“È la dura legge del gol, fai un gran bel gioco però se non hai difesa gli altri segnano e poi vincono”. Con questa celebre frase Max Pezzali, nella canzone “La dura legge del gol”, ha provato a sintetizzare ciò che spesso capita nel calcio. Una squadra ha in mano il possesso del gioco, crea azioni ma non riesce a concretizzare. Al contrario gli avversari, riuscendo a sfruttare le poche occasioni della partita, riescono a segnare e di conseguenza a vincere il match.

Lazio-Celtic


Questo potrebbe essere il riassunto della partita di Europa League della Lazio contro i britannici del Celtic. Sicuramente il clima pre-partita non ha agevolato la formazione di casa. La Curva Nord è stata chiusa per squalifica a seguito dei saluti fascisti dei tifosi romani contro il Rennes. Inoltre, prima del fischio d’inizio ci sono stati disordini tra le due tifoserie (i tifosi britannici presenti ieri allo stadio erano circa 9.000). A tutto ciò va aggiunta l’importanza della sfida. La squadra di Inzaghi, vista la pessima situazione nel girone, era chiamata alla vittoria.

celtic-lazio

Primo tempo


Il tecnico del club capitolino schiera Strakosha tra i pali. In difesa, con il solito Acerbi, completano il reparto Luiz Felipe e Vavro. A centrocampo le novità sono Parolo e Jony al posto di Luis Alberto e Lulic. In attacco viene lanciato il duo Caicedo-Immobile.

La Lazio, dopo un buon approccio alla gara, trova all’istante il gol che sblocca la partita. Il solito Immobile raccoglie l’ennesimo cross di Lazzari, deviato da Caicedo, e di piatto destro trafigge Forster al 7’ minuto di gioco. La partita, a questo punto, sembra aver assunto già una propria fisionomia. I biancocelesti che attaccano e il Celtic in grossa difficoltà. La Lazio crea tanto quanto spreca. Il gol del 2 a 0 non arriva e al contrario al 38’ i britannici pareggiano: Elyounoussi scippa il pallone a Milinkovic-Savic e trova Forrest sulla fascia destra. Acerbi, incredibilmente, manca l’intervento lasciando il terzino libero di battere Strakosha con un bel destro ad incrociare.

Secondo tempo


Nella ripresa il copione è sempre lo stesso con la squadra di casa che attacca insistentemente e la squadra ospite che difende a tutti i costi il momentaneo pareggio. I biancocelesti, complici le grandi parate di Forster, errori personali e un po’ di sfortuna non riescono a buttarla dentro. “Gol mangiato gol subito”. Ed è proprio cosi che si conclude la sfida. La Lazio subisce nel finale il contropiede e il conseguente gol di Ntcham, che con un tocco morbido scavalca l’estremo difensore laziale.

Situazione compromessa, o quasi

La situazione nel gruppo E rimane invariata. Capolista del girone il Celtic che, grazie alla vittoria all’Olimpico si porta a quota 10. Ad un solo punto di distacco, si trova il Cluj a 9 punti. I rumeni, nonostante l’uomo in meno, vincono di misura contro il Rennes, ultimo del girone a un punto. I biancocelesti occupano la 3° posizione, una sola vittoria e 3 sconfitte. Le possibilità di passare alla fase ad eliminazione diretta sono ridotte al minimo. La speranza è che il Cluj perda le prossime due partite (dando per scontato le vittorie della squadra romana).

L’Europa tasto dolente

Alla vigilia della partita, in molti si sarebbero aspettati una grande prestazione degli uomini di Inzaghi. La Lazio, infatti, reduce da 4 vittorie consecutive in campionato, di cui due in trasferta con Fiorentina e Milan, aveva più di una possibilità di invertire la rotta anche in Europa League. Nella sua storia recente, i migliori risultati europei la Lazio li ha ottenuti nella stagione 2012-13 e nel 2017-18, eliminata in entrambe le occasioni ai quarti di finale. Dal 2009, la squadra di proprietà del presidente Lotito ha mancato solo due volte la qualificazione ai gironi di Europa League. Purtroppo la squadra non è riuscita, negli ultimi anni, a trarre beneficio da questa competizione. Nonostante ciò mancano ancora due partite ed è importante ricordare che la speranza è l’ultima a morire.