30esima giornata Serie A, invasione di campo: disastro Inter e Lazio, Juve in fuga

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Ritorna la rubrica che analizza i match più importanti di ogni giornata di Serie A. Si muove più di qualcosa in vetta, con Lazio e Inter che si fermano e la Juventus che allunga. Si può parlare già di campionato chiuso? Intanto l’Atalanta si avvicina all’Inter e il Milan di Pioli continua a fare punti. Nel big match di domenica sera, Napoli batte Roma 2-1 grazie a una magia di Insigne.

La Juve allunga: è +7

13 gol segnati in 4 partite. Questo è lo score della Juventus dalla ripresa del campionato post coronavirus, che appare sempre più convincente. Nel derby contro il Torino i bianconeri vincono per 4-1, controllando il match per larghi tratti. Apre le danze il solito Paulo Dybala, con uno slalom dei suoi. Raddoppio segnato in contropiede da parte di Cuadrado, servito ottimamente da un Cristiano Ronaldo in versione altruista.

Allo scadere del primo tempo il Torino accorcia le distanze grazie a un rigore di Belotti, che però non cambia la sostanza della partita: infatti nella ripresa Cristiano Ronaldo segnerà la sua prima punizione da quando è alla Juventus, ristabilendo le distanze. Il quarto goal dei bianconeri scaturisce da un goffo tentativo di spazzare da parte di Djidji. Juventus che si presenterà nel prossimo match contro il Milan senza gli squalificati Dybala e de Ligt.

Pagelle: Buffon 6.5; Cuadrado 7.5, de Ligt 6.5, Bonucci 6, Danilo 6; Bentancur 6.5, Pjanic 6 (Matuidi 5.5), Rabiot 6.5; Bernardeschi 5 (Douglas Costa 6), Dybala 7 (Higuain 6), Ronaldo 7. All. Sarri 6.5

(di Fabiano Gasparini)

Lazio di nuovo KO con tantissime difficoltà: addio al sogno scudetto?

Spenta, senza idee e deludente. Questa è stata la Lazio nel match contro il Milan. Senza le due punte davanti, la squadra di Inzaghi non ha mai davvero creato problemi alla difesa rossonera. Il poco possesso ma soprattutto la penuria di attaccanti a fare lottare in area di rigore avversaria ha quasi definitivamente fatto crollare il castello biancoceleste tenuto su per giornate. Al 23′ Calhanoglu inganna Strakosha con un tiro deviato da Parolo e poi su rigore Ibrahimovic al 34′ chiudono il match già nel primo tempo. Il Milan toglie il suo top player svedese ma il risultato non cambia, anzi, peggiora per la Lazio con il gol del definitivo 3-0 segnato da Rebic.

L’unico salvabile e che si guadagna la sufficienza è il solito Lazzari, che nonostante i problemi fisici, gioca un buon match, segnando anche a Donnarumma, ma il gol viene annullato per fuorigioco. Una brutta Lazio ora è a -7 dalla Juve che quindi scappa via nella corsa scudetto. Occhio però perché il calendario della Lazio (che nella prossima giornata fa visita al Lecce terzultimo) è molto più facile di quello bianconero, anche se, con queste prestazioni, i biancocelesti devono preoccuparsi sia dell’Inter (+1) sia dell’Atalanta (+5).

Pagelle: Strakosha 4.5; Patric 5, Acerbi 5.5, Radu 5.5 (Vavro 5); Lazzari 6, Milinkovic-Savic 5 (D.Anderson 5), Lucas Leiva 5 (Adekanye 5.5), Parolo 5.5, Jony 5 (Lukaku 5); Luis Alberto 5, Correa 5 (Cataldi 5.5). All. Inzaghi 5

(di Christian Poliseno)

Milan spettacolo: all’Olimpico con la Lazio finisce 0-3

Un Milan, quello visto all’Olimpico che incanta, delizia, e spezza forse definitivamente i sogni scudetto della Lazio. Lo fa mettendo in mostra un gioco solido, fluido e capace anche di colpire: le tre reti messe a segno contro i biancolesti portano la firma di un ritrovato Hakan Calhanoglu, poi uscito per infortunio, del solito e fortunato (nel rigore) Ibrahimovic e dell’uomo del 2020 Ante Rebic. Il Milan dell’Olimpico però non è solo riassumibile in questi tre soggetti: bisogna citare, infatti una difesa solida, agevolata sicuramente dall’assenze di Immobile e Caicedo, bisogna sottolineare la prova di Kessie, del riscattato Saelemekers e di Giacomo Bonaventura che inspiegabilmente non rinnoverà finita la stagione.

Il diavolo ha giocato un brutto scherzo alle Aquile, il cui sogno scudetto si allontana sempre di più: paradossalmente è proprio il Milan che può regalare una residua chance tricolore agli uomini di Inzaghi. Martedì infatti a San Siro i rossoneri incontreranno la Juventus di Sarri che dovrà fare ameno di due pedine imprescindibili: Dybala e De Ligt. Chissà che proprio il Milan non sia l’arbitro ancora una volta dello scudetto.

Pagelle: Donnarumma 6; Conti 7, Kjaer 6.5, Romagnoli 6.5, T.Hernandez 7; Kessie 7, Bennacer 6.5 (Biglia SV); Saelemaekers 7.5, Bonaventura 7 (Krunic 6), Calhanoglu 7 (Paqueta 6); Ibrahimovic 7.5 (Rebic 7). All. Pioli 7

(di Antonio Di Cello)

Disastro Inter: sconfitta 2-1 contro un Bologna in “Gambia”

Questa proprio non ci voleva. Sconfitta amara che brucia per Conte e i suoi ragazzi. Tre punti buttati al vento, in vantaggio di un gol e di un uomo, l’Inter è riuscita a farsi rimontare dal Bologna dell’ex Mihailovic. Sblocca il match, manco a dirlo, Romelu Lukaku che raccoglie un pallone vagante in area e di sinistro fa 1-0.  Ad inizio secondo tempo Soriano viene espulso per qualche parola di troppo nei confronti dell’arbitro. Sembra fatta per i nerazzurri che qualche minuto più tardi vedono fischiarsi anche un calcio di rigore. Sul dischetto non va Lukaku, ma Lautaro, forse per scrollarsi di dosso le critiche a lui rivolte per la trattativa con il Barcellona. Sta di fatto che l’argentino non si scrolla proprio niente, anzi, rincara la dose. Il numero 10 si fa ipnotizzare da Skorupski, sulla ribattuta arriva Gagliardini che ormai è abituato a sbagliare gol del genere e calcia ancora tra le mani del portiere polacco.

L’Inter si disunisce e perde le distanze. Esce fuori allora il Bologna con i suoi velocisti. La rimonta emiliana viene servita direttamente dal Gambia. Prima Juwara e poi Barrow ribaltano la situazione e affossano l’Inter. I due gol vengono intervallati dall’espulsione di Bastoni per doppia ammonizione. L’Inter cancella tutto ciò che era stato fatto di buono contro il Brescia. Iniziano i guai anche per Conte che è entrato in confusione. La Lazio è sempre a +4 ma occhio all’Atalanta che adesso è lì a -1 e vuole il terzo posto. Va bene Pazza Inter, ma così è un po’ troppo.

Pagelle: Handanovic 6, D’Ambrosio 6, De Vrij 6, Bastoni 5, Candreva 6.5, Gagliardini 5.5, Brozovic 5.5, Young 6.5, Eriksen 5 (Sanchez 5.5), Lautaro Martinez 5, Lukaku 6.5. All. Conte 5

(di Edoardo Zeno)

Il Napoli batte la Roma 2-1 sotto il segno del capitano Insigne

Dopo la sconfitta rimediata nella scorsa giornata contro l’Atalanta, ai suoi giocatori Gennaro Gattuso aveva chiesto maggiore concentrazione ed applicazione in vista di questo finale di campionato. Alla luce di ciò, quella contro la Roma risultava una gara importante, una chance per dimostrare che la gara di Bergamo non aveva lasciato scottature ed incertezze tra le fila degli azzurri.

Tra le mura amiche del San Paolo il Napoli parte subito forte, intessendo ottime trame di gioco e mostrando un’ottima brillantezza atletica. Dall’altra parte la Roma si difende e cerca di far male in contropiede. Il primo tempo scorre via senza tantissime emozioni, con il Napoli che però sfiora più volte il gol. Gol che finalmente arriva alla ripresa, al minuto 55′: Mario Rui, autore di una splendida partita, mette al centro col mancino e trova l’inserimento del sempre presente Callejon ad insaccare alle spalle del portiere. Il vantaggio azzurro dura poco. Appena 5 minuti più tardi a rimettere in pari i conti ci pensa Mkhitarian dopo un fulmineo contropiede. Il Napoli però non si scoraggia e continua ad attaccare, trovando il definitivo vantaggio all’82’ con uno splendido gioiello a giro sul secondo palo del capitano Lorenzo Insigne.

Pagelle: Meret 6; Di Lorenzo 5.5, Manolas 6 (Maksmovic 6), Koulibaly 6.5, Mario Rui 7; Fabian Ruiz 6.5 (Elmas 6), Demme 6 (Lobotka 6), Zielinski 6.5; Callejon 6.5 (Lozano 6); Milik 6 (Mertens 6.5), Insigne 7.5. All. Gattuso 6.5

(di Emanuele Cardella)

La Roma gioca bene ma esce sconfitta dal San Paolo: è 2-1

Una Roma che dà segnali di vita dopo la scorsa brutta sconfitta in casa contro l’Udinese. Fonseca cambia ancora e schiera per la seconda volta in questo campionato la difesa a tre, che poi è una linea a cinque in fase difensiva. I giallorossi, dunque, gestiscono il match del San Paolo con una buona difesa e contropiedi abbastanza efficaci. Apre le marcature del Napoli lo spagnolo Callejon, che insacca di testa sotto le gambe di Pau Lopez, quest’ultimo comunque autore di una grande partita.

A dare l’illusione di una possibile vittoria è il gol del pareggio dell’armeno Mkhitaryan, che con un colpo da biliardo punisce Meret sul primo palo da fuori area. Un capolavoro a giro di Insigne, però, regala la vittoria agli azzurri che forse meritavano il pareggio. Ora, nelle prossime giornate, il tecnico portoghese dovrà difendere il sesto posto, ma anche il settimo (il Milan è a a -2).

Pagelle: Pau Lopez 7, Mancini 6, Smalling 5.5 (Fazio 5), Ibanez 6.5; Zappacosta 5.5, Pellegrini 5.5 (Cristante 5), Veretout 6.5, Spinazzola 5.5; Mkhitaryan 6.5; Kluivert 5 (Zaniolo 5.5), Dzeko 6.5. All. Fonseca

(di Matteo Celletti)