalza, col futsal nel sangue e ora pronto ad illuminare le grigie giornate londinesi.