Stankovic diventa Superman e salva il Venezia contro il Cagliari: la storia del figlio di Dejan

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Il Venezia batte 2-1 il Cagliari e torna a vincere in Serie A dopo quasi due mesi di digiuno. Il protagonista assoluto della partita è il portiere Filip Stankovic, autore di incredibili interventi che sono risultati decisivi ai fini del pesantissimo successo dei lagunari nello scontro salvezza. L’estremo difensore classe 2002 è il figlio della leggenda dell’Inter Dejan Stankovic e in questa stagione, la prima nel massimo campionato italiano, sta mettendo in mostra tutto il suo talento.

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La carriera di Stankovic

Nato il 25 febbraio 2002 a Roma, Filip Stankovic entra a far parte del settore giovanile dell’Inter all’età di 14 anni e nell’annata 2018/19 vince campionato e Supercoppa Italiana Under 17 con la fascia da capitano al braccio. Nelle seguenti stagioni gioca con la Primavera e fornisce prestazioni di alto livello, guadagnandosi in più occasioni la convocazione in prima squadra sotto la guida di Antonio Conte.

La svolta della carriera arriva nell’estate del 2021, quando la società nerazzurra lo cede in prestito secco al Volendam insieme a Gaetano Oristanio (con cui gioca anche al Venezia). Il portiere lascia l’Italia e tenta la fortuna nella Keuken Kampioen Divisie (la Serie B olandese) ma l’avventura parte con il piede sbagliato: alla seconda giornata, in occasione della partita contro l’ADO Den Haag, si fa espellere dopo appena 10 minuti e mette in difficoltà i suoi compagni, i quali subiscono la rimonta e perdono 1-3. Il ritorno in campo avviene soltanto all’undicesimo turno a causa di un infortunio alla caviglia che lo tiene ai box per oltre un mese, ma da quel momento Stankovic si fa sempre trovare presente e difende i pali della porta del Volendam per tutta la stagione. Filip sfoggia grandi parate e trascina la squadra al secondo posto in classifica, ottenendo così la promozione in Eredivisie. Il club olandese punta molto sul classe 2002 e riesce a ottenere il prolungamento del prestito per un ulteriore anno. Il livello di difficoltà aumenta e la squadra fa particolarmente fatica in fase difensiva, tanto che subisce addirittura 71 reti in 34 partite (seconda peggior difesa). Stankovic colleziona 35 presenze in stagione e il suo Volendam si piazza in quattordicesima posizione in campionato, raggiungendo così l’obiettivo salvezza.

Terminato il prestito, Filip appare cresciuto sotto tutti i punti di vista e gioca alcune amichevoli estive con l’Inter. La società nerazzurra decide però di cederlo alla Sampdoria in prestito con diritto di riscatto e controriscatto per garantirgli maggiore minutaggio. Il giovane portiere è il titolare inamovibile dello scacchiere tattico di Andrea Pirlo e alla sua prima vera avventura in Italia gioca 38 match tra Serie B e Coppa Italia, fermandosi però al primo turno dei playoff e mancando la promozione in Serie A.

Al termine della stagione il club blucerchiato decide di non acquistarlo a titolo definitivo e il Venezia ne approfitta, assicurandoselo in prestito con obbligo di riscatto condizionato: “Scegliere Venezia è stato facile, quando ho saputo dell’interessamento non ci ho pensato due volte”. Nelle gerarchie Filip parte come riserva di Jesse Joronen ma il finlandese appare piuttosto incerto ed è costretto a fermarsi a causa di alcuni problemi fisici. All’ottava giornata Stankovic esordisce in Serie A e il match contro l’Atalanta segna il cambiamento del suo status: il ventiduenne diventa il numero uno a suon di parate e con la gara odierna è a quota 10 presenze consecutive. L’incredibile prestazione contro il Cagliari è probabilmente l’apice della sua carriera sia per l’importanza della sfida sia per i miracolosi interventi compiuti nei minuti finali, che sono valsi tre punti fondamentali in classifica: “Sono contentissimo – la gioia espressa ai microfoni di DAZN -. Ho parato anche di testa e di collo…”.

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Le caratteristiche tecnico-tattiche

Stankovic si è appassionato sin da subito al ruolo del portiere: “Gioco a calcio da quando ho quattro anni e sono diventato un portiere perché non volevo correre. Negli allenamenti cerco di dare il massimo con l’obiettivo di migliorare costantemente. Durante la partita sono sempre concentrato per evitare di sbagliare, anche perché l’estremo difensore ha le responsabilità maggiori e quando commettere un errore la squadra prende gol”. “Di lui ho subito notato le capacità tecniche sopra la media rispetto ai suoi coetanei”, le parole di Manuel Amoroso (preparatore dei portieri Under 16 e 17 dell’Inter).

Le caratteristiche principali di Filip sono la reattività e l’esplosività tra i pali e inoltre è molto bravo nelle uscite basse e nell’uno contro uno. Alto 187 centimetri, compensa le carenze con la sua agilità. Nell’ultimo periodo è in grande crescita anche con il pallone tra i piedi: “Mi piace la sua gestione della palla – i complimenti di Di Francesco -. È stato sereno e calmo, qualità che lo contraddistinguono. Ha la tranquillità del giovane portiere che piace a me. Al di là delle parate, contro l’Inter ha fatto la miglior prestazione da quando gioca titolare e parlo anche della gestione dei palloni e dei momenti della gara. Inoltre ha dato serenità e sicurezza anche nelle uscite. Questa squadra sta lavorando in una certa direzione e lui la sta interpretando al meglio. Sta crescendo partita dopo partita e sono contento per lui. Personalità? Piano piano la tirerà fuori”.

Da sottolineare la sua grande capacità nel parare i rigori: in carriera ne ha fronteggiati 29 e ne ha respinti ben 9. Il suo idolo è Julio Cesar, ex compagno di squadra del padre: “Mi ispiro a lui e ho avuto anche la fortuna di conoscerlo”.

Alla prima esperienza in Serie A sta dimostrando di meritarsi questa opportunità e il premio MVP vinto contro il Cagliari ne è una conferma. Il Venezia lotterà fino all’ultima giornata per restare nel massimo campionato italiano e a fare la differenza potrebbe essere proprio il rendimento di Filip Stankovic, il supereroe del club lagunare.