Dalla Champions con il Porto al rilancio giallorosso: gioie e dolori delle 1000 panchine di Mourinho

È il 26 Gennaio 1963 e la storia dello sport più seguito al mondo sta per cambiare. Infatti a Setùbal, in Portogallo, nasce José Mario dos Santos Mourinho Félix, o più comunemente noto come José Mourinho.

Quello che in casa Mourinho non sanno, è che il piccolo José diventerà uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio. 25 è il numero di trofei che lo “Special One” conterà in bacheca 58 anni dopo quel 26 Gennaio. Adesso allenatore della Roma, domenica raggiungerà le 1000 panchine in carriera, traguardo riuscito a pochissimi. Andiamo a ripercorrere la sua grande carriera.

I primi passi nel mondo del pallone

Grande amante del pallone già da piccolo, prima di diventare l’allenatore che tutti noi conosciamo, tentò di seguire le orme del padre e iniziò una carriera da calciatore. Mourinho, di ruolo difensore, mosse i primi passi nelle giovanili del Belenenses, squadra che attualmente milita nel maggior campionato portoghese. All’età di 24 anni però, visti gli scarsi risultati ottenuti decise di concentrarsi sulla carriera da allenatore, laureandosi in educazione fisica.

Lo Special One, prima di diventare veramente “Special”

Dopo aver conseguito il patentino UEFA, inizia come allenatore degli allievi proprio del Belenenses. La grande occasione arriva nel 1994, quando Sir Bobby Robson lo chiama al Porto come vice allenatore. L’amicizia tra i due continua anche quando l’allenatore inglese viene chiamato al Barcellona e se lo porta dietro. Dopo Robson, in catalogna arriva Van Gaal che decide di avvalersi comunque dello Special One. Nel 2000 l’olandese gli permette di guidare il Barcellona nella finale di Copa Catalunya contro il Mataro. I blaugrana vincono in scioltezza 3-0 e Mourinho alza il suo primo trofeo ufficiale da allenatore.

La consacrazione al Porto

È il 2001 e José Mourinho si appresta a diventare l’allenatore del Porto, ignaro di ciò che succederà il 26 Maggio del 2004. Il primo anno raggiunge il terzo posto con i Dragoes agguantando la qualificazione in Coppa UEFA, l’attuale Europa League. Nello stesso anno fa il suo esordio anche in Champions League, concludendo il girone all’ultimo posto. Il secondo anno Mourinho, vincerà per la prima volta la Primeira Liga con il record di 86 punti. Arriverà anche il successo in Coppa portoghese e la vittoria in Coppa UEFA, contro il Celtic dello svedese Larsson.

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La magica stagione del 2003-2004

L’annata del 2003-2004 per il Porto è quella della storia in campo europeo. Infatti la prima impresa di Mourinho è la conquista della Champions League. Il Porto finito in seconda fascia, viene sorteggiato nel Girone F con Real Madrid, Marsiglia e Partizan Belgrado. I portoghesi riescono ad arrivare secondi dietro gli spagnoli, con 11 punti dopo 3 vittorie, 2 pareggi e 1 sconfitta. Agli ottavi però arriva il Manchester United dei giganti, Cristiano Ronaldo, Giggs, Ferdinand e i fratelli Neville erano solo 5 giocatori di una rosa formata da campioni. Incredibilmente però, il Porto riesce a superare gli inglesi con un totale di 3-2 e tra lo stupore generale raggiunge i quarti.

L’avversario designato è il Lione di Juninho Pernambucano, il risultato? 4-2 per il Porto e Mou vola in semifinale. Il destino mette davanti ai portoghesi gli spagnoli del Deportivo La Coruña, grazie all’1-0 conquistato nella gara di ritorno ad Oporto il Porto raggiunge un impronosticabile finale. L’avversario che separa i portoghesi dalla Champions è il Monaco, di Adebayor e Evra, che a sorpresa aveva eliminato Bayern Monaco, Real Madrid e Chelsea.

Campioni d’Europa!

La finale del 26 Maggio 2004 è fissata in Germania, precisamente alla Veltins-Arena di Gelsenkirchen. La partita è a senso unico, il Porto domina e passa in vantaggio con Carlos Alberto al 39esimo del primo tempo. Al 71esimo il fantasista Deco raddoppia e 4 minuti più tardi Alenicev chiude il match. Il Porto del “dilettante” Mourinho è campione d’Europa e con un punteggio schiacciante, 3-0. Ma l’euforia del momento dura poco per i tifosi portoghesi, perché in estate, Mou abbandona Oporto e si accasa al Chelsea.

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Il Chelsea dei record

Nella stagione 2004-2005 Mourinho diventa allenatore del Chelsea e in una sola stagione stabilisce 2 nuovi record. Infatti i Blues vincono la Premier League con 95 punti, stabilendo il record di punti conquistati in una singola stagione, con una sola sconfitta all’attivo e 3 pareggi. Mou stabilisce anche il record di difesa meno battuta della storia del campionato inglese, con solo 15 gol subiti in 38 partite. In quell’anno il Chelsea conquista il double vincendo anche l’attuale Carabao Cup.

In Champions League non riesce a riconfermare il risultato dell’anno precedente, uscendo in semifinale contro il Liverpool. In terra inglese Mourinho rimane altri 3 anni, vincendo un altro campionato, un’altra Carabao Cup e una FA Cup. Il 20 settembre 2007 viene esonerato dopo appena 2 mesi dall’inizio della nuova stagione, a seguito di una partenza altalenante.

L’Inter del Triplete

Nel 2008 arriva la chiamata del presidente Moratti e Mourinho diventa l’allenatore dell’Inter. A Milano resterà solo 2 anni, ma entrerà nei cuori di tutti i tifosi nerazzurri. Appena arrivato conquista il suo primo trofeo italiano, la Supercoppa italiana battendo ai rigori la Roma. Il bilancio del primo anno si conclude anche con la vittoria del quarto scudetto di fila per l’Inter.

Ma la stagione che fa entrare Mourinho e i nerazzurri nella storia è la seconda. Infatti arriverà la conquista del Triplete, unica squadra italiana ad esserci riuscita. La vittoria della Coppa Italia arriverà sempre contro la Roma, il campionato invece, lo conquista all’ultima giornata con la vittoria sul Siena. La Champions League invece, arriverà dopo aver battuto il Bayern Monaco in finale per 2-0 con la doppietta del Principe Milito.

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Il Real Madrid chiama, Mou risponde

Dopo due annate travolgenti alla guida dell’Inter, il 28 maggio 2010 Mourinho si accasa al Real Madrid. La prima stagione lo vedrà trionfare “solo” in Copa del Rey, finendo il campionato a -4 dal Barcellona. La seconda stagione invece è una gran bella annata, fatta eccezione per la Supercoppa Spagnola persa contro il Barcellona. Sin dall’inizio il Real diventa una macchina macina punti, riuscendo a chiudere il campionato in testa alla classifica con 100 punti.

Da ricordare la vittoria per 4-1 contro il Barcellona, firmata Cristiano Ronaldo. La terza e ultima stagione però, finisce per diventare una stagione maledetta. Mou riesce a portare a casa un’illusoria Supercoppa Spagnola per poi perdere nuovamente il campionato e uscire ai danni del Borussia Dortmund di Lewandowski in semifinale di Champions League.

Ritorno al Chelsea, Red Devils e Tottenham

Nel 2013 il Chelsea ci riprova e Abramovic lo richiama alla guida dei Blues. Dei 3 anni della sua seconda esperienza con il Chelsea è da ricordare solo la seconda stagione. Vince per la terza volta la Premier League e batte il Tottenham nella finale di Carabao Cup.

Dopo aver risolto il suo contratto con il Chelsea, nel 2016, viene chiamato dal Manchester United per sostituire proprio il suo amico Van Gaal. Con i Red Devils rimane per 2 anni dove riesce a vincere una Carabao Cup e un Europa League perdendo altre 2 finali di coppa.

Concluso anche il rapporto con il Manchester United si fa avanti il Tottenham che lo convince a rimanere in terra inglese. Il 20 Novembre 2019 viene chiamato per sostituire Pochettino e risollevare il club da una situazione critica. Nella prima mezza stagione, riesce ad ottenere un piazzamento in Europa League dopo aver preso la squadra al quattordicesimo posto. Il suo secondo anno è il più strano della sua carriera, a novembre è primo in classifica e raggiunge anche la finale di Carabao Cup, poi il tracollo, il Tottenham scende al settimo posto. Durante il caos provocato dalla Superlega però, il 19 aprile 2021, a sorpresa, viene sollevato dal suo incarico a pochi giorni proprio dalla finale di coppa. Il mistero del suo esonero rimarrà tale.

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La Roma e la fine del viaggio

Siamo finalmente arrivati alla fine del nostro “viaggio”, ripercorrere la carriera di un grandissimo allenatore che a breve raggiungerà le 1000 panchine in carriera. Mourinho è un personaggio che generalmente è odiato da chi non lo ha mai avuto. Ed è così anche a Roma, in città si respira un’aria tesissima e la panchina di Paulo Fonseca traballa da ormai troppo tempo, la nuova proprietà ha bisogno di un colpo per risollevare gli animi dei tifosi.

Perciò, in un pomeriggio del 4 maggio 2021 esce l’annuncio giallorosso “José Mourinho è il nuovo allenatore della Roma”, panico in città, i social impazziscono e Roma viene travolta da un’ondata di entusiasmo mai vista prima. L’allenatore che nell’arco degli anni alla guida dell’Inter ha privato i giallorossi di 3 trofei è diventata la nuova guida per l’anno 2021-2022. In un attimo tutti i brutti ricordi legati all’allenatore di Setùbal spariscono e c’è spazio solo per l’euforia del momento.