L’addio di Cristiano Ronaldo dalla Juventus desta ancora tante chiacchiere da parte di addetti ai lavori e di altri calciatori. Prima Giorgio Chiellini, adesso Patrice Evra, il quale ha voluto dire la sua sulla faccenda mediante un’intervista rilasciata ai microfoni de La Repubblica. Mancanza di amore nei suoi confronti e parole non troppo piacevoli del suo mister, Massimiliano Allegri. Per il francese la risposta è tutta lì.

Tra affetto non dimostrato e parole poco opportune
“Non si sentiva amato e rispettato. Ad un certo momento aveva capito che a Torino stava diventando il capro espiatorio dei risultati insoddisfacenti della Juventus, ha temuto di essere considerato il primo colpevole degli insuccessi. Quando ha capito che sarebbe potuto tornare allo United, non ci ha pensato due volte. Dopotutto è il Manchester il suo più grande amore, dove nessuno si sognerebbe mai di criticarlo o mancargli di rispetto. In più, quando Allegri disse che Cristiano non avrebbe giocato tutte le partite, lui ne ha sentito e risentito. Non c’è bisogno di dire certe cose in pubblico, bisogna dirle in privato. Tutte le altre critiche rivolte a Cr7 sono state un po’ ridicole e anche un po’ ipocrite”.
Gli elogi ad Allegri
“Ha un fiuto incredibile per il calcio. Lo aveva anche Ferguson, ma non come Max: sa sempre come andrà una partita prima che cominci. Allegri è l’allenatore juventino per eccellenza, ha sposato l’ideologia bianconera, è un ‘gobbo’ in tutto e per tutto e sa come preparare e motivare la squadra: ti ammazza di lavoro, ma è intelligente perché te lo impone con il sorriso”.

