Milan, bilancio del mercato estivo: chi sta convincendo di più?

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19 giugno 2019, l’inizio di un nuovo anno zero per il Milan. Marco Giampaolo è il nuovo allenatore del club di Via Aldo Rossi. Ci sono tutti i propositi affinché questa possa essere la stagione giusta, della svolta per il Diavolo. Il mercato estivo non sarà fatto di nomi di alto spessore, sarà un mercato equilibrato, composto da giovani e scommesse alla ricerca della gloria.

Una stagione che non inizia con il piede giusto, con la sconfitta contro l’Udinese e le vittorie sofferte con Brescia e Verona, con quest’ultima in dieci uomini. L’avventura di Giampaolo sarà tanto breve quanto intensa, dopo aver conquistato solo 9 punti in 7 giornate ed essere sostituito da Pioli. Ennesimo mercato costruito male? Analizziamo il tutto step by step.

Theo Hernandez: dai “Galacticos” a perno della fascia sinistra del Diavolo

Theo Hernandez arriva dal Real Madrid con un prestito oneroso da 2 milioni di euro e con un riscatto di 18 previsto tra due anni. Nonostante i suoi 21 anni, il francese ha molta esperienza sulle spalle. Infatti è cresciuto, insieme al fratello Lucas, nelle giovanili dell’Atletico Madrid, fino a raggiungere il tetto d’Europa con il Real. Inizialmente sembrava che il suo destino potesse essere già segnato: panchina, panchina e panchina. Ad un certo punto però, qualcosa inizia a cambiare. 21 settembre 2019, Derby della Madonnina, minuto 72, entra al posto dell’ormai contestato Rodriguez. 

Sulla fascia, da quel momento in poi, sarà come “Tempesta ed Impeto”. Veloce, attento alla marcatura e anche pericoloso in chiave offensiva. Da quel momento, la fascia sarà sua, entrerà nei titolari inamovibili, ma soprattutto nel cuore dei tifosi. Un giocatore che poteva far comodo ai Blancos, che ha sempre vissuto all’ombra del fratello: dotato di buona velocità e tecnica, oltre ad essere un buon crossatore, è un terzino più votato alla fase offensiva che però, favorito anche dalla notevole forza fisica, risulta efficace anche in copertura.

Rebic: non classificabile

Ante Rebic arriva dall’Eintracht Francoforte con uno scambio di prestiti con André Silva. Rebic già conosce l’ambiente italiano in quanto ex giocatore di Fiorentina e Verona. Arriva dal club tedesco con un bottino di 17 goal in 78 presenze. Giocatore duttile, può giocare sia come esterno sinistro, sia come punta centrale. 

Il croato dispone sia di velocità che di forza. Ma tutte queste doti dove sono? Perché non viene preferito a Piatek in pessima forma? Purtroppo il Rebic apparso ai nostri occhi è un giocatore goffo nei movimenti e non eccellente tecnicamente. Tuttavia, quantunque ci siano molte lacune, a sua discolpa ci sono anche i pochi minuti giocati dall’inizio del campionato che non ci hanno dato modo di analizzare meglio le sue doti.

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Krunic e Bennacer

Krunic e Bennacer arrivano entrambi dall’Empoli con molto scetticismo, visti nell’ottica del milanista medio come “acquisti mediocri poiché dell’Empoli”. Un inizio “timido” per i due ex azzurri ma che poco a poco hanno saputo dimostrare il proprio valore. Bennacer mette in mostra un’ottima prestazione con la Lazio, buoni inserimenti, veloce, e con convincente visione sui cambi di gioco.

Anche per Krunic, buona prestazione contro i biancocelesti. Bravo a muoversi negli spazi stretti, ha un buon controllo palla oltre che ottime capacità di inserimento e una buona visione di gioco che gli consente di fornire assist ai compagni. Entrambi hanno dell’ottimo potenziale, devono essere bravi a saper sopportare la pressione che un ambiente come quello del Milan può mettere loro.

Duarte e l’ombra di Thiago Silva

I brasiliani e il Milan hanno sempre avuto un’ottima alchimia. Da Dida, Cafù, fino ad arrivare ai vari Thiago Silva, Robinho e Pato. Dal canto suo Duarte, appena arrivato, ha voluto ribadire la sua volontà di ripercorrere gli stessi passi di Thiago Silva.

Tuttavia, finora, sembra lontano dall’ex numero 33 rossonero. Un difensore molto impacciato, a differenza di quanto visto in Brasile dove ha dimostrato di essere dotato di grande esplosività e senso della posizione. Può giocare anche come terzino. Il fatto che sia impacciato, confuso su alcune situazioni di gioco, non ha giovato a suo favore.

Leao “meravigliao”?

Classe ’99, rapido, bravo nell’uno contro uno, e con qualità nel gioco aereo. Così si presenta Rafael Leao, astro nascente del calcio contemporaneo. Data la sua giovane età, ha bisogno di tempo, soprattutto per ambientarsi nel calcio nostrano. Bravo nei movimenti ad accentrarsi in area e ottimo come esterno, dove in alcune occasioni ha saputo mettere in difficoltà anche un giocatore come Godin. Ha bisogno di crescere e maturare dal punto di vista offensivo per diventare un pilastro in chiave goal.