Nel quinto turno del girone C di Champions League, l’Atalanta batte 2-0 la Dinamo Zagabria. Con questa vittoria i ragazzi guidati da Gian Piero Gasperini si prendono i primi tre punti nel girone e possono sperare in un’incredibile qualificazione agli ottavi.
La Dea può ancora crederci
Il 26 novembre diventa una giornata da ricordare dalle parti di Bergamo, perché coincide con la prima storica vittoria della Dea in Champions League. Tuttavia, i tifosi bergamaschi sono molto lontani dal cantar vittoria: ad appena un turno dalla fine la squadra è ancora ultima nel girone. L’attuale situazione in classifica racconta del Manchester City primo a 11 punti, lo Shakhtar Donetsk secondo a 6, la Dinamo Zagabria terza a 5 punti e l’Atalanta ultima in classifica a 4. Ma i giocatori hanno più di un motivo per credere in una storica qualificazione. Dagli ultimi due turni (goleada subita contro il City inclusa) la squadra del Gasp ha iniziato a mostrare il suo effettivo valore nel palcoscenico dell’Europa che conta. Qualità che gli appassionati di Serie A conoscono già da molto tempo, tanto che l’Atalanta è oramai universalmente considerata tra le principali potenze calcistiche del nostro campionato.
E proprio nell’ultima partita tutte le sue potenzialità si sono concretizzate. La Dea non solo ha vinto: nel secondo tempo ha surclassato l’avversario da ogni punto di vista, tanto che il 2-0 che porta la firma di Luis Muriel e del Papu Gomez risulta essere più che mai stretto dopo una miriade di occasioni da gol create. Tanto per citare alcune statistiche stiamo parlando di 9 tiri in porta contro uno solo degli avversari, per quanto una nota di merito spetta alla traversa dell’attaccante Orsic, un possesso palla del 59% e una precisione nei passaggi del 79%. Quindi come può l’Atalanta passare il girone? Semplice, vincendo in Ucraina sperando che il City non perda contra la Dinamo.

I protagonisti del match
Sebbene tutta la squadra abbia dato prova, come spesso accade, di saper interpretare un grande calcio, non è difficile stabilire il migliore in campo di questa partita: il Papu Gomez. Il numero 10 ha giocato un match semplicemente perfetto, coronato da un grandissimo gol dalla trequarti nell’angolo più lontano dal portiere. In effetti, l’intera partita può essere vista come il momento più alto nella carriera dell’uomo simbolo del rinascimento atalantino. Per tutto il tempo di gioco l’argentino non ha fatto altro che dribblare chiunque gli si ponesse davanti e fare tunnel agli avversari: ben 4 per l’esattezza, di cui l’ultimo ha portato al raddoppio, e calciare micidiali cross.
Ad affiancare l’argentino in attacco c’era Muriel. Anche il colombiano ha giocato una grande partita interpretata da 9 moderno: in copertura lavora per due lasciando spazio al Papu, corre, scatta, taglia, tira. Quando arriva il momento di calciare il rigore che può portare avanti la squadra, dopo i tre lisci di Hateboer e Pasalic, non si tira indietro e con grande freddezza firma l’1 a 0. Come già detto, però, tutta l’Atalanta ha interpretato una grande partita contro una squadra, che nel primo tempo ha “tenuto botta” ai bergamaschi rendendosi più di una volta pericolosa. La formazione guidata da Gasperini, infatti, fa vedere un gioco splendido: veloce, ricco di triangolazioni, sempre in pressing sull’avversario. E soprattutto gioca con una cattiveria agonistica degna delle più grandi squadre europee. Il merito di tutto questo va dato ad un allenatore che ha trasformato in pochi anni una squadra di provincia in una delle società più meritevoli di giocare nell’Europa dei grandi.

