La ventottesima giornata di Serie A ci ha regalato un nuovo talento da seguire con grande attenzione e si tratta di Mateo Pellegrino, centravanti del Parma autore di una doppietta in occasione del pareggio per 2-2 contro il Torino. Entrato in campo al minuto 55 al posto di Ange-Yoan Bonny, il classe 2001 ha sfruttato il cross basso di Emanuele Valeri e trafitto in girata con il sinistro Vanja Milinkovic-Savic al 60′, per poi ripetersi con un colpo di testa sul calcio d’angolo battuto da Hernani a otto minuti dal termine. Arrivato in Italia nell’ultimo giorno della sessione invernale di calciomercato in seguito all’infortunio di Milan Djuric, il ventitreenne è a quota tre presenze con la maglia dei crociati e in appena 52 minuti totali ha messo a referto due reti.

La storia di Mateo Pellegrino
Nato il 22 ottobre 2001 a Valencia, Mateo Pellegrino Casalanguila cresce con la passione per il calcio grazie al padre Mauricio (ex difensore di Barcellona, Valencia, Liverpool e Argentina) e inizia a farsi notare nel settore giovanile del Vélez Sarsfield. L’esordio con i “grandi” arriva nell’aprile del 2021 in occasione della finale spareggio contro il Banfield nella Copa Maradona (sconfitta per 2-3) e a mandarlo in campo all’80’ è proprio suo papà, allenatore del club biancazzurro. Successivamente colleziona una manciata di minuti in alcune partite (trova il suo primo gol tra i professionisti nella vittoria per 5-0 contro il Club Cipolletti in Copa Argentina) prima di trasferirsi in prestito al Club Estudiantes de La Plata nell’estate del 2022 per giocare con maggiore continuità.
L’esperienza si rivela deludente e termina con 19 presenze (467 minuti) e zero reti, motivo per cui torna alla base e viene immediatamente girato al Club Atlético Platense. Qui diventa il centravanti titolare della squadra e riesce a dimostrare tutto il suo valore. L’anno della svolta è il 2024 e si afferma come uno dei migliori attaccanti in Argentina: in 25 partite di Superliga segna 10 reti e nella Copa de la Liga Profesional de Fútbol sigla 5 gol in 13 gare. Il prestito si conclude il 31 dicembre 2024 dopo 15 centri in 53 match e torna al Vélez Sarsfield, dove gioca un’ulteriore partita prima di essere acquistato a titolo definitivo dal Parma per 2 milioni di euro più il 50% dell’eventuale futura rivendita. “Ho scelto il Parma perché era l’opportunità migliore per la mia crescita, questa è un’occasione d’oro e sono contentissimo – le sue parole nella conferenza stampa di presentazione -. Inoltre mi piace la storia del club, qui hanno militato numerosi calciatori argentini. Non è stato facile lasciare il Vélez e ho vissuto una situazione complicata con i tifosi, ma il Parma era fortemente interessato e lo ringrazio per aver creduto molto in me. Crespo? È un’ispirazione, è stato un giocatore molto importante per questa società e mi auguro di poter far bene come lui”. Il trasferimento in Italia rappresenta la chiusura di un cerchio per la famiglia Pellegrino, dato che il padre Mauricio (attuale allenatore del Lanús) fu il vice di Rafael Benitez ai tempi dell’Inter: “Sono sempre stato insieme a papà nelle sue esperienze e quando ha lavorato con Benitez abitavo a Como”.
Sotto la guida di Fabio Pecchia Mateo non trova spazio e resta in panchina contro Cagliari e Roma, ma la svolta avviene con l’arrivo di Cristian Chivu: i due si conoscono bene poiché l’allenatore romeno era uno dei calciatori presenti nella rosa dell’Inter nel 2010 e quindi lavorò con Mauricio Pellegrino. Il centravanti classe 2001 esordisce con la maglia dei crociati il 22 febbraio nella vittoria per 2-0 contro il Bologna ed entra dalla panchina anche nella sfida contro l’Udinese. In Parma-Torino prende il posto di Bonny al 55′ sul risultato di 0-1 per gli ospiti e dopo appena cinque minuti pareggia i conti. I granata vanno nuovamente avanti con Ché Adams, ma Mateo è scatenato e riacciuffa gli avversari con un colpo di testa all’82’. L’attaccante segna così i suoi primi due gol in Serie A e, oltre a vincere il premio di ‘Man of the match’, permette alla squadra di ottenere un punto importante in chiave salvezza: “Da quando sono arrivato ho lavorato tantissimo e sognavo di vivere un giorno così“.

Le caratteristiche tecnico-tattiche
Mateo Pellegrino è un attaccante vecchio stampo e l’area di rigore è il suo habitat. Tra i punti di forza c’è sicuramente il fiuto del gol e, nonostante sia mancino, è in grado di segnare in ogni modo: “L’anno scorso ho segnato di destro, di sinistro e di testa. Voglio essere il più completo possibile per mettere le mie caratteristiche a disposizione del mister. Che tipo di attaccante sono? Mi descrivo come un giocatore molto potente, fisico e forte nei duelli aerei. Sono un centravanti che cerca sempre di sfruttare al meglio le occasioni che mi capitano”. Grazie alla sua altezza (192 centimetri) risulta fondamentale nei duelli aerei ed è un punto di riferimento per i compagni nella manovra offensiva. Abilissimo nella protezione del pallone, è un’arma importante per far salire la squadra e fornisce all’allenatore un’ulteriore opzione di gioco utilizzando i lanci lunghi: “Pecchia mi chiese di giocare come pivot per dare una mano alla squadra nelle transizioni offensive”.
Chivu ha parlato molto bene di Mateo nel post partita di Parma-Torino: “È un bravo ragazzo. Ha voglia e applicazione, vuole migliorare ed essere determinante. I due gol sono la conseguenza di un lavoro ben fatto durante la settimana. Poi si può sbagliare, ma l’importante è come si entra in campo. A parte la doppietta, mi ha meravigliato la corsa di oltre 80 metri in copertura: è un esempio per la squadra, soprattutto in questo momento della stagione”. Anche il centrocampista Hernani apprezza particolarmente le qualità del bomber: “Sono felice perché Mateo è un ragazzo bravissimo, sta lavorando tanto. Sin dal primo giorno sta cercando di imparare l’italiano per capire le richieste dell’allenatore. Il suo futuro sarà luminoso”.
Il Parma crede molto in lui e il contratto fino al 30 giugno 2029 ne è la dimostrazione. Il centravanti vuole ripagare la fiducia della società e le due reti contro il Torino sono soltanto un saggio delle sue qualità. Ora Mateo Pellegrino punta a conquistare il posto da titolare e sogna di scrivere la storia del club seguendo le orme dell’idolo Hernán Crespo.

