La Juventus è campione d’Italia per il nono anno consecutivo: ha battuto la Sampdoria per 2-0 e ha messo la parola fine su una lotta al cardiopalma verso il titolo. Si tratta dello scudetto numero 36 per il club, o forse del 38°? Questo è il dubbio amletico che tormenta le menti degli appassionati di calcio juventini e non. Proviamo a fare chiarezza.

36 o 38? Ecco cosa dice la FIGC
Conosciamo tutti benissimo la gloriosa storia del club bianconero, compresa quella piccola parentesi che l’ha visto al centro delle polemiche sia calcistiche che giudiziarie più di un decennio fa. A metà degli anni 2000, durante la gestione tecnica di Fabio Capello, tutti i titoli conquistati in quel frangente vennero revocati a causa dello scandalo calciopoli. Nell’estate 2006, la giustizia sportiva toglie alla Juve lo scudetto della stagione 2004/05 e la declassa dal primo all’ultimo posto nella classifica del campionato 2005/06. Quelle due vittorie, quindi, non vengono considerate valide dalla FIGC, la quale, dunque, ne riconosce soltanto 36, vista la revoca delle due sopra citate.

Il punto di vista della Juve
“Ognuno in casa propria espone quello che vuole”. Questo il pensiero del presidente juventino, Andrea Agnelli, che, evidentemente, non ha amai accettato i processi e le sentenze di calciopoli. Ritiene, come forse la stragrande maggioranza dei sostenitori bianconeri, di aver conquistato tutti e 38 i titoli. Sarà, quindi, per questo che in casa Juve si pensa più a festeggiare le vittorie consecutive piuttosto che il numero effettivo di scudetti.
La morale della favola
Di certo, sarà molto difficile trovare una morale alla “favola”. I punti di vista di FIGC e Juventus sono diametralmente opposti e tutto ciò andrà chiarito al più presto. Attraverso questa diatriba, però, si può notare quanto ancora lo scandalo di calciopoli rappresenti una ferita profonda e aperta per il calcio italiano, anche a distanza di 15 anni. La polemica, dunque, continuerà a riproporsi e ad accendersi ogni qualvolta che il club torinese porterà a casa un titolo d’Italia.

