Gabriele Gravina, numero della FIGC, ai microfoni di Sportitalia è intervenuto su moltissimi temi legati sia alla stretta attualità che al futuro prossimo: dalla riapertura degli stadi, al futuro di Roberto Mancini, passando per la decisione su Juventus-Napoli. Un importante intervento in merito anche alla sua rielezione come presidente della Federazione.
Le parole di Gravina
Sull’elezione: “Devo ringraziare Dal Pino per la sua comunicazione ma dobbiamo dire con chiarezza che il risultato non è legato ad un endorsment. Oggi il sottoscritto ha già raccolto la designazione ufficiale di Lega di Serie A, B e Lega Pro. Questo è un dato storico, mi riempie di orgoglio e responsabilità. Per la prima volta nella storia le tre leghe designano un candidato alla presidenza federale. Questo dimostra che il calcio ha voglia di continuare con grande compattezza“.

Sulla questione stadi e sulla loro riapertura: “Io parlo agli sportivi, a coloro che amano il mondo del calcio con il mio linguaggio diretto. La pandemia ha colpito tutto il settore economico nazionale. Prima della pandemia il calcio presentava delle difficoltà che ci sono ancora. Rimedio? Dobbiamo fare in modo che ci sia maggiore sostenibilità. In sostanza quello che è passato come paradigma della ricchezza dobbiamo cominciarlo a ricercare nell’ambito di una riprogettazione del format della Serie A. Noi riapriremo quando la pandemia ce lo permetterà e quando il Governo consentirà ad altri settori pari dignità. Non vogliamo favoritismi. C’è collaborazione col Governo. I tifosi ci mancano“.

Sul futuro del ct Roberto Mancini: “ Io lo sottolineo ancora una volta: la FIGC non può competere rispetto ai club a livello economico. Mancini ha dimostrato grande amore per i nostri valori e io confido in questa sua vicinanza alle nostre idee“.
Sulla decisione di Juventus-Napoli: “La mia posizione è chiara: aspettiamo il giudizio del Collegio di Garanzia e poi finisce questa brutta pagina della storia del calcio. Quando ci sono delle alterazioni legati ad alcuni comportamenti, interviene la Giustizia Sportiva. Io mi rimetto a quello che sarà l’ultimo grado della Giustizia Sportiva. Di fronte alle sanzioni applicate dal Giudice Sportivo, la Federazione non ha bisogno di costituirsi come parte nella contesa. Noi interveniamo solo quando le norme vengono applicate male“.

