Fabian Ruiz e l’elogio dell’eleganza anarchica

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Ci sono alcuni giocatori che non possono essere imbrigliati in schemi tattici fissi. Giocatori per certi versi anarchici, a cui non si può chiedere di svolgere il compitino, li si limiterebbe fin quasi ad annullarli. L’anarchia di cui si parla in questo caso, va specificato, non è da confondere con l’indisciplina tattica.

Il calciatore indisciplinato non segue i dettami tattici dell’allenatore, o per volontà o per inadempienza. Il calciatore anarchico trasforma invece questi dettami in indicazioni di base su cui ricamare il proprio capolavoro, dipingendo un quadro futurista da una semplice bozza.

Fabian Ruiz rientra nella categoria di calciatori anarchici, se non si è convinti di ciò lo si provi a catalogare in un ruolo specifico del campo. Regista? Mediano? Mezzala? Esterno di centrocampo? Seconda punta? Trequartista? Difficile identificarlo, quasi impossibile.

Fabian Ruiz e l’anarchia tattica

Tutti i ruoli precedentemente elencati sono stati ricoperti dal centrocampista spagnolo dal suo arrivo al Napoli fino ad oggi, in appena una stagione ed un mese quindi. Il motivo di ciò risiede nel fatto che Carlo Ancelotti per primo ha carpito l’essenza anarchica del calciatore.

Fabian Ruiz può ricoprire tutti i ruoli dal centrocampo in su e può farli tutti bene, alla sua maniera. La straordinaria tecnica, abbinata ad un’eleganza innata e soprattutto ad un uso magistrale dello spazio che lo circonda, fanno del calciatore spagnolo un potenziale fenomeno che non può far altro che crescere. La sua età, 23 anni compiuti ad Aprile, non fa altro che aumentare le speranze di un futuro roseo e molto prossimo.

Non è un caso se il centrocampista azzurro sia diventato punto fermo ed imprescindibile della nazionale spagnola under-21 e che abbia attirato su di sé l’attenzione dei grandi club, Barcellona su tutti.

Il gol di Fabian Ruiz contro il Lecce

L’ultimo gol siglato da Fabian Ruiz con la maglia del Napoli può essere un buon riassunto generale delle caratteristiche del ragazzo. Minuto 52′ al Via del Mare. Il Lecce, avversario di giornata degli azzurri, sta attaccando per provare a rimontare il doppio svantaggio causato dalle reti di Llorente prima ed Insigne poi. Su una ripartenza però, dopo una palla recuperata a centrocampo, il Napoli si dimostra letale.

Insigne porta avanti il pallone e lo vede d’esterno sulla corsa a Fabian Ruiz. Lo spagnolo ha una prateria davanti ed allunga la falcata in direzione dell’area di rigore. Giunto a 25 metri dalla porta protetta dal giallorosso Gabriel, il centrocampista azzurro sterza sul suo mancino, si aggiusta la sfera con un altro tocco e fa partire un tiro a giro che si insacca in rete sfiorando il secondo palo e risultando imparabile per il portiere.

Nel gol di Fabian Ruiz, che con il Lecce ha iniziato la gara da mezzala in un centrocampo a 3 per poi passare a giocare esterno a destra con lo schieramento a 4, si evincono tutte le migliori caratteristiche del talento spagnolo. Un buon passo ampio e cadenzato, un uso dello spazio caparbio ed intelligente, un dribbling elegante ed efficace, una buonissima velocità d’esecuzione ed una capacità balistica indiscussa.

“Fabian Ruiz è un elegante anarchico”

Che quindi parta da destra, sinistra, mezzala, regista o trequartista poco importa, Fabian Ruiz saprà ritagliarsi nel corso della partita lo spazio del terreno di gioco su cui agire per risultare decisivo. Perché i giocatori che eseguono diligentemente il proprio compito servono sempre nella propria squadra ma sono quasi sempre i giocatori anarchici a far appassionare le persone a questo fantastico sport. E Fabian Ruiz è un elegante anarchico. Un talento cristallino, potenziale fenomeno, che può far innamorare del gioco del calcio.