Qualificazioni Europei, la sorpresa Ucraina

esultanza-ucraina

Ecco la sorpresa delle qualificazioni agli Europei del 2020: l’Ucraina. Mancano ormai due giornate alla fine dei gironi di qualificazione al prossimo campionato Europeo e, mentre alcune nazionali si contendono ancora il passaggio del turno come nel caso del gruppo A, dove il Kosovo sta dando filo da torcere ad Inghilterra e Repubblica Ceca, e del gruppo C, il cui primato viene aspramente conteso tra Germania, Olanda e Irlanda del Nord, l’Ucraina di Andrij Shevchenko è già sicura del primato nel girone in seguito alla vittoria ottenuta ai danni del Portogallo di Cristiano Ronaldo, in goal su rigore per la settecentesima volta, lo scorso 14 ottobre.

Con 19 punti all’attivo, al pari di Francia e Turchia, 15 goal realizzati ed appena 2 subiti, la squadra allenata dall’ex bomber rossonero è una delle squadre più in forma della competizione, oltre ad essere una delle poche nazionali ancora imbattute, nonostante la presenza dei campioni in carica nel proprio girone e della Serbia, squadra storicamente ostica e sempre giunta alle fase finali degli europei.

Gli indiscussi meriti del tecnico

Dopo essere stato nominato collaboratore del commissario tecnico Mykhaylo Fomenko il 16 Febbraio 2016, Andrij Shevchenko diventa ct della nazionale ucraina a luglio dello stesso anno. A distanza di appena quattro anni dall’addio al calcio giocato, l’ex pallone d’oro prende le redini della sua nazionale per renderla competitiva e ambiziosa.

Nella sua recente storia, l’unico grande risultato della nazionale dell’est Europa è l’incredibile qualificazione ai quarti di finale di Coppa del Mondo del 2006, contro l’Italia di Lippi che superò il turno, approdando in semifinale contro i tedeschi padroni di casa, con un perentorio 3-0. Dopo quella positiva esperienza, l’Ucraina non riuscì a qualificarsi né per gli Europei del 2008, né per il mondiale del 2010 in Sudafrica.

La successiva qualificazione ad una competizione internazionale fu quella ai campionati Europei del 2012, che fu di fatti l’ultimo anno di Shevchenko da giocatore della nazionale. In quell’anno la competizione si svolse in Polonia e proprio in Ucraina. Nonostante la maggioranza di pubblico a sostegno, la selezione giallo-blu non riuscì a superare il girone, lasciando la competizione anzitempo.

La scelta del campione classe 76’ per la panchina ucraina segna una svolta importante. Archiviata la non memorabile prestazione all’europeo del 2016, i risultati iniziano ad intravedersi e la squadra registra un netto cambio di rotta, che culmina con gli ottimi risultati ottenuti in quest’ultimo anno.

Solidità difensiva, compattezza a centrocampo e prolificità in attacco; queste le caratteristiche principali di questa squadra, capace di affrontare a viso aperto nazionali più esperte e vincenti, come nel caso della Repubblica Ceca, sconfitta sia in casa che in trasferta. Il merito più grande da attribuire al tecnico è l’iniezione di fiducia che ha saputo somministrare alla squadra, che ora riesce ad esprimere un calcio spregiudicato e volto continuamente alla fase offensiva, come attestano i numeri precedentemente riportati.


5 vittorie negli ultimi 5 incontri sono la chiara dimostrazione che l’Ucraina sarà un avversario scomodo ai prossimi europei per qualunque squadra e che vorrà ardentemente, per la prima volta nella sua storia, raggiungere la fase ad eliminazione diretta.