31esima giornata Serie A, invasione di campo: Milan e Napoli da ritmo scudetto, il meccanismo Inter non gira più

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Una 31esima giornata di Serie A ricca di emozioni. Il Milan batte la Juventus con una clamorosa rimonta, il Napoli si riconferma una squadra quasi imbattibile e la Roma torna alla vittoria. Male invece Inter e Lazio, fermate dall’Hellas Verona e dal Lecce.

Lazio, così proprio no

Un’altra sconfitta per la Lazio. 3 nelle ultime 5. È sempre più in crisi la squadra biancoceleste che anche a Lecce, al Via del Mare, torna a casa con 0 punti. I giocatori non ci sono né con la testa né con le gambe. Errori, possesso palla sterile, tante conclusioni poco precise. Davvero male. La gara ha un inizio scoppiettante, col Lecce che passa in vantaggio dopo 2 minuti, poi VAR e gol annullato. Riprende il gioco e Caicedo sfrutta un grave errore del portiere salentino Gabriel e porta in avanti la Lazio. Al 30′ Babacar rimette la gara in parità sfruttando di testa un’azione sulla destra di Falco. Sul finire del primo tempo il Lecce ottiene un calcio di rigore ma lo sbaglia. Il gol però arriva comunque 2 minuti dopo la ripresa. Da angolo di Saponara, Lucioni incorna a rete ed è 2-1 per i salentini.

La Lazio non riesce a riprendersi e non riesce a segnare. Nonostante anche i 10 minuti di recupero concessi dall’arbitro Maresca, il risultato finale è di 2-1. Negli ultimi secondi di gara c’è anche spazio per la follia di Patric, che morde Donati al braccio. Espulso. Lazio in crisi, che oggettivamente perde un’occasione d’oro per avvicinare la Juventus, sconfitta in serata col Milan. Ormai gli aquilotti sono al capolinea…proveranno a fare un’inversione di rotta e provare il gran colpo ad effetto sullo scudetto? Oppure hanno già mollato? Lo scopriremo sabato, quando alle 17:15 la Lazio ospiterà allo Stadio Olimpico di Roma il Sassuolo.

Pagelle: Strakosha 5.5; Patric 4, Acerbi 6, Radu 5.5 (dal 46′ Luiz Felipe 6); Lazzari 5.5 (dal 85′ Adekanye s.v.), Parolo 5 (dal 70′ Cataldi 5.5), Leiva 5.5 (dal 46′ Milinkovic-Savic 6.5), Luis Alberto 6.5, Jony 5.5 (dal 46′ Lukaku 5.5); Caicedo 6, Immobile 5. All. Inzaghi 5.5

(di Christian Poliseno)

Blackout Juve: cosa caspita è successo ai bianconeri?

Inverosimile ciò che è accaduto a San Siro nella sfida fra Milan e Juventus. La compagine bianconera, dominante ed in vantaggio di due reti all’inizio del secondo tempo, riesce a farsi recuperare ridicolmente da un Milan mai domo concludendo la partita con quattro reti al passivo. Evento che non si registrava dalla finale di Champions a Cardiff nel 2017 e in Serie A dalla famosa rimonta della Fiorentina al Franchi ad ottobre 2013.
Palesemente un calo di tensione inspiegabile avvenuto già varie volte in questa stagione, a cui Sarri ancora non ne è venuto a capo.


Da salvare indubbiamente tra i bianconeri sono i due marcatori: Rabiot, autore finalmente di una grande prestazione, e il solito Cristiano Ronaldo, l’unico a crederci fino in fondo.
Assolutamente bocciati e sciagurati Rugani, che si dimostra totalmente inadatto ad indossare la maglia della Juventus, Bonucci ed Alex Sandro, appena tornato dall’infortunio e subito pronto a far danni.
Milan che ribalta le due reti iniziali dei bianconeri con un rigore di Ibrahimovic, Kessie per il 2-2 e per completare la rimonta una rete di Leao e una del solito Ante Rebic.
Bianconeri che sono attesi sabato dall’ormai sfida scudetto contro l’Atalanta.


Pagelle: Szcezcny 5; Cuadrado 5.5, Rugani 4, Bonucci 4.5, Danilo 5 (Alex Sandro 0); Bentancur 6.5 (Muratore SV), Pjanic 6 (Ramsey 5.5), Rabiot 7(Matuidi 5.5); Bernardeschi 5.5, Higuain 5 (Douglas Costa 5), Ronaldo 7. All. Sarri 4

(di Fabiano Gasparini)

Milan travolgente: anima e cuore hanno la meglio sulla Juventus

Clamoroso a San Siro. Un Milan, sotto di due reti, reagisce colpo su colpo e alla fine ha la meglio su una Juventus forse presuntuosa e narcisista. Lo fa con i suoi oramai uomini chiave: con Ibrahimovic, con il solito Rebic ancora a segno, e con Rafael Leao che potrebbe essere un giovane di cui i primi fiori iniziano a nascere. Strapotere Milan, che doma una Juventus in palla per 50 minuti di gioco, ma che poi si perde per strada,e concede al Diavolo di risorgere e di ritornare in paradiso. Una serata che i rossoneri ricorderanno a lungo, quella di un San Siro vuoto, ma che è stato teatro forse di un ultimo grande concerto di Ibrahimovic che probabilmente a fine stagione lascerà la sua amata, è il caso di dirlo Milan, sponda rossonera. L’ennesima rivoluzione attende il Milan, ma adesso è il momento di gioire per una settimana d’oro: 6 punti in 3 giorni con le prime due forze del campionato vogliono dire che i rossoneri, quando hanno voglia di dimostrare possono giocarsela con tutti

Pagelle: Donnarumma 7; Conti 7 (Calabria SV), Kjaer 5.5, Romagnoli 5.5, T. Hernandez 6;Kessie 7.5,Bennacer 6.5; Saelemakers 6 (Leao 7),Paqueta 5.5 (Calhanoglu 6.5), Rebic 7 (Krunic SV); Ibrahimovic 7.5 (Bonaventura 7). All. Pioli 7.5

(di Antonio Di Cello)

Un Napoli convincente inguaia il Genoa: finisce 1-2 al Marassi

A Marassi la partita tra Genoa e Napoli ha visto due squadre con motivazioni parecchio differenti. I rossoneri con la necessità urgente di fare punti per uscire dalla zona retrocessione, gli azzurri con nulla più da chiedere al proprio campionato. Per tale motivo per il Napoli il match poteva divenire una trappola, fortunatamente però così non è stato.

Sin dal fischio iniziale la partita si colora di azzurro. Il Napoli crea, gioca, si rende pericoloso e si diverte. Il vantaggio partenopeo è nell’aria ma arriva solo sul finale del primo tempo grazie alla rete del solito Dries Mertens. Nella ripresa ecco però una nota negativa: così come accaduto con l’Atalanta, il Napoli inciampa in un blackout di qualche minuto che gli costa il pareggio. E’ 1-1 Genoa. Questa volta però il Napoli reagisce subito e 15 minuti più tardi trova il definitivo vantaggio con il gol di Lozano, sempre più decisivo da subentrante.

Pagelle: Meret 6; Hysaj 6.5, Manolas 6, Maksimovic 5.5, Mario Rui 6.5; Fabian Ruiz 7 (Allan SV), Lobotka 6.5, Elmas 6.5 (Zielinski SV); Politano 6.5 (Lozano 7), Mertens 6.5 (Milik 5), Insigne 7 (Younes SV). All. Gattuso 7

(di Emanuele Cardella)

Ossigeno per la Roma: rischia ma torna alla vittoria

La Roma prende una boccata d’ossigeno e torna al quinto posto in classifica appaiata al Napoli: i giallorossi, però, sono avanti per differenza reti negli scontri diretti. La squadra di Fonseca, dunque, torna alla vittoria allo Stadio Olimpico contro un Parma non brillantissimo, anch’esso in crisi. Il tecnico portoghese schiera di nuovo la difesa a tre con una importante novità: Cristante centrale di difesa. Ed è proprio il giocatore ex Atalanta che atterra Cornelius goffamente nel primo tempo e regala un rigore ai crociati che poteva tranquillamente essere evitato.

La Roma riesce però a riacciuffare il pareggio prima che le due squadre vadano al riposo, con un bel tiro di Mkhitaryan, che si conferma l’uomo più in forma e decisivo dei giallorossi post lockdown. Al 57esimo infatti, proprio su una grande incursione dell’armeno, il club capitolino trova la rete del 2-1 con una grande conclusione a giro di Veretout sul secondo palo. Prima del termine della gara la squadra di Fonseca soffre ed è anche fortunosa: Fabbri va al VAR per rivedere un presunto fallo di mano di Mancini in area di rigore e inspiegabilmente non assegna il tiro dal dischetto tra le veementi proteste dello staff e dei giocatori del Parma.

Pagelle: Pau Lopez 6; Mancini 6, Cristante 5.5, Ibanez 6.5; Bruno Peres 6 (Kolarov 6), Diawara 6.5 (Villar 5), Veretout 7, Spinazzola 6.5; Pellegrini 6.5 (Carles Perez SV), Mkhitaryan 7 (Zaniolo SV); Dzeko 6. All. Fonseca 6

(di Matteo Celletti)

L’Inter stecca ancora, 2-2 contro il Verona: ora Conte è quarto

Seconda partita consecutiva dell’Inter senza i vittoria. I ragazzi di Conte inciampano ancora, stavolta a Verona contro l’Hellas. 2-2 il risultato finale che serve ben poco ai nerazzurri. Mancata l’opportunità di portarsi a -1 dalla Lazio, l’Inter si fa anche superare dall’Atalanta che adesso occupa il terzo posto. Lukaku e compagni ora sono quarti, praticamente certi di un posto in Champions League, ma autori di una stagione che sta diventando deludente. Nonostante la prestazione non delle migliori, l’Inter riesce a ribaltare, anche con un po’ di fortuna, il vantaggio iniziale di Lazovic.

Segna prima Candreva e poi un autogol di Di Marco su cross dello stesso esterno italiano. Sembra fatta per l’Inter che era riuscita a riacciuffare una partita complicati. All’86’ arriva la doccia fredda, anzi ghiacciata. Il piatto mancino di Miguel Veloso dal limite dell’area trafigge Handanovic e pareggia i conti. L’Inter sta male fisicamente e mentalmente, sembra aver perso tutte le idee di gioco. Poco attenta in difesa e poco propositiva in attacco. Ieri la trama è stata questa: palla a Lukaku e vediamo che succede. Mettere Eriksen all’88’ forse è un po’ tardi.

Pagelle: Handanovic 6, Skriniar 4.5, De Vrij 5.5, Godin 5.5, Candreva 7, Brozovic 5.5 (Vecino 5.5), Gagliardini 5.5, Young6, Borja Valero 6 (Eriksen sv), Sanchez 7 (Lautaro Marinez 5.5), Lukaku 6.5 All. Conte 5

(di Edoardo Zeno)