Noi ci siamo. In tutti i sensi. La Nazionale italiana sta finalmente tornando sui livelli che le spettano per la storia e il blasone che si porta dietro. E questo è confermato dalla qualificazione ad Euro 2020 conquistata con largo anticipo. Con 8 vittorie su 8. Unica nazionale insieme al Belgio a riuscirci. Mica bazzecole.

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Ritrovati gioco e individualità

La Nazionale di Roberto Mancini è stata capace di trovare una quadratura attorno ad alcuni uomini chiave, quali Bonucci, Jorginho, Verratti e Chiesa. Elementi più o meno imprescindibili per le idee di gioco del tecnico di Jesolo.

Attorno ad essi, giocatori funzionali e importanti nell’economia della selezione azzurra: Emerson Palmieri, Barella, Pellegrini, Insigne e Belotti, che integrati negli schemi ormai consolidati possono fare la differenza. Tutti con esperienza ad alti livelli, fatto importantissimo per ritrovare una nazionale capace di competere ad alti livelli gestendo la pressione. Ovvero ciò che era mancato nel recente passato, a prescindere dal ct presente in panchina.

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Chi convocare per l’Europeo?

Incredibile ma vero, Mancini può avere l’imbarazzo della scelta in tutti i ruoli: in porta con Donnarumma e Sirigu sicuri del posto, uno fra Meret e Gollini rimarrà fuori; fra i difensori Romagnoli, con il rientro di Chiellini e il sorpasso subito da Acerbi, rischia seriamente il taglio.

In mezzo al campo oltre i tre titolari Barella, Jorginho e Verratti (probabilmente il miglior giocatore della selezione) ci sono Pellegrini, Cristante, Zaniolo, Tonali, Sensi, Lazzari e, se continuerà così, Castrovilli che si giocheranno i restanti 4 posti disponibili per l’Europeo.

Fra gli attaccanti, con Chiesa, Insigne, Belotti ed Immobile sicuri del posto, gli altri due pass per Euro 2020 sono in ballo fra Bernardeschi (quasi certo), Kean, El Shaarawy (contro il Liechtenstein prima rete sotto la gestione Mancini) e chissà, forse Mario Balotelli e un redivivo Fabio Quagliarella.

Considerando che non meno di tre anni fa giocammo un Europeo con Eder e Pellè coppia d’attacco (finiti entrambi in Cina) non c’è che da essere soddisfatti del percorso fatto fin qui. Guardando con fiducia al prossimo giugno, quando sfideremo le più grandi nazionali europee. Con la convinzione che, come detto da Mancini parlando di Spagna, Belgio, Francia e Olanda, “queste sono le nazionali più forti, ma non penso che siano superiori a noi”.