La disperata ricerca di un numero 9: il Milan si fionda su Gimenez

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Al Milan si cerca, disperatamente, un bomber di spessore. Fra i tanti errori, infatti, commessi dalla dirigenza rossonera in estate sicuramente quello maggiore è rappresentato dall’assenza di un adeguato successore di Olivier Giroud. Il francese non solo ha contributo a riportare in quel di Milanello lo scudetto alla sua prima stagione in rossonero, ma era riuscito anche nell’intento di far terminare quella maledizione della maglia numero 9 che si era abbattuta sul Milan immediatamente dopo il ritiro di Super Pippo Inzaghi.

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Milan, manca un bomber alla Giroud: viaggio fra le difficoltà di Morata e il flop di Abraham

Per spiegare la necessità di aver un nove all’altezza del Milan, basti pensare a chi indossa quel numero sulle spalle: Luka Jovic che conta qualche presenza con il contagocce e che non è sicuramente centrale nei piani di società ed allenatore. Nella prima stagione del post Giroud la decisone della scorsa estate era stata chiara. Si puntava, infatti, sull’usato sicuro e sul profilo di Alvaro Morata che da centravanti di manovra ha fatto letteralmente le fortune di tutte le squadre in cui ha giocato nella sua carriera. Lo spagnolo, reduce da un Europeo vinto con un gol all’attivo riesce a far emergere il talento degli altri suoi compagni tramite trame di gioco che lo vedono sempre al centro della manovra e che incrementano gli inserimenti. Sicuramente le reti (10) in stagione di Pulisic e quelle di Reijnders (9) sono anche merito dell’ex Juventus, abile a trovare spazi per gli altri. Prendere Morata era stata una scelta intelligente sia in relazione al prezzo del cartellino sia in quanto con la sua esperienza potesse alzare il livello di prestazione di alcuni elementi rossoneri. Non prendere una punta da avvicinare allo capitano della Spagna però non è stata una scelta altrettanto intelligente, anzi.

L’acquisto, inoltre, di Abraham si spiega poco. Si spiega pochissimo se si pensa che in cambio dell’attaccante inglese sia stato messo in ballo e portato a Roma Alexis Saelemaekers, che sarebbe stato utilissimo vista la sua duttilità e visto che a destra il Milan fa acqua da tutte le parti. L’attaccante ex Chelsea non è mai stato un goleador ed un bomber d’aria di rigore: la sua miglior stagione equivale a reti 25, ma in Championship nell’ormai lontano 2026-17. Un bellissimo ricordo sicuramente, ma nulla di più. In estate tanti sono stati i nomi accostati e deve far riflettere che non sia riuscito a scegliere bene proprio chi in campo è stato uno dei più grandi numeri 9 degli ultimi 25 anni. Molte sono le responsabilità in merito di Zlatan Ibrahimovic, che, come nessun altro, avrebbe dovuto concepire le difficoltà del Milan e che invece ha cincischiato come difatti il resto della dirigenza e dell’area tecnica.

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Il mercato per rimediare: pronto l’affondo su Gimenez

La sessione di gennaio, è risaputo, arriva come manna dal cielo per chi deve rimediare agli errori estivi. Il mercato del Milan è stato costellato di errori in tutti i reparti. Si pensi che sul piede di partenza ci sarebbero Emerson Royal e Pavlovic per i quali, complessivamente, sono stati spesi sei mesi fa circa 30 milioni di euro più bonus. Un capitale investito malissimo e per cui, probabilmente, si è sacrificato l’investimento invece utilissimo in attacco. In estate i nomi per la maglia numero 9 del Milan sono stati tanti, ma ora uno sarebbe in pole position.

Santiago Giménez, in forza al Feyenoord, sarebbe l’investimento che i tifosi chiedono a gran voce e che, forse, possa servire per allontanare il malumore recente dei tifosi verso società e proprietà. Uno sforzo economico, 40 milioni di euro, che finalmente farebbero arrivare in quel di Milanello un attaccante giovane e dalle belle speranze. Un acquisto del genere manca da tempo. Infatti, come i ricorsi storici possono aiutare, anche nelle precedenti gestioni nessuno ha deciso di puntare fortemente su investire gran parte del denaro su un attaccante di prospettiva. Maldini stesso, nella stagione post scudetto, aveva deciso di puntare gran parte del tutto su Charles De Keteelare e non su chi avrebbe poi dovuto sostituire Olivier Giroud. Un problema questo che si sta riverberando nel corso delle stagioni e che al Milan sarebbe arrivata l’ora di far concludere.