A tutto Beppe Marotta. L’amministratore delegato dell’Inter ha parlato ai microfoni di DAZN di svariati temi relativi al proprio vissuto sportivo: dal gol più importante della sua carriera da dirigente al futuro, passando per la decisione di virare su Simone Inzaghi la scorsa estate.

Le parole di Beppe Marotta
Sulla scelta della scorsa estate: “Prima di prendere Inzaghi, c’è stato un contatto con Allegri. Non immaginavamo che ci fosse la disponibilità di Simone a venire, mentre Max era libero e rappresentava sicuramente un profilo interessante, quindi ci abbiamo parlato“.
Sull’arrivo di Inzaghi: “L’abbiamo chiamato non sapendo che era a cena (con Lotito, ndr) e Simone chiaramente era un po’ imbarazzato. Devo dire che in questo caso la tempestività e l’intuizione da parte di Piero Ausilio e mia sono state decisive per fargli sottoscrivere un accordo in maniera rapida, ma nel rispetto di Lotito. Penso però che quando qualcuno resta tanti anni nella stessa squadra, come successo a Simone, sia giusto cercare una nuova esperienza altrove, dove poter crescere“.
Il gol più bello: “Direi quello di Sanchez in Supercoppa. Avevo già vinto altre finali, ma mai così all’ultimo respiro. Nel mio palmares è il goal che ha lasciato il segno più profondo”.
L’operazione più importante: “Pogba: lo presi a zero e riuscimmo a rivenderlo allo stesso club per 110 milioni”.
Su Cristiano Ronaldo: “Non è vero che mi sono opposto, solo leggende“
Sul futuro: “Ho avuto tanto nella mia vita calcistica, è giusto che ora inizi a dare qualcosa agli altri. Ho ancora tanti sogni nel cassetto. Penso di essere vicino ad aver dato tutto nel ruolo di dirigente, mi piacerebbe nella mia prossima esperienza, fare una mia attività politico-sportiva. Voglio contribuire a far crescere il movimento sportivo italiano. Ma c’è ancora tempo“.

